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Autore Discussione: Celtic / Folk music & Women UK  (Letto 2906 volte)
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diamantinom

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« inserito:: Lunedì 25 Luglio 2011 18:16 18 »

Questo è l'elenco

Celtic / Folk music UK

alan stivell (French complete)
chieftains (complete)
pentangle (complete)
john renbourn (complete)
Bert Jansch (complete)

john martyn (not complete)
fairport convention (complete)
richard thompson
sandy denny (complete)

christy moore
lindisfarne
amazing blondel
Clannad (complete)
june tabor
loreena (complete)
enya (complete)
oyster band
laura marling

Women UK

kate bush (complete)
bonnie tyler (complete)
sally oldfield (complete)
sade (complete)
sinead (complete)
tanita tikaram (German)
gabrielle (complete)
« Ultima modifica: Domenica 31 Luglio 2011 18:50 18 da diamantinom » Registrato

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diamantinom

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« Risposta #1 inserito:: Lunedì 25 Luglio 2011 19:27 19 »

La folk music in England affonda nei secoli precedenti, si tramanda di generazione in generazione , la si canta nel privato, anche nei pub delle piccole cità di provincia. Le darà una mano x uscire dalla nicchia un’artista bretone francese : Alan Stivell.

Bretagne/Breizh/Brittany

Questa è la Bretagna (Breizh)

Alan Stivell, born Alain Cochevelou (Riom, 6 gennaio 1944), è un cantante, arpista, cantautore celtic fusion francese.
A lui si deve in gran parte la rinascita ed il rinnovamento della musica tradizionale bretone, che, a partire dagli anni settanta, lo ha reso celebre nel mondo intero. Il suo nome è legato indissolubilmente all'arpa celtica, strumento del quale non solo è un virtuoso, ma che è letteralmente rinato con lui e con la sua famiglia.
Alain Cochevelou nasce a Riom, nel dipartimento del Puy-de-Dôme in Alvernia, dove la famiglia, originaria del Morbihan in Bretagna si era trasferita. Il nome ufficiale francesizzato della famiglia, Cochevelou, è l'imperfetta resa del bretone Kozh Stivelloù, ovvero "Vecchie Fonti.

La famiglia si trasferisce in seguito a Parigi. Il padre, Jord Cochevelou, è impiegato al Ministero delle Finanze francese, e soggetto quindi a frequenti trasferimenti; appassionato della lingua e della cultura del suo paese di origine, la Bretagna, Jord Cochevelou è anche un valente musicista e liutaio, il cui sogno è la ricostruzione perfetta, attraverso lo studio di antiche testimonianze e disegni, di un'autentica arpa celtica, mitico strumento oramai dimenticato da secoli. Il sogno si realizza: nel 1953 Jord Cochevelou riesce a ricostruire lo strumento e lo offre a suo figlio, allora di soli 9 anni, che già suona l'arpa classica (ed il pianoforte) come un vero prodigio. Nelle sue mani, l'arpa celtica torna a nuova vita e il bambino comincia già a esibirsi e ad essere noto.
Il primo concerto in pubblico di Alan Stivell risale al 23 novembre 1953 presso la Maison de Bretagne di Parigi, in occasione di una conferenza stampa organizzata da Denis Megevand, suo insegnante di arpa, convocata proprio per annunciare la rinascita dell'arpa celtica; lo strumento comincia quindi già da allora ad essere legato indissolubilmente a quello di Alan Stivell. Nel 1955, all'età di undici anni, si esibisce per la prima volta all'Olympia, il tempio della canzone francese, suonando tre brani en lever de rideaux per un concerto di Line Renaud. Tuttora, Alan Stivell è l'artista che si è esibito alla più giovane età all'Olympia, un record difficilmente battibile. A quell'epoca, la sua notorietà inizia già ad essere grande.
Ritorno alle radici culturali. Gli anni settanta.

Nel 1957 il giovane Alan, desideroso di tornare pienamente alle proprie radici, comincia a studiare con applicazione la lingua bretone, di cui si impadronisce ben presto. S'interessa anche alla storia, alla mitologia ed all'arte dei Celti, aiutato anche dal ritorno definitivo della famiglia in Bretagna. Impara a suonare anche la bombarda e la cornamusa (pib-veur in bretone), strumenti assai utilizzati nella musica tradizionale bretone.
 
La sua prima incisione discografica risale al 1959, con un primo 45 giri; nel 1961 esce il suo primo album, Telenn Geltiek, interamente composto da brani strumentali per arpa celtica. Nel 1964 suo padre costruisce appositamente per lui un secondo tipo di arpa, la cosiddetta arpa bardica con corde in bronzo; in breve, Alan Stivell si lancia in questa nuova avventura che gli permette tra le altre cose di sperimentare un tipo di musica più moderna. Nel 1966 comincia a prendere lezioni di canto cominciandosi ad esibire ovunque anche come cantante
.
È qui che inizia quella che sarà la caratteristica musicale più spiccata di Alan Stivell, vale a dire non la semplice riproposizione della musica tradizionale, ma il suo utilizzo come base per una nuova e autentica musica bretone moderna. Nel 1968 è a Londra dove si esibisce assieme ai celebri Moody Blues

Nel 1971, Alan Stivell pubblica un album dal titolo assai significativo di Renaissance de la harpe celtique ("Rinascita dell'arpa celtica"), ancora una volta totalmente strumentale. Accanto all'arpa celtica, Stivell si serve sì di altri strumenti tradizionali, ma compaiono anche le percussioni e la chitarra acustica affidata alle mani di un autentico virtuoso anch'esso bretone, Dan Ar Braz. Nel 1972 Stivell torna all'Olympia, stavolta in delle serate a lui dedicate: è il trionfo. Per l'occasione si fa accompagnare da musicisti di assoluto valore come il già nominato Dan Ar Braz (che suona anche la chitarra elettrica), Gabriel Yacoub, futuro leader dei Malicorne .

ALAN STIVELL À L' Olympia 1972
di Marco Sgrignoli (ondarock.it)

1971. Sul palco dell'Olympia di Parigi sale un cast d'eccezione, a dimostrare che il vento del folk elettrico, che da qualche anno ha intrecciato di là dalla Manica le sorti del rock e della musica tradizionale, spira forte anche in terra francese. Gabriel Yacoub, mastermind di quei Malicorne che col live "En Public" segneranno l'apice del folk-rock di stampo Fairport Convention; Dan Ar Braz, che proprio dei Fairport sarà chitarrista per un breve periodo; Alan Cochevelou ovvero Alan Stivell, le barde, il musicista che l'anno prima ha portato la musica bretone all'attenzione di mezza Europa con "La renaissance de l'harpe celtique".

1. Fuga nella tradizione

Sono passati quasi quarant'anni da allora, nel corso dei quali la new age ha gettato una patina di dozzinale spiritualità su qualsiasi sonorità celtica, l'estetica indie ha messo al bando ogni orpello e ogni sentore di fiabesco. Risultato: quella che allora era musica rivoluzionaria, vitale, oggi rischia di simboleggiare l'essenza stessa del vecchio, lo spirito di un'epoca quasi fastidiosa nella sua illusione di poter migliorare le cose anziché semplicemente distruggerle o disinteressarsene.
Eppure, la maturazione del progressive e del folk elettrico già nascondeva una rinuncia. Passando all'età adulta, il rock smetteva di essere arma di cambiamento sociale: coi suoi concept, i suoi mondi immaginari, il ritorno al passato tradizionale, accettava implicitamente il fallimento del progetto hippie, del Sessantotto, della gioventù come motore di cambiamento.

La fuga nel mito, nella fiaba, nella magia è stata un ritorno all'innocenza dopo il "gioco di Prometeo" degli ultimi anni Sessanta. E proprio l'innocenza è uno dei concetti che il "celtic folk" evoca in maniera più forte: riabilitando strutture narrative circolari, spesso prive di ritornelli, rievoca l'infanzia contadina dell'uomo industriale, quella successione di pomeriggi e stagioni che sembrava non dovesse finire mai.
Il naturale contraltare di questo sogno è la malinconia, che nasce dovendone constatare l'impossibilità. È attorno a questo dualismo che ruota l'atmosfera di "À l'Olympia".

2. Blown in the wind of Keltia

Alan Stivell canta in inglese, in francese, in gaelico. Suona il flauto, le cornamuse. E l'arpa: cristallina, sfavillante, è lei più di ogni altra cosa a proiettare fuori dal tempo queste dodici composizioni.
Il resto lo fanno le parole, il rifiuto della contrapposizione strofa/ritornello e il suo corrispondente musicale: quello della dicotomia maggiore/minore. Come molta musica tradizionale europea, quella di area celtica è basata sugli antichi modi, uno per ogni nota della scala.

"An Dro" alterna re eolico (l'usuale "minore") e sol dorico, creando all'orecchio di oggi una sensazione di spaesamento e sospensione che rende difficile individuare il centro armonico. Dalla sospensione armonica al "rapimento" temporale il passo è breve.
Un simile effetto provoca la pentatonica di "The Trees They Grow High", imboccata dalla seconda nota della scala maggiore anziché dalla prima, o dalla quinta come nel blues. La canzone, già resa celebre dai Pentangle (con "Sweet Child"), è nota in Italia in una traduzione di Branduardi

I temi che descrivono la condizione umana - passare delle stagioni, perdita della giovinezza, differenze di classe, età, generazione, contrastano con l'impassibilità della natura: mentre gli uomini muoiono, il ciclo delle foglie e degli alberi, alti, superiori, si ripete e rinasce sempre uguale. Si tratta di un topos ricorrente nella musica pre-industriale, che si manifesta prima di tutto sul piano strutturale con la ripetizione di un modulo rigido, specie nel verso finale di ogni strofa.

Lo stesso schema si ritrova a livello musicale, ed è più evidente nei pezzi strumentali orientati alla danza. Ogni brano è basato sulla ripetizione di un paio di moduli ritmico-melodici, con leggere e progressive variazioni dettate dall'inserimento di un numero sempre crescente di strumenti. Gli abbellimenti introdotti sulle figure-base appartengono a un lessico ben consolidato: come sul piano lirico, anche su quello musicale le musiche di area celtica sono fortemente grammaticali e traducono un sistema sociale basato su relazioni inderogabili.

È facile distinguere - non solo dai titoli - le gavotte e i branle di origine bretone ("An Dro", "An Alarch's", "Pop Plinn", "Kost Ar Ch'hoad", "Tri Martolod", "Suite sudarmoricaine") dalle hornpipes e le ballate anglosassoni ("The King Of Fairies", "The Foggy Dew", "The Trees They Grow High").
I pezzi francesi hanno una dimensione più "corale", sono più cadenzati e costruiti su una maggior varietà di frasi secche e asimmetriche. Conservano in questa struttura l'eco dei balli a inchino che accompagnavano e a questo è dovuto il loro suonare particolarmente "medievaleggianti".

3. Faces of granite and faces of angels

Fin qui han fatto tutto i brani da sé: poco s'è detto riguardo all'interpretazione di Alan Stivell e soci. Il loro è stato prima di tutto un lavoro di ricostruzione, volendo perfino di contraffazione. L'"arpa celtica" prima di Stivell in Bretagna non esisteva, né era mai esistita. Ecco gli elementi di arrangiamento dell'introduttiva "The Wind Of Keltia": soffio di hammond chiesastico, erratico tin whistle, arpeggi a cascata, voce delicata e sospesa, chitarra che sfrutta il blues alla maniera di David Gilmour. Tutti convergono, titolo compreso, a creare l'atmosfera incantata della rievocazione - o meglio reinvenzione! - di un mito e un'epoca (curiosamente, con piglio molto più energico faceva lo stesso l'incipit di "Liege & Lief").

Si possono riconoscere due modalità di intervento sui brani: una è quella già esaminata, che punta alla suggestione e opera specialmente sui brani cantati e lenti; l'altra gioca invece sulla rivitalizzazione e sfrutta appieno l'armamentario rock presente sul palco. "Pop Plinn", "Tha Mi Sgith" e "Kost Ar C'hoad" incorporano nel tipico andamento a jam della mustica celtica da ballo stilemi del nascente hard-rock (chitarra blues distorta, eruzioni di organo a base di vibrato) e del progressive-rock di marca Elp. (batteria marziale alternata a venature jazz, ricco interplay ed enfasi solistica).
L'incedere è reso così non solo serrato, trascinante, ma anche fortemente dinamico nel suo avvicendamento di momenti evocativi ed episodi più muscolari.

Gli approcci si combinano in due dei brani-simbolo di Stivell: "Tri Martolod" e "Suite sudarmoricaine". La prima (il titolo significa "Tre marinai") è vivace fin dalla struttura ABAB, e i controcanti della band la fanno espressione di un sentimento corale che finisce per coinvolgere anche il pubblico. "Suite sudarmoricaine", non a caso scelta come bis, fa leva su una struttura particolarmente ripetitiva e quella che è forse la melodia più spigliata del disco (con tanto di "la la la" alla fine di ciascuna strofa), punti di partenza per un crescendo rock in cui l'uno dopo l'altro si inseriscono tutti gli strumenti.

4. Buone notizie per i bretoni/ e maledizione alla Francia!  ("An Alarc'h")

Nel live "À l'Olympia", niente è lasciato al caso. Eppure, per quanto "di ripiego" possa essere la foga che anima il revival tradizionalista, la musica di Alan Stivell suona profondamente sentita. Questo anche perché Stivell è fin dagli anni Sessanta il primo alfiere dell'allora nascente movimento autonomista/indipendentista bretone, e per lui riscoprire la propria cultura locale non significa affatto rinunciare alla lotta e ai grandi ideali.

Proprio grazie alla forte connotazione politica, la performance di "À l'Olympia" brilla di una luce che non può essere ricondotta a una semplice somma di parti. Non ricade in quell'intellettualismo che sembrerebbe conseguenza inevitabile di un'operazione di restaurazione tanto artificiosa (lingua, stili musicali, perfino strumenti). Evita anche il machismo kitsch'n'roll che pure è di casa nel più energico rock contaminato di quegli anni.
E soprattutto, a distanza di decenni, conserva intatta la sua carica, la sua vitalità, la limpida eleganza delle sue metafore secolari e del sogno che vogliono evocare. (27/04/2008)


L'album dal vivo registrato per l'occasione vende oltre un milione di copie; ma, con il successo, i puristi cominciano a rimproverare a Stivell di fare una musica troppo "commerciale", accusa in grandissima parte del tutto infondata.
La svolta sinfonica degli anni ottanta

Dopo un album ancora "elettrico" nel 1978, Un dewezh barzh gêr ("Una giornata a casa") e un altro album live nel 1979, Tro ar bed ("Giro del mondo") registrato ancora a Dublino e all'Olympia di Parigi, nel 1980 si ha la svolta sinfonica con un album doppio che resta forse il suo più famoso: Symphonie Celtique ("Sinfonia celtica"). Con una formazione spiccatamente rock, un insieme di bombarde e cornamuse e un'orchestra sinfonica, Alan Stivell, al massimo della contaminazione, si fa accompagnare da una cantante berbera, Djourha e dal sitar del nepalese Narendra Bataju, allievo prediletto del grande Ravi Shankar. Il risultato è un affresco musicale di inusitata bellezza, che viene eseguito per la prima volta in pubblico al Festival Interceltique di Lorient davanti ad oltre 10.000 spettatori.

Proprio all'apice del successo, la musica celtica comincia a passare un po' di moda e la cosa ha delle ripercussioni sull'attività di Alan Stivell, che non cessa comunque per questo di essere considerato un mostro sacro.
Nel 1991 Alan Stivell torna a esibirsi in Francia contemporaneamente all'uscita di un nuovo album, Mist of Avalon; due anni più tardi, 1993, è la volta di un album antologico intitolato Again, che raggruppa diciassette versioni riarrangiate dei suoi più grandi successi. Con Stivell, nell'album compaiono Kate Bush e Shane McGowan del gruppo irlandese Pogues.

Nel 1995 esce Brian Boru (dal nome di un grande re irlandese che riuscì a sconfiggere i Vichinghi: questo album segna il suo deciso ritorno alla musica più tradizionalmente celtica, corrispondente ad un rinnovato interesse del pubblico europeo ed extraeuropeo.

Nel 1998 esce il 19° album dell'oramai lunghissima carriera di Alan Stivell, intitolato An Douar ("Una sola terra" in bretone): nell'album compaiono Youssou N'Dour, il "re del raï" algerino Khaled, Jim Kerr del gruppo scozzese Simple Minds e il grande Paddy Moloney dei Chieftains. Con quest'ultimo album, Alan Stivell intende dimostrare che le differenze di razza e di lingua (bretone, inglese, wolof, arabo) sono le componenti fondamentali dell'umanità.
L’ultimo è del 2009 (‘Emerald’) disco che non mi dice granché.

04 - Alan Stivell -- Brocéliande.wmv

"Brocéliande" de l'album d'Alan Stivell intitulé Reflets sorti en 1970
Alan Stivell A L'Olympia- 02 An Dro

An dro nevez
Alan Stivell An alarc'h / Le cygne de Montfort - brezhoneg / français / english

An Alarch's
Tri Martolod [Alan Stivell] Chant Breton

Tri Martolod
Alan Stivell - Suite Sudarmoricaine

Suite Sudarmoricaine
Alan Stivell | Djurdjura ~ Tír Na Nóg

Tír Na Nóg
Alan Stivell Dan Ar Braz - Pop Plinn

Pop Plinn
La Dame du Lac

‘La Dame du Lac’ da The Mist of Avalon de Alan Stivell, sorti en 1991
Alan Stivell & Kate Bush - Kimiad

Kimiad (w Kate Bush) from ‘again’ 1993
Alan Stivell - Brian Boru

Brian Boru
La Celtie et l'Infini

La Celtie et l'Infini 2002
Alan Stivell - Lusk (Skye boat song) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Lusk (Skye boat song) 2009
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« Risposta #2 inserito:: Martedì 26 Luglio 2011 02:07 02 »

Il termine musica celtica è una pura definizione di comodo, normalmente associata ad un insieme di tradizioni musicali che presentano tra loro alcune analogie ben distinte e fortemente connotate. Sarebbe, infatti, più corretto parlare di musiche dei paesi di tradizione celtica, ma la prima definizione è invalsa per maggiore praticità.
La musica celtica comprende un ampio spettro di generi musicali, che si sono evoluti dalle tradizioni e dalla musica folk dei popoli celtici dell'Europa Occidentale.

Alcuni aspetti comuni del carattere, come i balli della musica celtica sono le jigs (danze molto antiche un tempo diffuse in molte parti d'Europa), reels (danze molto veloci), slip jigs (danze ballate generalmente da sole ragazze), hornpipes (danze ritmate derivate dalle danze marinare), strathspeys (vivaci danze scozzesi).

Ci sono dei risvolti + sociali che musicali anche da noi. La zona prealpina è ben disposta in tal senso e il bergamasco (nord) forse è il cuore.

Devo utilizzare a questo punto un discorso personale.

Una decina d’anni fa o più coordinavo 14 elementi  in Lombardia. Si trattava di contattare medici specialisti con una certa regolarità (Neurologi e psichiatri in primis). La Società x cui lavoravo non aveva le disponibilità di una Glaxo o una Cyanamyd, e quindi pagava di conseguenza, discretamente o benino e nulla più.
La mia più grande fatica era coprire la provincia di Bergamo. Per disperazione assunsi  uno  di un paese a ridosso delle prealpi non lontano dalla città di Bergamo. Sembrava un idiota di buona presenza.
Veniva a suo dire da un periodo depressivo, anche se non mi spiegò mai il perché. Forse gli studi non terminati di medicina, forse una relazione finita male.
Lo tenni impegnato x 3 settimane tutte le mattine nei ns uffici insegnandogli il dovuto o almeno cercando di farlo. Dopo la prima settimana era divenuto abbastanza sereno. Ma gli skills non si erano mossi.
Né con le buone né con le cattive. Di solito io trasmetto rapidamente modi e atteggiamenti. Nada.
Mi concentrai allora sulla pura didattica. Bombardandolo e stressandolo a volte in maniera veramente dura. Mi guardava e assentiva.

Sandro (chiamiamolo così) ne uscì vivo. Abbastanza diverso da come l’avevo visto nella selezione il mese prima.
Scopersi che era furbo molto, ma con me non ci provò mai. Cioè sul lavoro fu corretto. Gli smontai l’atteggiamento da ruffiano (pensava che gli potesse essere utile) e lo seguii nell’attività con discreta cura.
Di solito i miei ragazzi (ma qualcuno era ben + vecchio di me) mi consideravano un amico, anche quando assumevo atteggiamenti da peggior nemico. Lui non lo fu veramente. Però si confidò spesso.

Era un razzista , odiava tutti coloro che non erano bergamaschi. Una sera in città alta ancora un po’ e mi ammazza un milanese che aveva parcheggiato vicino alle nostre auto e gli aveva rivolto la parola scherzosamente. In 4 alle fine x metterlo buono. ‘Tutti figli di Troia. Milanesi di merda. Bruciarli tutti con quei sub-umani neri…e i loro amici terroni’.
Le donne le voleva alte snelle col culo stretto, poi capii il perché.
Non mi contattava un medico xché era napoletano, ce lo trascinai a forza. Quando parlava la sua lingua coi suoi non si capiva un cazzo di niente. Un giorno a Pontida si fece aprire il monastero o qualcosa del genere x mostrarmene l’essenza. E poi c’era la faccenda delle zampogne bergamasche. Originariamente erano 6, 3 si persero nella nebbia del tempo. Sandro cercava una delle 3 rimanenti. Una ricerca estenuante. Fin nella bassa bergamasca. Non la trovò mai. E penso che la stia ancora cercando. I suoi amici dell’Atalanta poi te li raccomando. ‘Perché vado allo stadio ? x menare e x istruire  x educare, ma in realtà x picchiare..’ mi disse uno di loro una volta.

Insomma era un celta o meglio si riteneva un celta.
E me ne fece conoscere diversi, all’apparenza tutti innocui e tutti impegnati nella ricerca di quella cazzo di zampogna, manco fosse stato il martello di Thor. Ma tutti sempre pronti alla zuffa.

Sandro , alto biondo, dallo sguardo gentile e un po’ scemo,che , però, quando si incupiva non sembrava + né scemo né innocuo.
Possedeva tutta la collezione di Stivell sia in lp sia in cd.
Quando se ne andò (lo pagarono molto di + di quanto potevamo permetterci noi) mi invitò a cena al Cantinone non quello di città alta. Si scusò  e mi diede un pacco. Dopo 3 o 4 bottiglie di Valcalepio Rosso e mezza bottiglia di grappa, fatta da un monaco suo parente, dopo un paio di lucky strike senza filtro, brillo Lui brillo io, mi disse : sei stato un buon maestro e anche un soldato.
Uscimmo in strada e sotto un acquazzone maledetto ci abbracciamo ridendo come stupidi. Poi ognuno x la propria strada. Non ci rivedemmo mai più. Tornato a casa aprii il pacco : c’era tutta la sua collezione lp Di Alan Stivell.


Ecco : quando si parla di musica celtica non si può prescindere dal modo di essere degli amanti della stessa. Deplorevole o no che sia l'atteggiamento.
Quando sono semitriste ed è una giornata di primavera , piovosa, è facile che ascolti  ‘Cruel Sister’ dei Pentangle. Anche se adesso sono anni che non li sento più.
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« Risposta #3 inserito:: Martedì 26 Luglio 2011 14:13 14 »

The Chieftains

Band folk irlandese. L’irlanda (nella sua totalità sud + nord) ha prodotto negli ultimi decenni artisti straordinari. I chieftains inizialmente seguiranno l’onda celtica e la tradizione folk di casa, poi progressivamente si avvicineranno al rock o meglio agli eroi del rock britannico : tra loro Rolling Stones, Van Morrison, Mark Knopfler, Sinead O'Connor, Sting e anche al country americano. Saranno dei puri a metà, a volte atipici. Ma importanti.

Il nome Chieftain deriva dalla traduzione della parola gaelica irlandese, che significa capo clan.

I Chieftains vengono fondati nel 1963 dal piper Paddy Moloney insieme ad alcuni amici: ne fanno parte il violinista Martin Fay, il suonatore di tin whistles Seàn Potts, il flautista Mìcheàl Tubridy, e al bodhran David Fallon. Paddy Moloney ha già suonato in diversi gruppi ed è alla ricerca di un nuovo approccio alla musica tradizionale irlandese che lo porti a suonare "una musica che non sia mai stata ascoltata". Nel 1963 i Chieftains pubblicano il loro primo disco omonimo; la copertina, come nei tre album successivi è disegnata da Edward Delaney.

Nel 1966 Fallon lascia il gruppo; per un breve periodo i Chieftains suonano senza bodhran, poi lo sostituiscono con Peadar Mercier. Nel 1968 anche Martin Fay e Seàn Potts lasciano il gruppo per un breve periodo ed entra nella formazione dei Chieftains il violinista Seán Keane.

Nel 1969 esce, a più di cinque anni dal precedente, il secondo album Chieftains 2 registrato in un weekend agli Craighall Studios di Edimburgo. Tra i brani compaiono composizioni di Turlough O'Carolan.
I Chieftains pubblicano il loro terzo disco Chieftains 3 nel 1971, registrato agli Air Studios di Londra.

Nel 1972 i Chieftains suonano a Belfast e conoscono l'arpista Derek Bell. Moloney, che da tempo sta cercando un arpista per il gruppo, offre a Bell di entrare nei Chieftains, Bell accetta.

Nel 1974 esce Chieftains 4, che vede un tributo a Seàn Ó Riada con il brano Mneá na heÉreann. Nell'anno successivo pubblicano Chieftains 5, disco che comporta alcune novità come l'uso del tiompan e l'approccio a musiche bretoni. Il 1975 è infatti l'anno della svolta, i Chieftains diventano un gruppo professionista, ognuno lascia il proprio lavoro; il nuovo manager Jo Lustig organizza un concerto alla Royal Albert Hall di Londra per il giorno di San Patrizio e organizza una tournée negli Stati Uniti.

Nel 1976 il successo cresce grazie al contributo alla colonna sonora, che vincerà anche un Oscar, del film Barry Lyndon di Stanley Kubrick Sempre dello stesso anno è il concept album Bonaparte's Retreat che riguarda l'alleanza degli Irlandesi con Napoleone in funzione anti-inglese.

Nel 1979 pubblicano Boil the Breakfast, che vede Conneff alla voce e, per la prima volta, il flauto di Matt Molloy. Ma l'evento più importante dell'anno è la visita di papa Giovanni Paolo II in Irlanda, i Chieftains sono chiamati a suonare davanti a più di un milione di persone: suonano Carolan's Welcome prima dell'arrivo del Papa e altri brani
durante la messa.

Nel 1981 esce Chieftains 10, prima incursione nella musica country, con la tradizionale americana Cotton-eye Joe.

Nel 1983 aprono il concerto dei Rolling Stone allo Slane Castle di Dublino, suonano inoltre al Capitol Building a Washington e sulla Grande muraglia cinese.

Nel 1987 pubblicano Celtic Wedding, un concept album che vuole ricreare le atmosfere e le musiche di un matrimonio bretone del XIV secolo: è il primo album che va alla ricerca delle radici della musica celtica nel mondo. Dello stesso anno è In Ireland, insieme al noto flautista classico James Galway. Per il venticinquesimo anniversario registrano un concerto a cui partecipano anche Van Morrison, Christy Moore, Dolores Keane e Mary Black.

Nel 1988 Moloney viene insignito di una laurea honoris causa dal Trinity College di Dublino. Dalla collaborazione con Van Morrison nasce Irish Heartbeat, un album che mira a unire le radici irlandesi con il blues e il soul..

Nel 1990, dopo la caduta del muro di Berlino, i Chieftains partecipano al concerto di The Wall di Roger Waters, insieme ad altri ospiti come Sinead O'Connor, Van Morrison, Bryan Adams, Marianne Faithfull.

Nel 1994 il gruppo partecipa al concerto per il venticinquesimo anniversario degli Who.

Nel 1995 i Chieftains collaborano alla colonna sonora del film Braveheart di Mel Gibson e pubblicano The Long Black Veil, uno dei loro maggiori successi, con guest stars come i Rolling Stones, Van Morrison, Marianne Faithfull, Mark Knopfler, Sinead O'Connor, Tom Jones, Sting e Ry Cooder.

Nel 1999 pubblicano Tears of Stone che immortala le migliori collaborazioni tra i Chieftans e voci femminili da tutto il mondo: fra di esse Joni Mitchell, Loreena McKennitt, Sinéad O'Connor.

Nel 2000 esce Water from the Well, un ritorno ai brani tradizionali irlandese, "un viaggio in lungo e in largo per l'isola d'Irlanda" e nel 2002 ‘Down The Old Plan Road’.

The Chieftains - Women Of Ireland (Mná na h-Éireann) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Women Of Ireland - Mná na h-Éireann
the chieftains & tim o'brien - shady grove (Intégration désactivée, limite atteinte)
Shady grove
THE CHIEFTAINS -TABHAIR DOM DO LÁMH (Intégration désactivée, limite atteinte)
Tabhair dom do lámh
Chieftains - Ev Christr` Ta, Laou! (Intégration désactivée, limite atteinte)
Ev Christr` Ta, Laou!
Long Black Veil (Intégration désactivée, limite atteinte)
Long Black Veil
Galician Overture. The Chieftains (8' 52'') (Intégration désactivée, limite atteinte)
Galician Overture
The Chieftains & Ry cooder (Intégration désactivée, limite atteinte)
Instrumental Celtic music with Ry Cooder
Sinéad O'Connor & The Chieftains - The Foggy Dew (Intégration désactivée, limite atteinte)
Sinéad O'Connor & The Chieftains' 'The Foggy Dew'
Sting & The Chieftans - Mo Ghile Mear (Intégration désactivée, limite atteinte)
Mo Ghile Mear w Sting
Roger Daltrey & The Chieftains - Behind Blue Eyes (6-22-92) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Behind Blue Eyes w Roger Daltrey
Have I Told You Lately - The Chieftains And Van Morrison (Intégration désactivée, limite atteinte)
Have I Told You Lately w Van Morrison
Siúil A Rún (Chieftains & Sissel) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Siúil A Rún w Sissel.
The Chieftains & Alison Krauss - Molly Ban (Intégration désactivée, limite atteinte)
Molly Ban w Alison Krauss
Emmylou Harris & The Chieftains - Lambs on the green hills (Intégration désactivée, limite atteinte)
Lambs on the green hills w Emmylou Harris
Martina McBride & Chieftains - I'll Be All Smiles Tonight (Intégration désactivée, limite atteinte)
I'll Be All Smiles Tonight w Martina McBride
The Rolling Stones & The Chieftains - Rocky Road To Dublin.wmv (Intégration désactivée, limite atteinte)
Rocky Road To Dublin w Stones

Se dicessi che non mi piacciono mentirei
Se dicessi che mi piacciono mentirei


« Ultima modifica: Martedì 26 Luglio 2011 17:44 17 da diamantinom » Registrato

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« Risposta #4 inserito:: Martedì 26 Luglio 2011 23:53 23 »

Pentangle.

Il nome, che significa "pentagono", indica i cinque membri della formazione originale che suona tra il 1968 e il 1972, contendendosi il titolo di più grande folk rock band inglese con i Fairport Convention. Come nel pentagono ogni lato è indispensabile, così ogni membro del gruppo apporta il suo fondamentale contribuito alla musica del gruppo. Inoltre il pentagramma è un simbolo mistico, che è rappresentato, tra l'altro, sullo scudo di Sir Gawain nel poema medievale Sir Gawain e il cavaliere verde, da cui Renbourn era affascinato. Un simbolo semplice che definisce in modo appropriato le capacità e il talento dei Pentangle, uno dei gruppi più importanti di quella corrente musicale che - dalla seconda metà degli anni Sessanta - intraprese il recupero di temi e melodie popolari riarrangiandoli in chiave moderna.

In verità, questa definizione sta un po' stretta ai cinque musicisti, capaci di prodursi con abilità e virtuosismo sia nel campo del blues, sia in quello del jazz o della musica colta. Il loro viaggio musicale, durato a fase alterne, va ascoltato e analizzato soprattutto nella sua prima parte (1968-1972), quella che consentì alla formazione-base di produrre sei album davvero interessanti e, per certi versi, fondamentali nell'ambito della musica pop-folk modern.

Sostanziati dalla capace sezione ritmica formata dal percussionista e batterista Terry Cox e dal contrabassista Danny Thompson, John Renbourn e Bert Jansch - due tra i più valenti chitarristi del Regno Unito, capaci di svariare dal blues del delta alle partiture rinascimentali e barocche - creavano gli ideali tappeti sonori per il soffice velluto canoro di Jacqui McShee, interprete sopraffina di ballate popolari e spiritual.

Il talento dei cinque consentiva all'ensemble di avventurarsi con sicurezza lungo "terreni" impervi. La frequente interpretazione di materiali tradizionali britannici e la contemporanea crescita dei folk-club, in seguito alla riscoperta del patrimonio di musiche e folklore favorito da Bob Dylan, trovò il gruppo pronto a spiccare il volo verso nuovi paesaggi sonori.

Prima di diventare Pentangle, i cinque si erano cimentati nei rispettivi settori con successo e competenza. Jansch e Renbourn, in particolare, erano ampiamente conosciuti e, tra l'altro, avevano già maturato assieme "Bert and John", un album che in qualche modo aveva gettato le fondamenta per i Pentangle a venire.

Così il loro esordio fu giustamente interpretato come quello di un supergruppo. I musicisti riuscirono a dar vita veramente a qualcosa di importante, evitando le ridondanze e le esagerazioni di quelle "grandi" formazioni spesso create solo per dar spazio all'ego o per rimpolpare il borsellino dei protagonisti. Diversi materiali suonati dai cinque nelle precedenti prove soliste vennero rivisitati nella nuova avventura

Faranno parte della band due straordinari chitarristi John Renbourn (Londra, 8 agosto 1944) e Bert Jansch (Glasgow, 3 novembre 1943), e una splendida cantante  Jacqui McShee (Londra, 25 dicembre 1943). Danny Thompson, double bass; and Terry Cox, drums.

L'album d'esordio Pentangle è un manifesto programmatico delle intenzioni del complesso. Ci sono innanzitutto il jazz e i tempi pluricomposti di "Bells", "Pentangling" e "Waltz", il blues di "Hear My Call" e "Way Behind The Sun" e, certo, il folk dei tradizionali "Let No Man Steal Your Thyme" e soprattutto di "Bruton Town", classica ballata inglese con tutti gli "ingredienti" del genere: amore, assassinio e apparizioni di spettri. Tutti suonano al massimo contribuendo al risultato complessivamente ottimo dell'opera. Perfetta l'intonazione cristallina della cantante, secco e avvolgente l'arpeggio aggrovigliato di Jansch, sicuri gli spunti all'acustica e all'elettrica di Renbourn, perfetto l'affiatamento della sezione ritmica, capace di assecondare senza affanno ogni spunto dei solisti.
Con il senno di oggi, è difficile inquadrare il gruppo nella corrente di "revival" folkloristico. I tradizionali, nell'economia dei Pentangle, occupano in queste prime opere davvero poco spazio.

Il secondo album, il doppio Sweet Child, continua nella direzione succitata, offrendo al pubblico un disco "live" registrato alla Royal Albert Hall e uno di studio. C'è di tutto: il jazz di Mingus ("Haitian Fight Song"), il blues di "Turn Your Money Green", lo spiritual di "No More My Lord", le ballate spigolose e accordate "apertamente" di Jansch ("A Woman Like You"), il folk britannico (ancora "Bruton Town", "Sovay", "The Trees They Do Grow High), jazz e improvvisazioni in "No Exit" e "Three Part Thing", musica colta del '500 e del '600 nelle "Three Dances" condotte da Renbourn e Terry Cox. Alla resa dei conti, ancora un'opera importante, suonata in maniera eccellente e con un buon riscontro da parte del pubblico.

Per molti rimane, però, Basket Of Light (1969) l'album "pentagonale" per eccellenza. Il 33 giri contiene, per cominciare "Light Flight", singolo di successo e sigla di un programma televisivo, contraddistinto da un tempo pluricomposto: 5/8 e 7/8 con un 6/4 nella parte mediana. Il risultato? Si vola, ascoltare per credere... Il resto dell'album è un capolavoro dietro l'altro, dalla delicata ballata "Once I Had A Sweetheart" alla magica "Hunting Song", ispirata al ciclo letterario di Re Artù e della sua corte, al lamento blues di "Train Song".

Il 1970 è l'anno di Cruel Sister, che riprende la musica tradizionale inglese e americana per un totale di cinque brani suonati magistralmente , ma con l’approccio proprio del gruppo. La ballata britannica Jack Orion viene riletta con una lunga improvvisazione jazz, a 20-minute long version of ‘Jack Orion’, a song that Jansch and Renbourn had recorded previously as a duo.. Tenera e drammatica la title track dell'album, ancora una vicenda cupa e simbolica, dove assassinio e magia la fanno da padroni. Assoluta protagonista dell'opera, Jacqui McShee, perfettamente a suo agio sia nelle parti solistiche che nei cori.
Non si può parlare di jazz, di folk rock, di blues: il disco trascende ogni definizione musicale. La sessione ritmica è puro swing, le voci di McShee e Jansch si alternano e rincorrono, il sitar e il dulcimer di Renbourn fanno da contrappunto alle chitarre di Jansch. In questo album fanno la comparsa per la prima volta nella produzione dei Pentangle le chitarre elettriche , la musica folk si era spostata verso il rock e l'uso quindi di strumenti elettrici. Commercialmente e curiosamente sarà un fiasco.
 
Solomon's Seal chiude nel 1972 la prima e più importante avventura del gruppo. Il disco non offre certo novità assolute, ma ripropone la formula vincente dei "pentagoni", capaci di reggersi in equilibrio su una corda esposta sopra un baratro di influenze e stili. Alla resa dei conti, un altro capolavoro che offre un momento sublime con la tenera filastrocca "The Cherry Tree Carol", indimenticabile prova corale di tutto il gruppo. Purtroppo i master originali del "Sigillo di Salomone" sono incredibilmente andati perduti e risultano introvabili negli archivi della casa discografica. Per questa ragione, l'opera non è rintracciabile in cd. I cultori della buona musica, per averlo, devono al momento mettere mano al portafogli sperando di rintracciarlo in qualche fiera dell'usato.
Dopo la sesta prova, i cinque Pentangle si sciolgono, continuando la rispettiva ricerca musicale con uguale coerenza, anche se con risultati alterni. Le successive reunion non aggiungono granché agli esordi. Piccolo asterisco per Open The Door del 1984, disco onesto anche se non trascendentale, che presenta 4/5 della formazione originale, fatta eccezione per John Renbourn sostituito dal chitarrista violinista Mike Pigott. Nell'album del 1986, In the Round, riecheggiano a tratti le atmosfere degli esordi. So Early in the Spring del 1990 e Think of Tomorrow del 1991 chiuderanno l'attività del gruppo, nel segno di un folk-rock senza grandi pretese.

Il giorno di Capodanno, nel 1973, Jansch lascia la band: "pentangle Split" era il titolo della prima pagina del primo numero di Melody Maker nel 1973.

John Renbourn e Bert Jansch continueranno x conto proprio con una sequenza pregevole di albums (di nicchia, però) . Thompson andrà con John Martyn. Cox diviene turnista con il cantante francese Charles Aznavour.

I Pentangle sono solitamente caratterizzati come folk-rock band: tuttavia, tale designazione è fuorviante. Danny Thompson preferì  descrivere il gruppo come una"folk-jazz band".John Renbourn respinse la categorizzazione "folk-rock", dicendo: "...La maggior parte delle vecchie canzoni che ho sentito hanno un loro ritmo interno. Quando abbiamo lavorato su quelle del gruppo, Terry Cox lavorato fuori del suo modello di percussione , i suoi nuovi modelli aderivano perfettamente alle songs. A questo proposito era l'opposto di un batterista folk-rock”
Henry raynor, scrivendo su The Times lottò molto per caratterizzare la loro musica: "non è un gruppo pop, non un gruppo folk e non un gruppo jazz, ma cercano una sintesi di tutte queste caratteristiche e anche altri stili, nonché interessanti esperimenti, individualmente. I Pentangle sono spesso accreditati come uno dei progenitori dello stile folk elettrico , anche se il loro album più conosciuto fu registrato interamente con strumenti acustici.
Mescolando traditional celtici e reminiscenze ancestrali con un'attitudine progressive, i Pentangle di John Renbourn si sono dimostrati i più autorevoli esponenti del revival folk-rock britannico.

Pentangle / Bells (Intégration désactivée, limite atteinte)
Bells
Pentangle - Let No Man Steal Your Thyme (1968) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Let No Man Steal Your Thyme
Pentangle - The Trees They Do Grow High (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Trees They Do Grow High
The Pentangle "Once I Had A Sweetheart" (Intégration désactivée, limite atteinte)
Once I Had A Sweetheart
Pentangle - Light Flight (Intégration désactivée, limite atteinte)
Light Flight
Pentangle - Hunting Song (Intégration désactivée, limite atteinte)
Hunting Song
The Pentangle Cruel Sister (Intégration désactivée, limite atteinte)
Cruel sister ‘What an absolutely brilliant ballad! Featuring Jacqui McShee, one of the best female vocalists of all time.’ Concordo
LORD FRANKLIN PENTANGLE JOHN RENBORNE TRADITIONAL BOB DYLAN.avi (Intégration désactivée, limite atteinte)
Lord franklin  john renborne traditional bob dylan
Pentangle - Jack Orion [fragment] - 1970 (Intégration désactivée, limite atteinte)
Jack Orion [fragment] – 1970
Pentangle - House Carpenter (Intégration désactivée, limite atteinte)
House Carpenter
Pentangle - Will the Circle Be Unbroken (Intégration désactivée, limite atteinte)
Will the Circle Be Unbroken?
PENTANGLE - Wedding Dress (1972) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Wedding Dress
High Germany - Pentangle (1972) (Intégration désactivée, limite atteinte)
High Germany
Pentangle - Dragonfly (Intégration désactivée, limite atteinte)
Dragonfly

« Ultima modifica: Sabato 30 Luglio 2011 15:47 15 da diamantinom » Registrato

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« Risposta #5 inserito:: Sabato 30 Luglio 2011 15:49 15 »

Albums

The Pentangle (1968)
Sweet Child (1968 )
Basket of Light (1969)
Cruel Sister (1970 GB)
Reflection (1971)
Solomon's Seal (1972)
Open the Door (1985)
In the Round (1986)
So Early in the Spring (1989)
Think of Tomorrow (1991)
One More Road (1993)

Su Renbourn e Jansch ci sarebbe da scrivere molto. Talmenti bravi all’acustica da rimanere senza fiato ancor oggi. Faranno tantissimi dischi dopo dissoluzione dei Pentangle, nella loro attività solista. Poche sbavature e composizioni di classe.

John renbourn (born 8 agosto 1944, Marylebone, London, Inghilterra) è forse meglio conosciuto per la sua collaborazione con il chitarrista Bert jansch , come pure il suo lavoro con il gruppo folk Pentangle, anche se ha mantenuto una carriera da solista, prima, durante e dopo l'esistenza di quella banda (1967–1973).Comunemente etichettato come musicista folk, gli  interessi e gusti musicali di Renbourn son realtà son stati diversi :  musica antica, musica classica, musica blues. His most influential album, Sir John Alot (1968), featured his take on songs from the Medieval era. Much of the music is based on traditional material with a Celtic influence. Con Bert Jansch, who had moved to London from Edinburgh, aveva sviluppato an intricate duet style that became known as "folk baroque". Their album Bert and John is a fine example of their playing.

Nelle prime registrazioni Renbourn, usò una chitarra Scarth . Le Scarths sono chitarre fatte in inghilterra. Questa chitarra è chiaramente visibile sulla copertina di un album di John renbourn del 1965.
Verso la metà degli anni sessanta, acquisì una Gibson J-50. Questa è stata la principale chitarra acustica che ha usato attraverso gli anni sessanta e settanta.

Solo albums

John Renbourn (1965)
Another Monday (1967)
Sir John Alot of Merrie Englandes Musyk Thyng and ye Grene Knyghte (1968)
The Lady and the Unicorn (1970)
Faro Annie (1971)
So Clear (1973)
Heads and Tails (1973)
The Guitar of John Renbourn (1976, released 2005, aka The Guitar Artistry of John Renbourn)
The Hermit (1976)
The Black Balloon (1979)
So Early In The Spring (1979)
One Morning Very Early (1979)[citation needed]
Enchanted Garden (1980)
The Nine Maidens (1986)
Shines Bright (1987)
Folk Blues of John Renbourn (1988)
Medieval Almanac (1989)
Will the Circle Be Unbroken (1995)
Lost Sessions (1996)
Traveller's Prayer (1998)
Palermo Snow (2011)

Bert Jansch & John Renbourn - Lucky Thirteen (Intégration désactivée, limite atteinte)
Bert Jansch & John Renbourn - Lucky Thirteen
John Renbourn-Lady Goes To Church (Intégration désactivée, limite atteinte)
‘Lady Goes To Church’ Taken from John Renbourn's 1968 solo record, "Sir John A lot”
John Renbourn - The Hermit.1976 (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Hermit 1976
John Renbourn - English Dance (Intégration désactivée, limite atteinte)
english dance
"Watch the Stars" performed by Renbourn & McShee (Intégration désactivée, limite atteinte)
“Watch the Stars" performed by Renbourn & McShee
Traveller's Prayer (Intégration désactivée, limite atteinte)
Traveller's Prayer
John Rebourn's Ship of Fools (Intégration désactivée, limite atteinte)
Ship of Fools

Herbert Jansch (meglio conosciuto come Bert Jansch) (born in Glasgow, 3 novembre 1943)

È stato come abbiamo visto membro fondatore dei Pentangle. Negli anni sessanta ha subito l'influenza del chitarrista Davey Graham e della cantante folk Anne Briggs. È conosciuto soprattutto per l'innovativo stile chitarristico, ma è anche cantante e cantautore.
La sua opera ha influenzato artisti come Paul Simon, Jimmy Page, Ian Anderson, Nick Drake, Donovan, Johnny Marr (chitarrista degli Smiths) e Neil Young. La sua instancabile opera di rielaborazione di materiale folk britannico anglosassone gli è valsa il premio Lifetime Achievement Award dalla BBC (2001).
Jansch nasce allo Stobhill Hospital di Glasgow, ma cresce a Edimburgo, dove frequenta la Pennywell Primary School e la Ainsley Park Secondary School. È un teenager quando acquista la prima chitarra e inizia a frequentare il folk club locale The Howff, dove viene introdotto alla musica di Big Bill Broonzy, Pete Seeger, Brownie McGhee e Woody Guthrie. Ha anche occasione di incontrare Robin Williamson (che fonderà poi l'Incredible String Band), con cui, nel 1963, viaggia verso Londra iniziando così una lunga carriera.
Jansch stesso pronuncia il proprio cognome 'Jansh' (così come si usa in Scozia), per quanto venga più spesso pronunciato 'Yansh'

Some of his songs feature a basic clawhammer style of right-hand playing but these are often distinguished by unusual chord voicings or by chords with added notes. An example of this is his song "Needle of Death", which features a simple picking style but several of the chords are decorated with added ninths.

Attraverso lo sviluppo dei Pentangle, Jansch ha usato tutta una serie di strumenti: banjo, Appalachian dulcimer, raramente l’electric guitar. Tuttavia, è la sua chitarra acustica che ha lasciato la traccia + rilevante. La prima se l’era fatta in casa da un kit,  quando ha lasciato la scuola e ha iniziato a lavorare, ha comprato una chitarra stile violoncello Hoffner. Coi Pentangle usò una chitarra costruita a mano da John Bailey, che fuutilizzata per la maggior parte delle registrazioni , chitarra poi rubata. Oggi utilizza una Yamaha FG1500. Il Rapporto di Jansch con Yamaha continua; per il suo sessantesimo compleanno si presentò con una chitarra acustica con finiture oro e abalone intarsio, valutata circa £ 3000.

Di Lui Jimmy Page disse "At one point, I was absolutely obsessed with Bert Jansch. When I first heard that LP, I couldn't believe it. It was so far ahead of what everyone else was doing. No one in America could touch that."

L’album di debutto di  Jansch includeva una versione of the Davy Graham instrumental "Angie". The title of the instrumental inspired Oldfield to call his first band (with sister Sally) "The Sallyangie". Jansch's version of Angie was also the inspiration for Paul Simon's recording of the piece on his "Sounds of Silence" album. Nello stesso periodo Neil Young disse, "As much of a great guitar player as Jimi [Hendrix] was, Bert Jansch is the same thing for acoustic guitar...and my favourite."

Solo Albums

1965 Bert Jansch
1965 It Don't Bother Me
1966 Lucky Thirteen (pubblicazione per gli Stati Uniti, contenente estratti dai due precedenti album)
1966 Bert And John (con John Renbourn)
1966 Jack Orion
1967 Nicola
1969 Birthday Blues
1971 Rosemary Lane
1973 Moonshine
1974 L.A. Turnaround
1975 Santa Barbara Honeymoon
1976 A Rare Conundrum (inizialmente pubblicato in Danimarca e l'anno dopo nel Regno Unito)
1978 Avocet (inizialmente pubblicato in Danimarca e l'anno dopo nel Regno Unito)
1980 Thirteen Down (accreditato al Bert Jansch Conundrum)
1982 Heartbreak
1985 From The Outside (pubblicato in Belgio)
1989 Leather Launderette (con Rod Clements)
1990 The Ornament Tree
1990 Sketches
1993 From the Outside
1995 When the Circus Comes to Town
1998 Toy Balloon
2000 Crimson Moon
2002 Edge of A Dream
2006 The Black Swan

Bert Jansch - Angie (Intégration désactivée, limite atteinte)
Angie
Bert Jansch / Needle Of Death (Intégration désactivée, limite atteinte)
Needle Of Death
Bert Jansch- Poison (Intégration désactivée, limite atteinte)
Poison from the album "Birthday Blues".1969
Bert Jansch - A Woman Like You (Intégration désactivée, limite atteinte)
A Woman Like You from Birthday Blues
Bert Jansch - Moonshine (Intégration désactivée, limite atteinte)
Moonshine
Bert Jansch - Oh My Father 1972 (Intégration désactivée, limite atteinte)
Oh My Father 1972
Black Swan- Bert Jansch (Intégration désactivée, limite atteinte)
Black Swan
Bert Jansch - Katie Cruel (Intégration désactivée, limite atteinte)
Katie cruel

Jacqui McShee se la son dimenticata in tanti. La sua dolcezza interpretativa salta subito alle orecchie però anche x chi non l’ha mai ascoltata. Melodie senza tempo.

C’è una certa comunanza con Annie Haslam, cantante dei Renaissance, altro gruppo folk progressive. I Renaissance dopo la morte di Keith Relf, fondatore ed ex singer del gruppo rock Yardbirds, ucciso da un corto circuito mentre provava sul palcoscenico, si erano rifondati viaggiando verso gradevoli folk-tracks che attingono spesso al mito/letteratura fantastica (vedi Shahrzad o Scheherazade che dir si voglia), li guidava giusto la stupenda voce di Annie Haslam , fisicamente + gradevole di Jacqui. Lei  insieme a Jacqui rappresenta quanto di meglio sia stato prodotto in Albione da folk female singers (e mettiamoci anche Sandy Denny).

Qui sotto segue una carrellata dei Renaissance

Renaissance - Prologue (Intégration désactivée, limite atteinte)
Prologue
Renaissance - Carpet of the Sun - Live 1973 - Slideshow (Intégration désactivée, limite atteinte)
carpet of the sun
Renaissance-Ashes Are Burning part 1 (Intégration désactivée, limite atteinte)
Ashes are burning
Renaissance - Mother Russia (Intégration désactivée, limite atteinte)
Mother Russia
Renaissance - Ocean Gypsy (Intégration désactivée, limite atteinte)
Ocean gipsy
Renaissance - Black Flame (Intégration désactivée, limite atteinte)
Black flame
http://dailymotion.virgilio.it/video/xdhv8c_renaissance-song-of-scheherazade-oc_music
Song Of Scheherazade / Ocean Gypsy  live
« Ultima modifica: Sabato 30 Luglio 2011 16:34 16 da diamantinom » Registrato

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« Risposta #6 inserito:: Sabato 30 Luglio 2011 15:52 15 »

Fairport Convention

I Fairport Convention sono stati, insieme ai Pentangle, il frutto più prezioso partorito dal frondoso albero del folk-rock inglese. L'imberbe chitarrista Richard Thompson (appena sedicenne) e il bassista Ashley Hutchings formano i Fairport Convention nel 1966; all'inizio la band si muove su coordinate decisamente folk e viene addirittura paragonata ai Jefferson Airplane, più che altro per la presenza in organico di una cantante, Judy Dyble, dal timbro vocale simile a quello di Grace Slick.

Il gruppo suona per la prima volta dal vivo in una chiesa nel Nord di Londra nel 1967, ne fanno parte il bassista e frontman Ashley 'Tyger' Hutchings, il chitarrista solista Richard Thompson e il chitarrista Simon Nicol e Shaun Frater alla batteria. In questi primi tempi si riuniscono per le prove nella casa di famiglia di Nicol, detta Fairport da cui il nome del gruppo Fairport Convention (Convention in inglese vuol dire riunione, incontro).
Il primo album Fairport Convention esce tra la fine del 1967 e la prima metà del 1968. Il disco contiene 2 cover, probabilmente gli episodi più riusciti del disco: Time Will Show The Wiser di Emitt Rhodes e Chelsea Morning di Joni Mitchell e Jack O'Diamonds. In questo primo periodo i Fairport si rifanno a Joni Mitchell e Bob Dylan, nel materiale e nello stile.

La svolta avviene nel 1967, con l'entrata in organico dell'eccezionale vocalist Sandy Denny che ha già inciso dischi come solista e con gli Strawbs. Con la nuova cantante i Fairport incidono "What we did on our holidays" secondo album  a metà strada tra il folk rock americano del primo disco (Eastern Rain di Joni Mitchell e I'll Keep It with Mine di Dylan), e quello inglese (nei tradizionali She Moves Through the Fair e Nottamun Town) e contenente 2 classici dei FC: Meet on the Ledge e Fotheringay su testo della Denny. Il 1969 è un anno molto prolifico per i FC si aggiunge il violinista-mandolinista Dave Swarbrick: esce Unhalfbricking. Il brano più innovativo è la rilettura del tradizionale A Sailor's Life, in undici minuti i FC mescolano folk rock e psichedelia. Nel disco compaiono chitarre elettriche e violino, fisarmonica e battiti di mani (al posto della sezione ritmica), una vera fusione tra folk e rock.
Ma la tragedia è in agguato: nel giugno del 1969 il batterista Martin Lamble muore in un incidente stradale; i Fairport Covention reagiscono alla malasorte ingaggiando il batterista Dave Mattacks e dando alle stampe "Liege & Lief", vera e propria bibbia del folk-rock britannico.Inizialmente il gruppo pensa di sciogliersi, poi però, una volta guariti, iniziano la registrazione del terzo album dell'anno: Liege & Lief.

Prima di qualsiasi considerazione musicale, bisogna dire che "Liege & lief" è un disco fatto con il cuore il mano, che trasuda da ogni solco un infinito amore per la musica e, soprattutto, uno dei pochi album ad avere brillantemente superato la prova del tempo. Con "Liege & Lief", i Fairport Convention completano la trasformazione iniziata su "Unhalfbricking", e lo fanno attingendo a piene mani al patrimonio della musica popolare inglese: ben 5 degli 8 brani che compongono la tracklist dell'album sono "traditional" che i Fairport rielaborano in chiave folk-rock, con magici intrecci tra il violino e la chitarra elettrica e la robusta sezione ritmica sempre in primo piano. Su tutto svetta l'angelica voce di Sandy Denny, una delle più grandi cantanti inglesi di sempre, che pennella i brani con divina intensità.

Si parte con la scoppiettante cavalcata "Come all ye", una composizione originale del tandem Denny/Hutchings, che segna il primo degli epici duelli tra il fantasioso violino di Swarbrick e la chitarra a forti tinte rock di Thompson. La solenne "Reyanrdine" è sospesa tra sogno e realtà: il suggestivo canto della Denny ci porta verso orizzonti lontani, perfettamente inserito nel soffuso accompagnamento strumentale costituito dai delicati rintocchi della chitarra, dal lirico incedere del violino di Swarbrick e dalle tenui percussioni. "Matti groves" è il manifesto programmatico del disco, il pezzo che evidenzia meglio il trattamento che i Fairport Convention riservano alla materia folk; il brano è un traditional riarrangiato dalla band in chiave fortemente ritmica e immerso in clima ossessivo: la chitarra e il violino si rincorrono senza soluzione di continuità, la solida sezione ritmica non dà respiro e Sandy Denny fornisce una valida prova del suo immenso talento, dimostrando di trovarsi perfettamente a suo agio anche nei brani più "duri".

In "Farewell, farewell", estatica ninnananna condotta dallo struggente arpeggio della sei corde di Thompson, la voce colma di sentimento di Sandy Denny è un tuffo al cuore: un angelo che ci prende dolcemente per mano e ci conduce verso mondi incantati. La sublimazione dell'arte dei Fairport Convention arriva nel travolgente "Medley", eccezionale collage di traditional che riescono magicamente a fondersi l'uno con l'altro, tenuti insieme dal notevole lavoro della sezione ritmica: la parte del leone spetta al violino di Swarbrick, ma tutto il gruppo gira a mille e dimostra di avere raggiunto un affiatamento pressoché perfetto. La quadrata "Tam Lin" è insolitamente dura, con sugli scudi la chitarra ai confini dell'hard di Thompson, che immerge la composizione in un clima di crescente tensione. La cristallina melodia di "Crazy man Michael" è il degno epitaffio di un album frutto di magiche congiunzioni astrali, che dopo più di trent'anni continua a rapirci l'anima.


Dopo la pubblicazione di "Liege & Lief", Hutchings e la Denny se ne vanno, il primo negli Steeleye Span, la seconda nei Fotheringay insieme a Trevor Lucas. Così mutilati, i Fairport Convention registreranno l'ottimo "Full house" e continueranno, incuranti delle mode e degli anni che passano, a incidere dischi fino ai giorni nostri, ma senza mai più raggiungere le divine vette di "Liege & Lief".

La band sostituisce Hutchings con Dave Pegg e decide di fare a meno della voce femminile.
Subito dopo anche Richard Thompson abbandona il progetto: Simon Nicol è l'ultimo membro fondatore della band.
Nel 1972 anche Nicol e Mattacks lasciano il gruppo
Nel 1974 Sandy Denny torna nei FC, partecipando al primo disco live Fairport Convention Live e scrivendo quasi per intero il disco Rising for the Moon. Nel 1976 lascia di nuovo il gruppo, attraversa una crisi matrimoniale e cade in depressione: sotto l'effetto di tranquillanti, morirà nel 1978 cadendo dalle scale.
 
Da questo momento la band che non ha + il grande chitarrista Richard Thompson e la straordinaria Sandy tirerà giusto avanti. Cambiando frequentemente formazione. Molti dischi , gradevoli ma nulla più, sarà cmq una carriera di una carriera di 40 anni.

Fairport Convention "Time will show the wiser (1967) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Time Will Show The Wiser
Fairport Convention - Decameron, Jack O' Diamonds, Portfolio - 1968 (Intégration désactivée, limite atteinte)
Jack O'Diamonds
Fairport Convention / She Moves Through The Fair (Intégration désactivée, limite atteinte)
She Moves Through the Fair
meet on the ledge- fairport convention (Intégration désactivée, limite atteinte)
Meet on the Ledge
fotheringay - fairport convention (Intégration désactivée, limite atteinte)
Fotheringay
A Sailor's Life - Fairport Convention (Intégration désactivée, limite atteinte)
A Sailor's Life
"Come All Ye" - Fairport Convention [Audio] (Intégration désactivée, limite atteinte)
Come all ye
Fairport Convention - Matty Groves (Intégration désactivée, limite atteinte)
Matti groves
Sandy Denny and Fairport Convention - Farewell Farewell ( Promo Video ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Farewell, farewell"
Fairport Convention - Crazy Man Michael (video) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Crazy Man Michael

Current line-up

Simon Nicol (guitar, lead vocal): 1967 - 1971, 1976–present
Dave Pegg (bass guitar, mandolin, backing vocal): 1970–present
Ric Sanders (fiddles, occasional keyboards): 1985–present
Chris Leslie (fiddle, mandolin, bouzouki, lead vocal): 1997–present
Gerry Conway (drums and percussion): 1998–present

Richard John Thompson (Notting Hill Gate, 3 aprile 1949)
 
Come chitarrista si notano diverse influenze nel suo stile (che spaziano da James Burton fino a Les Paul e Django Reinhardt) e la sua predilezione per l'improvvisazione che preferisce agli assolo.
La sua prima registrazione avvenne nel 1967 come componente dei Fairport Convention. Thompson, nonostante i suoi album da solista non abbiano mai raggiunto un successo commerciale importante, ha grande fama , meritata.
Molti artisti hanno registrato  composizioni di Thompson , tra questi  Robert Plant, r.e.m., Bonnie raitt, Christy Moore, David gilmour, elvis Costello, The corrs, Sandy Denny, June Tabor, Maria mckee,  los Lobos, Bob Mould e i Blind Boys of Alabama.

Come così molti musicisti della sua generazione, Thompson abbracciò la musica rock in tenera età, il padre (uno scozzese di professione detective di Scotland Yard e chitarrista x diletto ) gli fece scoprire il jazz e la musica tradizionale scozzese. Tutti questi stili diversi coloreranno l’attività di Thompson negli anni a venire.
Joe Boyd, american producer, lo notò 18enne.
Joe Boyd: " C’era questo gruppo di ragazzi di scuola che stavano suonando musica americana. Canzoni di Leonard Cohen e e canzoni di Bob Dylan , in una sorta di West-Coasty rock style. Poi arrivò l'assolo di chitarra di Richard , sorprendente e sofisticato. egli può imitare quasi qualsiasi stile ma è immediatamente identificabile. Nella sua musica si può sentire the evocation of the Scottish piper's drone,  la chitarra di  James Burton e il pianoforte di Jerry Lee Lewis. Ma nessun cliché blues. “

Poco tempo dopo Thompson, acquisì la reputazione di chitarrista eccezionale.
Dal secondo album dei Fairport Thompson prese a comporre di qualità.
Nel gennaio 1971 Thompson annunciò che stava lasciando Fairport Convention.
"Ho lasciato Fairport come una reazione istintiva e non sapevo bene cosa stavo facendo. Stavo scrivendo roba che mi sembrava interessante e ho pensato che sarebbe stato divertente renderla fuori dal tradizionale schema. "

Nell'aprile del 1972 pubblicò il suo primo album solista ‘Henry the Human Fly’. L'album non vendette e fu stroncato dalla stampa specializzata (Melody Maker).  Ma si rifarà e con gli interessi.
In questo periodo che Thompson ebbe una relazione con la cantante Linda Peters, che aveva cantato su Henry la Mosca umana. Nell’ ottobre 1972 la coppia era sposata con Linda ora pronta per il suo prossimo album e la prossima fase della sua carriera.
Con Lei farà diversi album non male, tutti e acclamati dalla critica, però poco venduti ‘ I Want to See the Bright Lights Tonight’ ,’ Hokey Pokey’ and’ Pour Down Like Silver’.

Thompsons embraced an esoteric Sufi strand of Islam in early 1974 andando a vivere in una Sufi community.
Poi si ruppe qualcosa ne rapporto quando Linda rimase incinta. Prima la separazione e quando gli negli States scoprirono il duo (1982 ‘Shoot Out the Light’s',  lauded by critics and sold quite well) il matrimonio andò definitivamente  a rotoli. Da allora continuerà da solo.

Thompson è spesso associato con la Fender Stratocaster con preferenza generale per il suono del single coil pickup .
“When I started playing Fenders in 1968, it was unfashionable because everyone in England was playing Gibsons and trying to get a big, fat sound like Eric Clapton had in Cream. I just wanted a little more bite."
Prima di utilizzare la Stratocaster con i Fairport Convention aveva usato una Gibson les Paul

Attualmente continua il suo lavoro di compositore e registra ancora nuovo materiale, oltre a continuare le esibizioni dal vivo.
Nel 2010 è stato più volte ricoverato per via della cocaina.

RICHARD THOMPSON - CALVARY CROSS ["I'll Be Your Light 'Till Doomsday" repost] (Intégration désactivée, limite atteinte)
I'll Be Your Light 'Till Doomsday
Richard & Linda Thompson - A Heart Needs A Home (Intégration désactivée, limite atteinte)
Richard & Linda Thompson - A Heart Needs A Home
The end of the rainbow - Richard and Linda Thompson (Intégration désactivée, limite atteinte)
The end of the rainbow by Richard and Linda Thompson
Fairport Convention, Richard & Linda Thompson : I Want To See The Bright Lights Tonight (Intégration désactivée, limite atteinte)
I Want To See The Bright Lights Tonight
Richard Thompson - Waltzing for Dreamers (Intégration désactivée, limite atteinte)
Waltzing for Dreamers
Richard Thompson - Season of the Witch (Intégration désactivée, limite atteinte)
Season of the Witch
Richard Thompson -- Valerie Live (Intégration désactivée, limite atteinte)
Valerie live
Richard Thompson - Woodstock - JM Tribute 2000 (Intégration désactivée, limite atteinte)
'Woodstock' on a Joni Mitchell Tribute
Richard Thompson - MGB-GT (Intégration désactivée, limite atteinte)
MGB-GT

« Ultima modifica: Sabato 30 Luglio 2011 23:41 23 da diamantinom » Registrato

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« Risposta #7 inserito:: Sabato 30 Luglio 2011 23:43 23 »

Sandy Danny

« La mia cantante preferita tra tutte le voci femminili inglesi di sempre» (Robert Plant, Led Zeppelin)
« Era una perfetta cantante folk-rock britannica.. Neanche l'ombra di un vibrato. Pura e semplice » (Pete Townshend, The Who)


Alexandra Elene "Sandy" McLean Denny (Wimbledon, 6 gennaio 1947 – Londra, 21 aprile 1978) è stata una cantautrice folk britannica nota per il suo caratteristico timbro vocale, dalle evocative coloriture nebbiose e dalle suggestioni spettrali, considerato tra i più rappresentativi del genere: secondo il giornalista e musicologo Richie Unterberger è stata "la più importante cantante folk-rock britannica".
In veste di cantante dei Fairport Convention, nel 1968, si è resa artefice della prima fusione tra folk tradizionale inglese e rock; da quell'esperienza avrebbe avuto origine l'intera corrente britannica del folk rock.
Come nel caso di altri artisti, la fama di Sandy Denny è cresciuta in misura considerevole dopo la sua morte fino a generare un vero e proprio culto tra gli amanti del genere, anche attraverso una nutrita serie di pubblicazioni che, a partire dalla metà degli anni ottanta, ha contribuito ad alimentarne il seguito.
Dal 1998 una varietà floreale della famiglia delle Hemerocallidaceae porta il suo nome.

Si avvicina alla musica folk sin dalla tenera età grazie agli stimoli della nonna, di origini scozzesi, cantante di pezzi tradizionali britannici. Inizia a studiare chitarra e pianoforte, nonostante le forti rimostranze della famiglia, e si inserisce nel coro della sua scuola dove ben presto scopre le enormi potenzialità della sua voce eterea e avvolgente. La primissima metà degli anni sessanta, oltre ad aver assistito all'ascesa di gruppi rigorosamente inglesi quali Beatles, Rolling Stones, Animals e Who, aveva portato in grembo un altro filone fondamentale quale quello dei cantautori folk statunitensi, capitanato da Bob Dylan. Il vecchio continente non ne rimase immune, anche perché, man mano che montava la contestazione del '68, furono proprio questi cantautori a farsi carico di diffondere il messaggio della protesta e il folk divenne il mezzo par excellence mediante il quale il vessillo di pace, amore e solidarietà aggregò immediatamente milioni di persone.

Nel 1967 la cantante accetta l'offerta degli Strawbs per una collaborazione, e in maggio registra col gruppo una dozzina di pezzi per il disco All Our Own Work, sette dei quali la vedono impegnata come voce solista. In tutto questo, viene fissata su nastro una delle prime composizioni in assoluto di Sandy, Who Knows Where the Time Goes?, in seguito reincisa in versione differente con i Fairport Convention. Who Knows Where the Time Goes?, con la sua dolcissima progressione vocale e i suoi versi malinconici e riflessivi, diventerà in breve la canzone-simbolo della cantante e del suo modo di concepire il genere, oltre che la più amata dai suoi estimatori, e nel 2007 il pubblico dei BBC Radio 2 Folk Awards la voterà quale "canzone folk preferita".
Del brano si possono contare attualmente circa una cinquantina di covers da parte di altri artisti.

All'inizio del 1968 i Fairport Convention sono un gruppo alla ricerca di una voce femminile, ruolo rimasto scoperto a causa della rottura con Judy Dyble dopo il loro omonimo lavoro d'esordio. L'audizione di Sandy Denny avviene nel maggio 1968: leggenda vuole che gli allibiti membri del gruppo, dopo il provino, l'abbiano letteralmente supplicata di entrare a far parte dell'organico. La cantante passerà con il gruppo appena diciotto mesi: sotto la sua guida, i Fairport Convention subiranno un radicale stravolgimento stilistico, liberandosi delle compassate sonorità degli esordi per elaborare, primi fra tutti gli altri gruppi del filone, una dinamica fusione tra le sonorità rock tipiche dell'epoca e le atmosfere arcane dell'antico folk britannico.

Dopo 3 dischi Sandy Denny e il bassista Ashley Hutchings lasciarono i Fairport Convention; Sandy, in particolare, sentiva il bisogno di dare maggior forma alla sua dimensione cantautorale e preferì dedicarsi a un progetto più personalizzato, ponendo fine a un percorso creativo che aveva appena raggiunto la sua dimensione ottimale.È un dato di fatto che in quel periodo la vena creativa della cantante, all'epoca appena ventiduenne, fosse al suo apice: ma è altrettanto vero che erano le affinità elettive esistenti tra Sandy e gli altri componenti del gruppo  a permettere che questa sua vena creativa trovasse la sua forma ideale.
All'interno dei Fairport Convention la cantante aveva trovato quel supporto umano e musicale di cui la sua personalità insicura e malinconica aveva bisogno per esprimersi al massimo; i componenti del gruppo, Richard Thompson su tutti, assecondavano di buon grado la sua naturale attitudine folk e in qualche modo riuscivano a infonderle sicurezza con il loro sound così personale ma anche così rispondente alle sue aspettative: la loro presenza e il loro entusiasmo le risultavano così da stimolo e la incoraggiavano a proseguire per quel corso.

Il 31 gennaio 1971, sul palcoscenico della Queen's Hall di Londra, i Fotheringay,  band che Lei aveva creato, si dissolvono (almeno come ragione sociale). Sandy iniziò così a gestire la maggiore libertà d'azione che la nuova dimensione le concedeva: si dedicò subito a lavorare al suo primo progetto da solista e aderì alla proposta dei Led Zeppelin di affiancare, in un duetto rimasto negli annali della musica, la voce di Robert Plant in un brano del loro quarto, storico album senza titolo , convenzionalmente identificato come Led Zeppelin IV. Il pezzo in questione è The Battle Of Evermore, gioiello folk per il quale Sandy offrì una delle prestazioni più intense della sua carriera.
Fu l'unica volta in cui venne ammessa un'altra voce solista nel gruppo oltre a quella di Robert Plant.
Led Zeppelin - The Battle of Evermore (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Battle of Evermore

L'esperienza fu senz'altro assai gratificante, dato che in tal modo Sandy diede il suo contributo a una delle pietre miliari della storia del rock; se ciò non bastasse, il risultato fu che chiunque abbia acquistato una copia di Led Zeppelin IV (le stime del 2008 certificano quasi 40 milioni di copie vendute in tutto il mondo, di cui 23 solo negli Stati Uniti) difficilmente avrebbe dimenticato il suo nome. La collaborazione con i Led Zeppelin però è solo la testimonianza più nota della considerazione di cui la cantante godeva presso gli altri artisti: nel corso della sua breve carriera, Sandy Denny ricevette proposte di collaborazione anche dal chitarrista degli Who Pete Townshend (su richiesta del quale accettò di impersonare il ruolo della Nurse per la rappresentazione teatrale della loro rock opera, Tommy) e dal chitarrista Lowell George, per non parlare delle collaborazioni informali con Don Henley degli Eagles e del legame con Frank Zappa e con la cantante Mama Cass.

Era un momento magico. Sandy passò decisamente ad una carriera solista con un breve intermezzo coi Fairport. Poi vennero i problemi. Le si chiedeva da + parti di fare songs + commerciali in particolare spingeva Trevor lucas. Ciò la disturbava molto e disturbava i suoi delicati equilibri. A ciò si aggiunsero i problemi personali, aggravatisi a seguito del matrimonio, il 20 settembre 1973, col suo storico compagno e produttore Trevor Lucas. Molti furono coloro che tentarono di dissuaderla dalla sua intenzione di sposare Lucas, mossi dalla convinzione che questi fosse soltanto un arrivista che le stava accanto per portare avanti i suoi progetti sfruttando le sue ottime credenziali discografiche: il padre della cantante, a riprova del suo radicale dissenso, si rifiutò persino di partecipare alla cerimonia. Sandy ne era consapevole (in un'intervista del 1970 disse di sé, a proposito della relazione con Lucas, "sono una codarda").
A seguito di questi fatti, la cantante iniziò una discesa progressiva e inarrestabile verso l'autodistruzione, iniziando a dedicarsi a stravizi di vario tipo, a fare uso di stupefacenti e a bere smodatamente.

Nei primi mesi del 1978 il travagliato matrimonio con Trevor Lucas raggiunge livelli drammatici, al punto che il 13 aprile Trevor si imbarca su un aereo per l'Australia con un biglietto di sola andata in tasca. Ha con sé la piccola Georgia.
Nel marzo 1978, Sandy trascorre un periodo presso i propri genitori, in Cornovaglia. Durante questo breve soggiorno si procura una ferita alla testa a seguito di una caduta dalle scale in un momento di ubriachezza; nonostante l'infortunio non fosse propriamente banale, l'opportunità di un controllo medico non venne presa in considerazione, a quanto pare su pressione della madre, preoccupata di non far sapere in giro che Sandy fosse dedita all'alcol. Stando ai racconti della sua amica Miranda Ward, però, nei giorni successivi all'evento Sandy iniziò ad accusare dei fortissimi mal di testa, tanto che lei stessa si premurò di prenotarle una visita di controllo per lunedì 17 aprile.
Quella mattina, Miranda lasciò le chiavi di casa a un musicista che abitava nei paraggi, John Cole, prima di recarsi al lavoro. Alle 14.30 dello stesso giorno Cole, non ricevendo risposta, entrò in casa della cantante e la trovò riversa in fondo alle scale. Mezz'ora dopo Sandy venne ricoverata al Queen's Mary Hospital di Roehampton, in coma, a causa di un'emorragia cerebrale.
Dopo un tentativo di rimuovere chirurgicamente l'emorragia che non sortì gli effetti sperati, la cantante si spense all'Atkinson Morley Hospital senza mai riprendere conoscenza il 21 aprile 1978, all'età di soli trentuno anni.
Sandy Denny riposa nel cimitero di Putney Vale.

Il canone musicale definito da Sandy Denny con i Fairport Convention nei diciotto mesi di permanenza alla guida della formazione rimane a tutt'oggi alla base dell'esperienza musicale degli artisti folk rock angloirlandesi che sarebbero venuti dopo come ad esempio Kate Bush (una camaleonte), i Chieftains, i Clannad e i Lindisfarne.

Oggi di Sandy è stato pubblicato tutto ma proprio tutto anche i demo + scemi. Non esiste nessuno che non la rimpianga. Son passati 30 anni ma il suo nome splende sempre, accompagnato dal rammarico. Quando parli di Lei con qualcuno che la conobbe sembra che sia solo in vacanza e che tornerà da un giorno  all’altro.

http://www.youtube.com/watch?v=Bk3uSnpAhEw&feature=related (Intégration désactivée, limite atteinte)
Sandy Denny and The Strawbs - Who Knows Where The Time Goes
Sandy Denny - Fotheringay (Demo Version) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Fotheringay (Demo Version)
Sandy Denny 3.10 To Yuma (Intégration désactivée, limite atteinte)
3.10 To Yuma
Sandy Denny - You Never Wanted Me ( 1967 ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
You Never Wanted Me
Sandy Denny - Late November (Intégration désactivée, limite atteinte)
Late November
Sandy Denny - No End {Solo Piano Version} (Intégration désactivée, limite atteinte)
‘No End’ From the remastered 'Like an Old Fashioned Waltz'

« Ultima modifica: Sabato 30 Luglio 2011 23:55 23 da diamantinom » Registrato

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« Risposta #8 inserito:: Domenica 31 Luglio 2011 18:52 18 »

John Martyn

John Martyn se ne è andato il 29 gennaio del 2009: era un sessantenne scozzese a cui la vita con una mano aveva donato un talento vocale incommensurabile, mentre con l’altra gli aveva tolto progressivamente tranquillità e pace. Certo, anche lui ci aveva messo del suo, andandoci giù pesante con l’alcol, ingaggiando di volta in volta una battaglia a Risiko! con la sua timida volontà di smettere e col fascino voluttuoso della bottiglia; superfluo aggiungere che per lui era sempre una guerra persa. In amore non gli è andata meglio: il matrimonio con la cantante Beverly Kunter, sua collaboratrice agli inizi di carriera, era andato a rotoli nel 1979 dopo dieci anni, lasciando entrare John in quello che è rimasto, parole sue, il periodo più buio della sua vita. Ma non era finita qui: nel 2003 aveva perso una gamba ed era finito su una sedia a rotelle, ciononostante aveva continuato a fare concerti.

Ma non è una storia triste, quella di John Martyn; piuttosto è beffarda e subdola nel suo destino. Gli album che vanno dal 1971 al 1975, da “Bless The Water” a “Sunday Child”, sono considerati dalla quasi unanimità della critica dischi importantissimi, dai quali però Martyn non caverà granché dal punto di vista delle vendite. Il suo nome diverrà invece popolare negli anni Ottanta, quando inizierà a collaborare con star quali Phil Collins ed Eric Clapton, in un periodo decisamente minore della sua carriera artistica.

John Martyn nasce con il nome di Iain David McGeachy l’11 settembre del 1948 a New Malden, nel Surrey inglese, da una famiglia di musicisti. Trascorsa a Glasgow, in Scozia, l’infanzia e l’adolescenza, a 17 anni inizia la carriera professionistica che giunge ad una svolta quando decide di trasferirsi a Londra e di frequentare i folk club della capitale: lì lo nota Chris Blackwell, patron della Island Records, che lo mette subito sotto contratto. Nel 1967 arriva il primo album, intitolato ‘LONDON CONVERSATION’ e ancora molto influenzato dallo stile di chitarra folk di Davey Graham e Bert Jansch. Fioccano, da parte di certa stampa, i paragoni con Bob Dylan: forse anche perché, conosciuta e sposata la cantante Beverley Kutner, Martyn si trasferisce a Woodstock, collabora con Levon Helm della Band e incide con la moglie due dischi, ‘STORMBRINGER’ e ‘ROAD TO RUIN’, influenzati dal cantautorato americano come dal jazz e dal rhythm&blues. Il sodalizio artistico ha tuttavia poca fortuna e Martyn ricomincia a incidere a suo nome, sviluppando nel contempo un forte legame professionale e umano con l’ex contrabbassista dei Pentangle Danny Thompson. Sono i tempi dei primi eccessi alcolici ma anche dei migliori dischi in carriera, ‘BLESS THE WEATHER’ e ‘SOLID AIR’ (la cui title track è ispirata a Nick Drake, suicida di lì a poco), stupende e innovative fusioni di folk acustico, jazz e chill out ante litteram che introducono il caratteristico suono effettato e vibrante della chitarra trattata con l’echoplex, un vero e proprio marchio di fabbrica dell’artista.

“Bless The Weather” e “Sunday Child”: “Inside Out” e il suo predecessore “Solid Air”, entrambi del 1973  gli valsero paragoni importanti e ingombranti con Tim Buckley e Nick Drake. Certo, anche Martyn come Buckley era un “navigatore delle stelle”, uno che ha fatto della sua voce uno strumento, che ha usato il canto come fosse un flusso di coscienza , che ha trasformato le parole in suoni sublimi o terrificanti. Certo, anche Martyn come Drake nascondeva il tormento e il sentimento di solitudine umana dietro armonie celestiali e arrangiamenti mai sopra le righe. Ma John Martyn non era che musicalmente se stesso: aveva iniziato nell’underground folk di Glasgow con Hamish Imlach come mentore e Davey Graham come idolo, iniziando a contaminare trasversalmente il folk-rock con le strutture ritmiche e armoniche del jazz e del blues.
“Solid Air” è il disco esemplare dell’equilibrio stilistico raggiunto da John Martyn, laddove il successivo e ugualmente imprescindibile “Inside Out” è in un certo senso il suo irripetibile superamento.

In “Solid Air”, prodotto dal fedele John Wood, la voce e la chitarra di Martyn sono accompagnate dai Fairport Convention (Richard Thompson alla chitarra, Sam Nicol al violino, Dave Pegg al basso, Dave Mattacks alla batteria), dal contrabbassista dei Pentangle Danny Thompson e dal tastierista John Bundrick.

La title track è un viaggio astrale dedicato all’amico Nick Drake, allora ancora vivo ma già vittima di una depressione asfissiante. L’ipnagogico canto blues di Martyn si liquefa nei tocchi vellutati di vibrafono (Tristan Fry) e nella melodia soffusa del sax (Tony Coe). La sofferenza notturna di “Solid Air” scema nel folk agreste, scolpito dal mandolino e dal violino di Richard Thompson, di “Over The Hill”, contraddistinta da una melodia vocale gioiosamente malinconica.
“Don’t Want To Know” ricrea l’atmosfera trasognata del brano d’apertura (è ancora il dialogo immaginifico tra chitarra acustica e vibrafono a donare intensità al pezzo), ma poi si trasforma in un folk-rock jazzato grazie ai pirotecnici fraseggi d’organo di Bundrick. Il capolavoro del disco è la cover di “I’d Rather Be The Devil” del bluesman Skip James, trasformata in un pandemonio infernale: il canto mannaro di Martyn si infervora su un incedere tribale e minaccioso di congas (Neemoi Acquaye), tastiere elettroniche e chitarra elettrica, fin quando, all’improvviso, le percussioni si acquietano e il brano si dilata in un folk psichedelico interstellare. Tale forma di blues indemoniato viene ripresa in “Dreams By The Sea”, dove il mood licantropo viene stemperato per mezzo di fenomenali inserti di sax e piano elettrico.

È giusto precisare che John Martyn, oltre a possedere grandi abilità vocali, era anche un ottimo chitarrista folk, capace di tirar fuori dal suo estro tanto gli arpeggi sospirati di “Go Down Easy”, quanto le armonie ondulanti e ariose di “May You Never”. A proposito di quest’ultima traccia, John Wood raccontò che Martyn, alla fine delle sessioni di registrazione dell’album, insoddisfatto della versione definitiva di “May You Never”, entrò in studio alle due di notte, solo con la sua chitarra, per registrarne la versione definitiva.

I due brani finali sono la summa dell’arte presente in “Solid Air”: “The Man In The Station” scorre in un folk malinconico e trapassa in un blues energico; l’elegante anima britannica che incontra le tribolazioni del delta del Mississippi. Tribolazioni che diventano fantasmi da scacciare tra le cascate di accordi che inondano “The Easy Blues” e che si spengono in un finale delicatamente jazz.

Seguiranno lo sperimentale ‘INSIDE OUT’ e il più morbido ‘SUNDAY'S CHILD’, ispirato alle gioie della paternità che non ottengono successo: Martyn, frustrato dal music business, si autoproduce e vende da casa sua, per corrispondenza, l’album dal vivo ‘LIVE AT LEEDS’. Nel frattempo, però, cade nella spirale dell’alcolismo iniziando a complicare anche la sua situazione sentimentale. L’album ‘ONE WORLD’, pubblicato nel 1977 e fortemente influenzato dal periodo trascorso in Giamaica alla corte del leggendario produttore reggae Lee “Scratch” Perry, vede la presenza in studio di Steve Winwood ma non migliora la situazione. Droga e alcol hanno la meglio e Martyn ricompare soltanto nel 1980, dopo aver divorziato, con lo splendido e amaro ‘GRACE AND DANGER’, prodotto da Phil Collins, da sempre accanito fan del chitarrista. Un successivo cambio di etichetta lo porta alla WEA dove dischi come ‘GLORIOUS FOOL’ e ‘WELL KEPT SECRET’ mostrano un progressivo indebolimento della vena creativa. Poi, registrato un altro live “casalingo” (PHILENTROPY), Martyn torna alla Island per pubblicare altri titoli di alterna qualità: ma le grandi speranze commerciali riposte nell’album ‘PIECE BY PIECE’ si rivelano nuovamente disattese, e l’artista ripiomba nella depressione e nelle consolazioni alcoliche.

Nel 1992 esce ‘COULDN'T LOVE YOU MORE’, raccolta di canzoni reincise in versione deluxe con la collaborazione di amici vip come Collins e David Gilmour: Martyn, però, è insoddisfatto degli arrangiamenti troppo commerciali e rimescola le carte pubblicando poco dopo un progetto analogo sotto il titolo di ‘NO LITTLE BOY’. Con ‘AND’. (1996) arriva la svolta decisa verso un’originale forma di trip hop cantautorale che dà l’impronta, nel 1998, anche all’ottimo album di cover ‘THE CHURCH WITH ONE BELL’, dove Martyn reinterpreta il blues e Randy Newman ma anche giovani autori come Ben Harper e i Portishead. Nel 2000 tocca a ‘GLASGOW WALKER’ e alla ballata “You don’t know what love is” che il regista Anthony Minghella inserisce nella colonna sonora del film “Il talento di Mr. Ripley”. L’anno seguente Martyn entra inopinatamente nella classifica dei singoli inglesi, prestando la voce a “Deliver me” di Sister Bliss, versione dance di un vecchio successo dei Beloved.

Poi, nell’aprile 2003, il dramma: una caduta apparentemente innocua provoca un’infezione ad una gamba che richiede un’amputazione chirurgica al di sotto del ginocchio. Ma Martyn si riprende anche da questo colpo: dopo pochi mesi di riabilitazione è di nuovo sul palco e nell’aprile 2004, ad un anno esatto di distanza dall’incidente, pubblica l’album ‘ON THE COBBLES’ con ospiti Paul Weller, Mavis Staples e l’ex Verve Jim McCabe. Nel 2008 la Universal, depositaria del marchio Island, lo omaggia con un cofanetto di 4 cd, AIN’T NO SAINT, contenente materiale in studio e dal vivo in gran parte inedito.
Scompare il 29 gennaio del 2009, per cause che non vengono rivelate: a darne l'annuncio è il sito ufficiale dell'artista.

John Martyn - Ballad of an elder woman (Intégration désactivée, limite atteinte)
Ballad of an elder woman
John Martyn - Cocain (Intégration désactivée, limite atteinte)
Cocain
John Martyn - Stormbringer (Intégration désactivée, limite atteinte)
Stormbringer
John Martyn - Bless the Weather (Intégration désactivée, limite atteinte)
Bless The Weather
John Martyn My Baby Girl & Sunday's Child (Vinyl Rip) (Intégration désactivée, limite atteinte)
My Baby Girl & Sunday's Child
John Martyn - Solid Air (1987) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Solid Air
John Martyn - I'd Rather be the Devil (Intégration désactivée, limite atteinte)
I'd Rather be the Devil 1973
John Martyn - Dreams By The Sea (Intégration désactivée, limite atteinte)
Dreams By The Sea
'May You Never' ~ John Martyn (album version) (Intégration désactivée, limite atteinte)
May You Never
John Martyn - The Man in the Station (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Man in the Station
John Martyn ~ Some People Are Crazy (Intégration désactivée, limite atteinte)
Some People Are Crazy from the album Grace And Danger (1980).
John Martyn. - - "Sapphire " ( HQ ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Sapphire
John Martyn.and David Gilmour- - " One World "( HQ ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
One world
Glorious Fool - LIVE 85 John Martyn (Intégration désactivée, limite atteinte)
Glorious Fool
John Martyn Could've Been Me & You Might Need a Man (Intégration désactivée, limite atteinte)
Could've Been Me & You Might Need a Man From his 1982 album Well Kept Secret
John Martyn & Phil Collins Ways to Cry (Intégration désactivée, limite atteinte)
John Martyn & Phil Collins Ways to Cry
John Martyn - John Wayne (Intégration désactivée, limite atteinte)
"John Wayne" 1986
John Martyn - Excuse Me MIster (Intégration désactivée, limite atteinte)
Excuse Me Mister
You don't know what love is (Intégration désactivée, limite atteinte)
You don't know what love is
John Martyn - Under my wing - "On the cobbles" (Intégration désactivée, limite atteinte)
Under my wing from "On the cobbles" 2004


Arrivati dunque  alla fine, risparmiamoci qualsiasi panegirico svenevole sull’artista che se n’è andato in silenzio, risparmiamoci anche lacrime di inchiostro con le quali commuoverci a colpi di frasi forbite: troppo facile fare i poeti sulla pelle degli altri. Adesso è il momento del silenzio: che si oda solo la voce vagante, senza meta, di John Martyn in “Solid Air”. Ovunque quella voce stia andando, buon viaggio vecchio John.

Da aggiungere che forse Martyn avrebbe meglio figurato in una sezione di cantautori ma io l’ho sempre messo nella sezione folk inglese, anche se troppa stretta x Lui.

Over the Rainbow by John Martyn (Intégration désactivée, limite atteinte)
Over the Rainbow


Discografia

London Conversation 1967 Island
The Tumbler 1968 Island
Stormbringer 1970 Island (Con Beverley Martin)
The Road To Ruin 1970 Island (Con Beverley Martin)
Bless The Weather 1971 Island
Solid Air 1973 Island
Inside Out 1973 Island
Sunday’s Child 1975 Island
Live At Leeds 1975 Island
One World 1977 Island
Grace & Danger 1980 Island
Glorious Fool 1981 Wea
Well Kept Secret 1982 Wea
Philentropy 1983 Body Swerve
Sapphire 1984 Island
Piece By Piece 1986 Island
Foundations 1987 Island
The Apprentice 1990 Permanent
Cooltide 1991 Permanent
Couldn’t Love You More 1992 Permanent
No Little Boy 1993 Permanent
Live 1995 Permanent
And. 1996 Go! Discs
The Church With One Bell 1998 Independiente
Glasgow Walker 2000 Independiente
On The Cobbles 2004 Independiente
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« Risposta #9 inserito:: Lunedì 01 Agosto 2011 23:52 23 »

Christy moore

Christopher Andrew Moore, meglio conosciuto come Christy Moore (Newbridge - County Kildare, 7 maggio 1945), è un folk singer, cantautore e chitarrista irlandese.

È conosciuto soprattutto per essere stato tra i membri fondatori dei Planxty. I Planxty sono stati un gruppo folk irlandese. Il nome Planxty in gaelico irlandese è una composizione musicale in omaggio ad un ospite, un mecenate, un benefattore.Planxty potrebbe derivare da una corruzione del termine augurale gaelico sláinte, oppure dal latino plangere che vuol dire supplicare.
Moore era originariamente un impiegato di banca con il pallino della musica tradizionale. Uno sciopero del settore bancario, avvenuto negli anni settanta, che durò più di quattordici mesi e che paralizzò di fatto il commercio irlandese, diede a Moore tempo e modo di dare sfogo alla propria passione. Quando lo sciopero si concluse, Moore abbandonò il proprio lavoro per dedicarsi interamente alla musica.

È in occasione della registrazione dell'album Prosperous (così intitolato dal nome del villaggio di Prosperous, nella contea di Kildare, dove l'album fu inciso), che si raccolsero quattro musicisti che di lì a poco formeranno i Planxty.

Dopo aver abbandonato i Planxty (che in più occasioni sono tornati in attività) nel 1975, Moore ha dato seguito alla propria carriera solista

Il bere forte, il dormire nelle ore più disparate, il continuo viaggiare e il ricorrere frequente al cibo takeaway ne hanno compromesso la salute, rendendo necessarie diverse operazioni chirurgiche. Ne è derivato un invito da parte dei medici a limitare la sua produzione artistica. È per questa ragione che il volume di lavoro prodotto a partire dal 1999 risulta drasticamente inferiore rispetto al passato.

Moore è conosciuto anche per la presenza di temi politici e sociali nelle sue canzoni, temi affrontati da una prospettiva repubblicana di sinistra. In più occasioni (tra gli anni settanta e gli ottanta) ha mostrato di essere vicino ai repubblicani dell'H-Block ,formazione politica irlandese repubblicana . E H-Block è intitolato un suo disco (1978), il cui lancio è stato oggetto di cariche della polizia. La stessa tensione politica pervade The Spirit of Freedom (1986).
Moore ha anche registrato alcune canzoni su testi di Bobby Sands, attivista dell’IRA che morirà causa uno sciopero della fame in prigione nel 1981, nella prigione di Long Kesh, conosciuta col nome di Maze, nei pressi di Lisburn.
"Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista".  E la morte lo fermò.

Nel 1987, Moore toglierà però il proprio supporto alle attività militari dell'IRA, dopo l'attentato di Enniskillen. Che poi era stato una delle tante risposte IRA alla domenica di sangue o Bloody Sunday del 30 gennaio 1972 , quando dei paracadutisti britannici avevano ucciso a Derry tredici civili disarmati.
U2 - Bloody Sunday (Intégration désactivée, limite atteinte)
grande rilettura degli U2 di quel maledetto giorno. ‘One of the best live performance i´ve ever seen!’

Nell'ottobre del 2004, diverse agenzie di notizie han rivelato come Moore sia stato fermato e arrestato dai dei doganieri presso il porto di Holyhead gallese. Il cantante è stato fermato nel suo furgone con il suo autista, portato  in un ufficio e interrogato.  "Sono stato messo in discussione sui testi delle canzoni e mi son state fatte un sacco di domande personali sui membri della mia famiglia e i miei figli e sulla mia casa. Nessuna spiegazione perché ero tenuto lì e interrogato in tal modo. Il fatto che persone irlandesi sono ancora trattate in questo modo nel loro cammino verso la Gran Bretagna è molto "triste".

Come musicista usò sia la chitarra che il bodhrán, una specie di tamburo che gli irlandesi utilizzavano da centinaia di anni in battaglia. Alcuni ritengono che il bodhrán fosse derivato da un vecchio tamburo di guerra celtica, il tamburo nativo dei Celti, con una storia musicale che precedeva il cristianesimo. E in genere scrive e canta ballate.

The Little Drummer - Planxty 1974 (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Little Drummer - Planxty 1974
Christy Moore-The Voyage (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Voyage
Lisdoonvarna - Christy Moore (Intégration désactivée, limite atteinte)
Lisdoonvarna
Christy Moore sings "among the wicklow hills" (Intégration désactivée, limite atteinte)
among the wicklow hills
In This Heart - Christy Moore & Sinead O Connor (Intégration désactivée, limite atteinte)
In This Heart - Christy Moore & Sinead O Connor
Christy Moore & Sinead O'Connor sweet thames flow softly (Intégration désactivée, limite atteinte)
Christy Moore & Sinead O'Connor ‘sweet thames flow softly’
Ordinary man - Christy Moore (Intégration désactivée, limite atteinte)
Ordinary man
Christy Moore - Fairytale Of New York (Intégration désactivée, limite atteinte)
Fairytale Of New York
Christy Moore - Delirium Tremens (Intégration désactivée, limite atteinte)
Delirium Tremens
Christy Moore & Shane MacGowan(pogues) Spancil HILL (Intégration désactivée, limite atteinte)
Christy Moore & Shane MacGowan(pogues) ‘Spancil HILL’

Lindisfarne

Lindisfarne band folk/rock da Newcastle upon Tyne ( 1970 )
La loro musica combina un forte senso di nostalgia, con un senso ancora più forte di divertimento. La formazione originale comprendeva Alan Hull (voce, chitarra e pianoforte) uno bravo, Ray Jackson (voce, mandolino, armonica), Simon Cowe (chitarra, mandolino, banjo), Rod clements (basso, chitarra, violino) e Ray Laidlaw (batteria).

They are best known for the albums Nicely Out of Tune (1970), Fog on the Tyne (1971) and Back and Fourth (1978), also for the success of songs such as "Meet Me On The Corner", "Lady Eleanor", "Run For Home" and "We Can Swing Together".

The group began as The Downtown Faction, led by Rod Clements, but soon changed their name to Brethren. In 1968, they were joined by Alan Hull and became Lindisfarne dal nome dell’isola off the coast of Northumberland
Questo album defined their mixture of bright harmony and up tempo folk rock. Both singles released from the album "Clear White Light" and "Lady Eleanor" failed to chart.

Their second album ‘Fog on the Tyne’ (1971),  began their commercial success. This album reached #1 in the UK charts the following year. The single "Meet me on the Corner" and a re-release of "Lady Eleanor" followed in 1972. The album Nicely Out Of Tune belatedly made the UK album chart Top 10 and the band began to attract a huge media following, with some calling Hull the greatest songwriter since Bob Dylan. The band were even referred to as the "1970s Beatles".

Dal 1972 come improvvisamente si era saliti si prende a scendere. Le tensioni interne emerse durante un deludente tour in Australia nel 1973 si amplificano. La formazione cambia radicalmente.

Disbanded in 1975. Poi si riformeranno con volontà senza grandi risultati.

Lindisfarne finally broke up in late 2003, performing a final concert on 1 November 2003 at the Newcastle Opera House. The final line up as a band included Dave Hull-Denholm, Billy Mitchell, Rod Clements, Ian Thomson and Ray Laidlaw.
Alan Hull nel frattempo aveva avuto una carriera solo con discrete soddisfazioni.

Lindisfarne - Meet me on the Corner (Intégration désactivée, limite atteinte)
Meet Me On The Corner
Lindisfarne-Lady Eleanor (Intégration désactivée, limite atteinte)
lady eleanor
Lindisfarne - Run For Home (1978) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Run For Home
Lindisfarne - January Song (High Quality) (Intégration désactivée, limite atteinte)
January Song
Winter Song - Lindisfarne (Intégration désactivée, limite atteinte)
Winter song
I HATE TO SEE YOU CRY - ALAN HULL (Intégration désactivée, limite atteinte)
Alan Hull  I hate to see you cry
Alan Hull - Live - On the Other Side (Intégration désactivée, limite atteinte)
Alan Hull   On the Other Side
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« Risposta #10 inserito:: Mercoledì 03 Agosto 2011 19:08 19 »

Clannad

band  irlandese, formatasi nel 1970.

Originari della cittadina di Gweedore nel Donegal, il nome è la contrazione di an Clann as Dobhar, sono inizialmente i tre fratelli Brennan (due fratelli e una sorella) - Ciáran, Pól, Máire (Moya Brennan) - e i due fratelli Duggan - Noel e Padraig - loro zii. Una quarta sorella, Eithne Brennan, meglio nota come Enya, si unisce al gruppo nel 1979.
Their music has been variously described as bordering on folk and folk rock, Irish, Celtic and New Age, often incorporating elements of an even broader spectrum of smooth jazz and Gregorian chant.They are known for performing in various languages, including English, Latin, Scottish Gaelic, Mohican and most of all in their native tongue, Irish.
Esordiscono con un repertorio folk col quale si fanno conoscere nella madrepatria; nei primi anni ottanta vengono notati dalla BBC che commissiona loro una colonna sonora per una serie di telefilm incentrata sul personaggio di Robin Hood. Nello stesso periodo Eithne Brennan lascia il gruppo e pubblica il suo primo album solista col nome di Enya.
Giungono alla popolarità internazionale grazie al brano "In a lifetime", interpretato insieme a Bono, voce degli U2, e pubblicato nel 1985 nel loro album Macalla ("Eco" in irlandese). Da allora il loro repertorio si sposta verso il pop ed il country.
Pól Brennan lascia il gruppo nel 1995 per avviare una carriera .Anche Máire Brennan incide sette album solisti, alternandoli alle produzioni del gruppo.

Clannad "Lady Marian" (Intégration désactivée, limite atteinte)
"Lady Marian" from "Legend"
Clannad - Teir Abhaile Riú (1977) Clannad perform in a TV studio (Intégration désactivée, limite atteinte)
Teir Abhaile Riú
Clannad - Mo Mháire w/ Lyrics (Intégration désactivée, limite atteinte)
Mo Mháire
Clannad - Siúil A Rún (Intégration désactivée, limite atteinte)
Siúil A Rún
CLANNAD - Something to Believe In (Intégration désactivée, limite atteinte)
Something to Believe In
Clannad - Two Sisters (Intégration désactivée, limite atteinte)
Two Sisters
Clannad - Siúbhán Ní Dhuibhir (Intégration désactivée, limite atteinte)
Siúbhán Ní Dhuibhir
Maire Brennan & CLANNAD - 'Caislean Oir' (Intégration désactivée, limite atteinte)
Maire Brennan & Clannad - 'Caislean Oir'

Enya

Born Eithne Patricia Ní Bhraonáin (Gweedore, 17 maggio 1961).
Enya è una approssimazione fonetica derivata dalla pronuncia in lingua gaelica irlandese del vero nome della cantante, Eithne (ˈɛnʲə); il nome completo in gaelico, Eithne Patricia Ní Bhraonáin, corrisponde all'inglese Enya O' Brennan, ovvero Figlia di Brennan.
 
Eithne è cresciuta a Gweedore, un piccolo villaggio di pescatori nella contea di Donegal, nel nord dell'Irlanda. La sua famiglia è composta da musicisti: i nonni erano componenti di una band che suonava in giro per l'Irlanda, suo padre era il capo della Slieve Foy Band prima di aprire un pub, sua madre suonava in un gruppo di ballo e più tardi ha insegnato musica alla Gweedore Comprehensive School. Eithne ha quattro fratelli e quattro sorelle e molti di loro nel 1968 formarono la band An Clann As Dobhair, rinominata Clannad negli anni settanta.
Nel 1979 Eithne termina gli studi e l'anno dopo si unisce ai Clannad insieme ai fratelli Máire, Pól e Ciarán e agli zii Noel e Padraig Duggan.[7] La giovane musicista partecipa alla realizzazione degli album Crann Ull e Fuaim suonando le tastiere e partecipando ai cori e nel 1982 lascia il gruppo insieme al produttore e manager Nicky Ryan per intraprendere la sua carriera da solista.

Nel 1984 collabora alla realizzazione della colonna sonora del film The Frog Prince, componendo gran parte delle musiche e utilizzando per la prima volta il nome Enya.
Nel 1986 i produttori del documentario The Celts mettono Enya sotto contratto per la realizzazione della parte musicale dei sei episodi della serie. I pezzi prodotti vengono inclusi nel primo album da solista del 1987, Enya, anticipato dal singolo I Want Tomorrow, che raggiunge la seconda posizione nella classifica irlandese ma mantiene la musica di Enya in una realtà ristretta e nazionale. Alcuni anni più tardi, nel 1996, la canzone di questo album Boadicea viene ripresa dai The Fugees, che dapprima né cercano l'autorizzazione di Enya né la citano come autrice, creando un tumulto.

Dietro alla sua figura musicale, ruota in realtà un trio composto dalla cantante stessa, che compone le musiche, suona e canta, Nicky Ryan, produttore e arrangiatore, e Roma Ryan, che scrive i testi in diverse lingue.
La carriera di Enya ha una svolta nel 1988, quando il manager della Warner Music Rob Dickins mette sotto contratto lei e i suoi collaboratori, che si dedicano dunque alla registrazione del secondo album in studio, Watermark, anticipato dal singolo Orinoco Flow. Quest'ultimo diventa inaspettatamente una hit internazionale. Nel 1991 viene pubblicato Shepherd Moons, il suo terzo album di inediti, che bissa il successo dell'album precedente confermando la fama internazionale della cantante, spinto dal successo del singolo Caribbean Blue.
Siamo ormai nella New Age e nella musica ambiente
.
Dopo qualche anno di pausa nel 1995 viene pubblicato The Memory of Trees, il quarto album della cantante, che raggiunge per la prima volta la Top 10 Americana.
A Novembre 2000 viene pubblicato il quinto album in studio della cantante, A Day Without Rain, anticipato dal singolo Only Time, che, dopo l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, viene utilizzato come sottofondo in molti servizi radio e televisivi diventando la colonna sonora dei tristi giorni dell'attentato.
Nel 2001 Enya pubblica un altro grande successo: May It Be, che incide per la colonna sonora del film di Peter Jackson Il Signore degli Anelli e contenuto nel primo volume della trilogia musicale del film, Fellowship of the Ring. Il sesto album in studio è Amarantine, pubblicato nel Novembre 2005 e trainato dall'omonimo singolo che a me piace un casino.

Lo stile musicale di Enya è pressoché unico a causa delle numerose sperimentazioni sulla voce, infatti fu proprio il suo produttore Nicky Ryan ad avere la geniale intuizione sulle cosiddette Multivocals, ed individuò nel timbro lieve ma allo stesso tempo potente di Enya il mezzo più adatto per creare questi giganteschi muri sonori corali che l'avrebbero portata al successo in tutto il mondo. L'altra grande innovazione da riconoscere ad Enya e al suo team sono senz'altro gli arrangiamenti: tutti gli strumenti sono suonati da Enya, con una maestria tale che le permette di fondere in maniera unica la musica tradizionale irlandese con la musica classica o addirittura la musica pop. Alcune canzoni di Enya sono cantate interamente in irlandese o latino; l'Inglese è spesso mescolato in queste canzoni, altre volte è l'unica lingua. Roma Ryan ha scritto i testi in gallese, irlandese, latino, spagnolo, e anche nelle lingue create da J.R.R. Tolkien.

Il regista Cameron aveva in mente Enya per la colonna sonora di Titanic, e inizialmente il trailer del film aveva una sua canzone come colonna sonora temporanea. Enya però rifiutò, e Cameron in seguito optò per James Horner, suggerendogli di comporre la colonna sonora con in mente proprio lo stile di Enya (sono state d'altronde notate somiglianze con la sua canzone Book of Days, dall'album Shepherd Moons).
Nel corso della sua carriera, Enya ha venduto più di 75 milioni di album e risulta essere la cantante solista irlandese ad aver riscosso più successo nel mondo e il fenomeno musicale più importante del suo paese dopo gli U2

Album in studio
1987: Enya
1988: Watermark
1991: Shepherd Moons
1992: The Celts (Riedizione di Enya)
1995: The Memory of Trees
2000: A Day Without Rain
2005: Amarantine
2008: And Winter Came...

Enya - Aldebaran (Intégration désactivée, limite atteinte)
Aldebaran
Enya - I Want Tomorrow (Intégration désactivée, limite atteinte)
I Want Tomorrow
Orinoco Flow - Enya *NICE QUALITY* Twitter: @rodsmuller (Intégration désactivée, limite atteinte)
Orinoco Flow
Enya - Storms In Africa (video) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Storms In Africa
Enya - Evening Falls (Intégration désactivée, limite atteinte)
Evening Falls
Enya - Exile (Intégration désactivée, limite atteinte)
Exile
How Can I Keep From Singing? (Intégration désactivée, limite atteinte)
How Can I Keep from Singing?
Enya - Caribbean Blue (HD) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Caribbean Blue
Enya - The Celts (video) (Intégration désactivée, limite atteinte)
The celts
Enya - Book Of Days (video) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Book of Days
Enya - Anywhere Is (video) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Anywhere Is
Only If (Intégration désactivée, limite atteinte)
Only If
Wild Child - Enya (Intégration désactivée, limite atteinte)
Wild Child
Enya - May It Be [With Lyrics] (Intégration désactivée, limite atteinte)
May It Be Sound Track of The Lord of The Rings
enya - amarantine (Intégration désactivée, limite atteinte)
Amarantine
Enya - It's In The Rain (Video) (Intégration désactivée, limite atteinte)
It's in the Rain
Enya - Trains And Winter Rains (Intégration désactivée, limite atteinte)
Trains and Winter Rains 2008

Tabor June

Tabor June (born il 31 dicembre 1947 a Warwick, Inghilterra) è una cantante folk 'inglese non più giovane ma molto stimata..
June Tabor was inspired to sing by hearing Anne Briggs' EP Hazards of Love in 1965.

"I went and locked myself in the bathroom for a fortnight and drove my mother mad. I learned the songs on that EP note for note, twiddle for twiddle. That's how I started singing.
I have no musical education whatsoever...I just learned the songs and copied the phrasing by playing those records ad nauseam." Cioè si è fatta dal niente quasi x gioco

Si avvicina però alla professione alla svelta ma non ottiene grandi riconoscimenti.
E molla : un buco  dalla metà degli anni 70 al 1990.
In questo periodo lavora come bibliotecaria e in un  restaurant called "Passepartout" in Penrith, Cumbria.

In 1990, June Tabor recorded an album with the folk-rock band The Oyster Band titled ‘Freedom and Rain’. Band cmq non di grande importanza anche se seguita abbastanza in Inghilterra.
Da allora June riprende il discorso interrotto e comincia ad attirare l’attenzione, dei critici in particolare.
Her 2003 album ‘An Echo of Hooves’  marked a return to the traditional ballad form after concentrating on other styles for several years, and was highly acclaimed. Allmusic said of this album "A stunning jewel in a remarkable career, and one of the best things Tabor’s ever released."

Anch’io l’ho scoperta tardi. Il suo ultimo album Ashore (2011) non mi è dispiaciuto.

White Rabbit, June Tabor (Intégration désactivée, limite atteinte)
White rabbit
June Tabor - Lay this body down (1983) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Lay this body down
June Tabor★As I Roved Out (Intégration désactivée, limite atteinte)
As I Roved Out
June Tabor - Now I'm Easy (Intégration désactivée, limite atteinte)
Now I'm Easy
June Tabor - Scarecrow (2004) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Scarecrow
Oysterband Acoustic w. June Tabor: All Tomorrow's Parties (Intégration désactivée, limite atteinte)
Oysterband Acoustic w. June Tabor: All Tomorrow's Parties

Loreena Isabel Irene McKennitt (Morden, 17 febbraio 1957)

Questa non nasce in UK (anche se è una diretta discendente)  però è riconosciuta come un'icona della musica celtica.

Canadese, figlia di Jack e Irene McKennitt (un commerciante di bestiame e un'infermiera, di origini irlandesi e scozzesi), Loreena McKennitt ha mostrato già da piccola talento per la musica e l'arte ; studia canto (per 5 anni) e pianoforte (per 10 anni). Nel 1985 autoproduce il suo primo disco, Elemental, di immediato successo mondiale. Contemporaneamente fonda la sua etichetta discografica, la Quinlan Road, con la quale pubblica tutti i suoi lavori.
È solo l'inizio per un successo via via crescente che esplode soprattutto dopo l'album The Mask and Mirror del 1994. Man mano che vengono pubblicati gli album, aumentano anche i brani originali scritti dalla McKennitt su ogni disco. Inoltre, la matrice celtica dei primi album si espande sempre più verso un eclettismo musicale che abbraccia anche l'India e il Medio Oriente, così come la musica del medioevo e delle corti del Rinascimento. I testi, scritti nel corso di numerosi viaggi attraverso l'Europa, l'Asia e il Nord Africa, sono sia quelli delle canzoni popolari che adattamenti di opere di poeti e scrittori, come William Blake (già dal primo album) ma anche William Shakespeare, Alfred Tennyson, William Butler Yeats, Charles Dickens, San Giovanni della Croce. Il successo e la fama la portano a diventare nel 2004 Membro dell'Ordine del Canada (massima onorificenza civile canadese), e nel dicembre 2006 Colonnello Onorario del 435° Squadrone delle Forze Aeree Canadesi.

Ha subito il 19 luglio 1998 la perdita dell'amato Ronald Rees, con il quale era in procinto di sposarsi, affogato in un incidente di canottaggio sul lago Huron. La tragica notizia la tiene lontana dalla musica per quasi nove anni.

Nel 1999 collabora all'album Tears of Stone dei The Chieftains con il brano Ye Rambling Boys of Pleasure. Gli anni tra il 2000 e il 2005 sono anni di viaggio per Loreena, che approfondisce il suo orizzonte culturale verso le porte dell'Europa, il Medio Oriente e verso l'Asia. Da idee, spunti e sensazioni provate in questi luoghi nasce il successivo album: tra il 2005 e il 2006 la McKennitt è di nuovo ai Real World Studios di Peter Gabriel per il nuovo lavoro, An Ancient Muse, che esce il 20 novembre 2006

Loreena ha una gran voce.

Album di studio

1985 Elemental — — —
1987 To Drive the Cold Winter Away — — —
1989 Parallel Dreams — — —
1991 The Visit — — 28
1994 The Mask and Mirror 13 143 4
1997 The Book of Secrets 17 17 3
2006 An Ancient Muse 23 83 9
2008 A Midwinter Night's Dream 46 140 12
2010 The Wind That Shakes the Barley 58 — —

Loreena McKennitt: the lady of Shalott (Intégration désactivée, limite atteinte)
"The Lady of Shalott"
Loreena McKennitt - Courtyard Lullaby (Intégration désactivée, limite atteinte)
Courtyard Lullaby from The Visit
Loreena McKennitt Greensleeves (Intégration désactivée, limite atteinte)
Greensleeves
Loreena McKennitt - The Bonny Swans (HQ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Bonny Swans
Loreena McKennitt - Santiago LIVE.flv (Intégration désactivée, limite atteinte)
Santiago
The Mystic's Dream - Loreena McKennitt (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Mystic's Dreams
Loreena McKennit - GOD REST YE MERRY GENTLEMEN (Intégration désactivée, limite atteinte)
God Rest Ye Merry, Gentlemen
LOREENA MCKENNITT THE MUMMERS' DANCE (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Mummers' Dance
Loreena McKennitt - Caravanserai (HQ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Caravanserai
Loreena McKennit "Penelope's song" (Intégration désactivée, limite atteinte)
Penelope's Song
Loreena McKennitt - The Seven Rejoices of Mary (HQ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Seven Rejoices of Mary
Dante's Prayer (Intégration désactivée, limite atteinte)
Dante's Prayer 2009

Amazing Blondel


Band inglese, formata da Eddie Baird, John Gladwin, e Terry Wincott. La loro musica è stata definita a volte come psych folk, ma in effetti può meglio definirsi progressive folk, inteso come una reinvenzione della musica Rinascimentale, basata sull'uso di strumenti di quel periodo, come il liuto e il flauto dolce.
John Gladwin e Terry Wincott suonavano entrambi in una band molto "elettrica" chiamata Methuselah. A un certo punto nei loro concerti i due si producevano in un duetto acustico che riscuoteva un grande successo presso il pubblico: questo gli permise di portare alla luce la particolarità della loro musica.
Il gruppo si volle chiamare all'inizio Blondel da Blondel de Nesle, menestrello, poeta e musicista vissuto in francia attorno a 1200, che la leggenda colloca alla corte di Riccardo I d'Inghilterra. Secondo la leggenda, quando Riccardo I fu fatto prigioniero, Blondel viaggiò per tutta l'Europa centrale, cantando ad ogni castello per localizzare il Re ed aiutarlo a fuggire. Questo nome per il gruppo fu suggerito da uno chef chiamato Eugene McCoy, che ascoltò alcune delle loro canzoni e commentò: "Oh, molto Blondel! " e così cominciarono ad usare quel nome. Successivamente furono consigliati di aggiungere un aggettivo (in linea, per esempio, con la Incredible String Band) e così divennero gli Amazing Blondel.

Il loro primo album "The Amazing Blondel" fu registrato nel 1969 per l'etichetta Bell Records, ma non ebbe un gran successo. L'anno dopo furono presentati da alcuni membri dei Free a Chris Blackwell della Island. Blackwell li mise sotto contratto per la sua etichetta, per la quale registrarono i loro tre più importanti album: Evensong, Fantasia Lindum ed England. Cominciarono quindi a girare in tourneé, sia con propri concerti che come gruppo di spalla per band come Genesis, Procol Harum e Steeleye Span. Sul palcoscenico, puntarono sulla precisione tecnica della musica e sulla versatilità di strumentazione (molti concerti comportarono l'uso di circa quaranta strumenti). Tuttavia, sorse un conflitto tra i desideri dei loro managers, che premevano per organizzare sempre più tours, e il gruppo, che invece voleva passare più tempo a produrre nuovo materiale e in studio di registrazione. Alla fine, questa situazione portò nel 1973 alla partenza di John Gladwin (che aveva scritto la maggior parte del loro materiale). I rimanenti due membri del gruppo decisero di continuare come duetto, accorciando il loro nome in "Blondel". Con questa nuova formazione, continuarono a registrare molti album con un gran numero di musicisti ospiti, tra cui Steve Winwood e Paul Kossoff. Dalla fine degli anni settanta, il punk diventò il genere musicale predominante e il folk perse popolarità: Baird e Wincott smisero di suonare sotto il nome di Blondel. Il gruppo originale si riformò nel 1997 e produsse un nuovo album, "Restoration".

Nel 2005, Terry Wincott ha subìto con successo un'operazione per l'applicazione di un bypass cardiaco, che ha rimesso in discussione i piani del gruppo per i concerti futuri.
John David Gladwin ed Edward Baird sono nati e cresciuti a Scunthorpe, nel Lincolnshire. Terence Alan Wincott è nato in Hampshire ma si trasferì giovanissimo a Scunthorpe. I membri del gruppo sono tutti abili musicisti: Gladwin canta e suona: chitarra a dodici corde, liuto, contrabbasso, tiorba, cetra, tamburello e campane tubolari. Wincott canta e suona: chitarra acustica, armonium, flauto, ocarina, congas, cromorno, organo, tamburello, clavicembalo, pianoforte, mellotron, bongos e percussioni varie. Baird canta e suona: liuto, glockenspiel, cittern, dulcimer, chitarra a dodici corde e percussioni.

Lo stile della loro musica è difficile da classificare. La maggior parte dei brani è stato scritto da loro, ma fortemente influenzati, nella forma e nella struttura, dalla musica Rinascimentale (pavana, gagliarde e madrigale). Terry Wincott lo ha descritto come "musica acustica pseudo Elisabettiano/classica, suonata con accenti britannici". Eddie Baird invece ha detto: "Alcuni ci chiedevano: come descrivereste la vostra musica? Beh, non chiedetecelo, non ne abbiamo idea."

Gli Amazing Blondel utilizzarono un gran numero di strumenti, (veda sopra) ma fondamentali per il loro sound erano il liuto e i flauti. Quando si esibivano in tourneé, il liuto risultò essere uno strumento piuttosto difficile da usare sul palcoscenico, in termini di amplificazione ed accordatura. Così nel 1971 commissionarono la costruzione di due chitarre a sette corde, che potevano essere suonate con l'accordatura dei liuti. Il disegno e la costruzione di questi strumenti furono realizzati da David Rubio che fabbricava chitarre classiche, liuti e altri strumenti per musicisti classici, come Julian Bream e John Williams. Lo strumento di Gladwin fu progettato per avere un suono leggermente più basso, per essere usato come strumento di accompagnamento, mentre quello di Baird fu realizzato ponendo maggior enfasi sui suoni alti, come strumento predominante. L'uso dei due strumenti ebbe un grande successo, sia come solisti che in duo. Le chitarre furono provviste di microfoni interni per semplificarne l'amplificazione.

The Amazing Blondel - The Minstrel's Song - 1970 (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Minstrel's Song
Amazing Blondel - Saxon Lady (Intégration désactivée, limite atteinte)
Saxon Lady
Lincolnshire Lullaby - Amazing Blondel (Intégration désactivée, limite atteinte)
Lincolnshire Lullaby
Amazing Blondel - Seascape (Intégration désactivée, limite atteinte)
Seascape
Amazing Blondel - Celestial Light (Intégration désactivée, limite atteinte)
Celestial Light

Laura Beatrice Marling (Eversley, 1º febbraio 1990) è britannica.
Si è fatta conoscere pubblicando alcuni brani sul suo profilo personale di MySpace, venendo notata dall'etichetta discografica WayOutWest Records, che le ha proposto un contratto e per la quale ha pubblicato il suo primo EP, My Manic and I, nell'agosto 2007.

Il suo disco di debutto, Alas, I Cannot Swim, è stato pubblicato nel febbraio 2008 dalla Virgin ottenendo un immediato successo di pubblico e critica venendo nominata al Mercury Prize. Nel corso del 2008 ha inoltre pubblicato alcuni singoli e altri due EP: London Town e Cross Your Fingers.

Ha poi pubblicato il suo secondo album, I Speak Because I Can, nel marzo del 2010, ottenendo un riscontro ancora maggiore che le ha permesso di vincere, nel 2011, un Brit Awards come "Miglior artista femminile britannica".

I Speak Because I Can (Virgin) 2010
folk-pop, songwriter di Lorenzo Righetto (ondarock)

Dopo un paio di anni tormentati sotto il profilo sentimentale (relazione anche "lavorativa" con Charlie Fink dei Noah And The Whale, interrotta per iniziarne un'altra con Marcus Mumford), Laura Marling torna con un album basato sull'idea, quanto mai impegnativa, della "responsabilità di essere donna". Col che ci si trova di fronte a un disco a volte imbronciato, uggioso, a volte spavaldo, già definito "maturo" da chi si è affrettato a scorgere i crismi del capolavoro. Senza dubbio la Marling ostenta una personalità assolutamente promettente, per una che ha da poco varcato la soglia dei venti: la sua è una scrittura classicheggiante che sa, alle volte, ancora di maniera ("Beaten, battered, and cold/ My children will live just to grow old/ But if I sit here and weep/ I'll be blown over by the slightest of breeze", da "Alpha Swallows").

"I Speak Because I Can", in realtà, non ospita spunti melodici di rilievo. A partire dal singolo d'apertura ("Devil's Spoke"), che vorrebbe essere un'ammaliante evocazione blake-iana, una danza intorno al fuoco accesa da un crescendo di banjo e archi, che si affida per di più a un'introduzione ambientale per cercare di imporre le proprie immagini di racconto allucinato e "letterario" ("And then life itself can not aspire/ To have someone be so admired/ I threw Creation to my King/ Have the silence broken by a whispered wind"). Uno sforzo assai banale, una melodia prevedibile in cui la Marling mostra alcuni limiti vocali, che l'arrangiamento carico e la progressione corale non riescono a coprire.
Sprazzi mumfordiani che appartengono al disco e che testimoniano qualcosa di più di un breve scambio di idee (si vedano le code di "Rambling Man", "Alpha Swallows","Darkness Descends" e "I Speak Because I Can"). Il campo è in realtà condiviso con la precedente esperienza dei Noah, quando affiorano aperture di violino (la discreta "Blackberry Stone"), se non orchestrali ("Goodbye England (Covered In Snow)"). Con risultati decisamente più convincenti, soprattutto in quest'ultimo pezzo: arioso, cullante quadretto dalle fresche sensazioni, confessione diretta in cui la Marling si lascia andare, gettando la maschera di giovane musa ("You were so smart then/ In your jacket and coat/ And my softest red scarf was warming your throat").

Quest'ultimo lavoro della cantautrice inglese, insomma, ha decisamente poco da spartire con il bell'esordio di "Alas I Cannot Swim", non ne condivide né l'ispirazione né la capacità di variare registro, la cura e l'attenzione con cui quel primo disco è stato composto, in fin dei conti. Soprattutto, pare un'involuzione sul piano della personalità, che tanti pongono come scudo impenetrabile di fronte alla carriera della Marling. La quale, in realtà, si può ben permettere una prova acerba come questa. Non è così deprecabile, infatti, vederla barcamenarsi tra compitini cantautorali tra Drake e la Mitchell ("Made By Maid", "What He Wrote"), cercando di valorizzare le sue composizioni con qualche abbellimento, come il pizzicato birdiano che l'accompagna nell'incipit di "Alpha Swallows".
Forse non si tratta di un eccesso di sicurezza, quello che ha portato alla delusione di questa seconda uscita, forse si tratta solo di un piccolo passo falso, come possono capitare a tutti. Vogliamo crederlo, in attesa che Laura ricambi la nostra fiducia.


Laura è una giovane ragazza. Il talento c’è. La strada è però quasi tutta da percorrere. Il suo folk spesso si incrocia con l’alternative rock.

Laura Marling - Ghosts (Live at Bandra Fort Amphitheatre, Mumbai) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Ghost
Laura Marling - New Romantic (Intégration désactivée, limite atteinte)
"New Romantic
Laura Marling-"Rambling Man" (Glastonbury 2010) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Rambling Man
Laura Marling - I Speak Because I Can (Live at Mercury Prize 2010) (Intégration désactivée, limite atteinte)
I Speak Because I Can

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Credo che adesso sia il momento di ricapitolare.

Storicamente :
Con il nome di Celti si indica un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV-III secolo a.C.), erano estesi in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a sud, frutto dell'espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico indoeuropeo e da una medesima visione religiosa, i Celti rimasero sempre politicamente frazionati; tra i vari gruppi di popolazioni celtiche si distinguono i Britanni, i Galli, i Pannoni, i Celtiberi e i Galati, stanziati rispettivamente nelle Isole Britanniche, nelle Gallie, in Pannonia, in Iberia e in Anatolia.

Portatori di un'originale e articolata cultura, i Celti furono soggetti a partire dal II secolo a.C. a una crescente pressione politica, militare e culturale da parte di altri due gruppi indoeuropei: i Germani, da nord, e i Romani, da sud. I Celti furono progressivamente sottomessi e assimilati, tanto che già nella tarda antichità l'uso delle loro lingue appare in netta decadenza. L'arretramento dei Celti come popolo autonomo è testimoniato proprio dalla marginalizzazione della loro lingua, presto confinata alle sole Isole britanniche. Lì infatti, dopo i grandi rimescolamenti altomedievali, dalla fusione dei tre elementi — celtico, latino e germanico — si sarebbero formate, durante l'alto Medioevo, le moderne popolazioni di Gran Bretagna e Irlanda.
Dopo la cessazione del controllo romano della Gran Bretagna (fine IV-inizio V secolo) l'identità etnica e linguistica dei Celti rimase  viva, e sopravvisse a lungo anche alle successive invasioni germaniche.. Gli unici eredi diretti degli antichi Celti, tra i popoli moderni, sarebbero proprio quelli delle Isole britanniche, che avrebbero conservato ininterrotta la tradizione linguistica dando origine alle lingue celtiche insulari con buona pace di Alan Stivell.


Quindi fondamentalmente quello dei Celti che è rimasto è sparpagliato in UK.  Il loro ricordo però è sopravvissuto. E lo si è idealizzato. Vedi da noi la bergamasca. O in Francia la Bretagna. Dal punto di vista caratteriale, i Celti son descritti come persone irascibili, litigiose, valorose, superstiziose, leali, grandi bevitori e amanti della musica.

Per me musicalmente non han tramandato una mazza. Ai tempi gli strumenti erano giusto cose da percuotere corni e trombe rudimentali. « [...] I Romani [...] erano terrorizzati per il terribile frastuono dei Celti, che avevano numerosi suonatori di corno e trombettieri, e contemporaneamente tutto l'esercito alzava alto il grido di guerra. [...]
E il canto era generalmente un salmodiare , vedi i druidi , che erano però una casta sacerdotale dedita prevalentemente alla filosofia e all’astronomia.

Sì in UK c’è una qualche rimembranza popolare. Ma là è + una questione di aggregazione sociale. Nei loro stadi di calcio nascono stornelli cantati in massa come da nessun’altra parte, molti son spontanei e richiamano una specie di passato ma ci sono anche canti presi dalla pop music. Come x il Liverpool che utilizza la song ‘You’ll never walk alone’
You'll Never Walk Alone Liverpool V Barcelona (Intégration désactivée, limite atteinte)
o come il Manchester City i cui tifosi cantano ‘blue moon’.
Il folk come alternativa alla pop music è un fenomeno generalizzato. Negli Usa da un secolo abbiamo il genere country, genere che ci sarà sempre e a sé stante. E ogni paese ha la sua alternativa, sviluppata spesso localmente.

La ricerca delle vecchie tradizioni musicali suona un po’ falsa, ma è stata adottata comunemente. La musica celtica inglese è + folk music che altro. Pochi son stati gli artisti di vera grandezza. Come i Pentangle o i Fairport , che però han generato almeno 3 grandi chitarristi e 3 affascinanti voci femminili. Va anche detto che i musicisti mainstream anglo irlandesi hanno spesso attraversato l’onda folk da Sinead ‘O Connor a Jeff Beck a Jimmy Page a Van Morrison il cui disco ‘Astral weeks’  splende tuttoggi a distanza di 50 anni.

Quindi questo topic non può regalare valori assoluti ma è un’interpretazione personale dell’idea + generale che si ha della celtic music e del suo intrinseco essere folk.

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« Risposta #11 inserito:: Sabato 06 Agosto 2011 23:35 23 »

Women

Il riferimento è ad artiste single degli ultimi 35 anni. Con un’escursione in altri luoghi, Usa esclusa.
Non sono molte. Le cantanti precedentemente venivano dal pop. Come Petula clark
Petula Clark - Downtown (Intégration désactivée, limite atteinte)
DownTown
e Cilla Black.
Cilla Black - You're My World [Very Good(+) quality] (Intégration désactivée, limite atteinte)
you're my world
a parte Lulu (born Marie McDonald McLaughlin Lawrie, 3 November 1948 in Scozia) che si convertirà presto all’easy
lulu shout 1965 ready steady go (Intégration désactivée, limite atteinte)
shout. Vedi poi video ironico di diversi anni dopo sempre con ‘Shout’
Lulu - Shout (Intégration désactivée, limite atteinte)

Kate Bush

Born Catherine Bush  (Bexleyheath (Kent), 30 luglio 1958),

Conosciuta per la sua voce da soprano - in grado di produrre un'estensione di tre ottave e per il suo modo di concepire e fare musica, ha avuto un successo internazionale a partire dal suo debutto nel 1978 con l'hit Wuthering Heights ispirato al romanzo omonimo di Emily Brontë. Il brano rimase al numero uno nelle classifiche britanniche per quattro settimane e venne apprezzato anche negli altri Paesi, oltre a farle guadagnare un encomio dalla Brontë Society. Oltre a tale brano altri sono stati i successi che scalarono le classifiche internazionali negli anni come Babooshka, Moving, Running up that hill, The sensual world, The Man with the Child in His Eyes, Don't Give Up (in coppia con Peter Gabriel).

Fu introdotta nell'ambiente discografico da David Gilmour dei Pink Floyd, che riconobbe il suo talento e finanziò le sue prime sessioni demo attirando l'attenzione della propria casa discografica, la EMI. Da allora hanno lavorato spesso insieme, sia su progetti occasionali che in concerto.

Con il suo stile singolare, Kate Bush ha influenzato la musica di molti altri artisti, da Tori Amos a Björk, da Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins a Sinéad O'Connor ai The Cure.

Anche nei suoi primi lavori dove il piano era lo strumento primario, la Bush ha raccolto influenze diverse, fondendo musica classica, rock e un'ampia gamma di suoni etnici e folk. Più di un critico ha usato il termine "surreale" per descrivere la sua musica. L'uso non apologetico della voce è uno dei suoi tratti distintivi.

Ha affrontato argomenti delicati e tabù molto prima che farlo fosse "di moda"; Kashka from Baghdad è una canzone che parla di una coppia omosessuale; Breathing analizza le conseguenze di un disastro nucleare. I suoi testi sono ricchi di citazioni colte e talvolta relativamente oscure.

Ha lavorato con Peter Gabriel in due dei suoi album (in entrambi i casi contribuendo a hit di successo: Games Without Frontiers e Don't Give Up); Gabriel è inoltre apparso in uno speciale televisivo su di lei nel 1979, e viene da alcuni considerato un mentore della Bush (la cui musica sembra risentire dell'influenza di Gabriel soprattutto nel periodo di The Dreaming e Hounds of Love). Il duetto Gabriel-Bush nella canzone di Roy Harper Another Day aveva fatto supporre la realizzazione di un singolo, ma che non è mai stato pubblicato. Harper è un altro collaboratore frequente: compare nella sua canzone Breathing, e la Bush compare negli album di Harper HQ, Once (entrambi anche con Gilmour) e The Unknown Soldier.

Ha spesso cantato in duetti con Midge Ure, Big Country ed altri artisti nei loro album. Molti artisti importanti hanno lavorato con lei in alcuni dei suoi più recenti album, a partire dal chitarrista rock Jeff Beck, per finire con Prince.

La sua prima apparizione televisiva avvenne in Germania all'interno del programma Bio's Bahnhof il 9 febbraio del 1978; in Gran Bretagna esordì il 16 febbraio dello stesso anno con Top of the Pops; mentre negli Stati Uniti d'America fece la sua prima comparsa al Saturday Night Live il 9 dicembre sempre del 1978.

L'unico tour della Bush è avvenuto tra aprile e maggio del 1979, ed in seguito si è esibita dal vivo solo occasionalmente. Molteplici possono essere le ragioni della sua riservatezza, tra queste il fatto che ritiene di dover controllare totalmente il prodotto finale, il che è incompatibile con l'esibizione dal vivo sul palco. Si sono registrate però anche voci di una paralisi, di una irresistibile paura di volare, e si è ipotizzato un profondo shock per la morte a soli 21 anni di Bill Duffield, il suo direttore delle luci, che morì in un incidente durante il suo concerto del 20 aprile 1979 al London Palladium cadendo da un'altezza di sei metri
Nel 1993, diresse e interpretò un cortometraggio, The Line, the Cross and the Curve, un musical con Miranda Richardson come co-protagonista e con le musiche tratte dall'album The Red Shoes, a sua volta ispirato dal film Scarpette rosse (The Red Shoes).

Kate Bush non compare in pubblico dalla fine degli anni novanta. Indiscrezioni non confermate sostengono che abbia sofferto di un esaurimento nervoso. Nel 1999 ha dato alla luce un bambino, Bertie, il cui padre è il chitarrista Danny MacIntosh a singer Songwriter born nel Michigan

A più di dieci anni dal suo ultimo album, nel dicembre 2004 ha scritto una lettera ai fan in cui annunciava un album nel 2005. L'album doppio Aerial è uscito il 7 novembre 2005 ed è stato accolto molto positivamente dalla critica.

Albums

    The Kick Inside (1978, #3)
    Lionheart (1978, #6)
    Never for Ever (1980, #1)
    The Dreaming (1982, #3)
    Hounds of Love (1985, #1)
    The Sensual World (1989, #2)
    The Red Shoes (1993, #4)
    Aerial - A sea of honey (novembre 2005, #2)
    Aerial - A sky of honey (novembre 2005, #2)
    Director's Cut (maggio 2011, #2)

Kate in carriera ha venduto moltissimo. Siamo al top o quasi. Carriera saggia con una certa introversione personale. Non molti dischi ma tutti di qualità e sempre ben recensiti dalla critica. Talento allo stato puro.

Kate Bush Wuthering Heights. (Intégration désactivée, limite atteinte)
Kate Bush - Wuthering Heights (Intégration désactivée, limite atteinte)
Wuthering Heights ::: Kate Bush and Lyrics (Intégration désactivée, limite atteinte)
Wuthering Heights song straordinaria in tutti i sensi. Siamo allo stato dell’arte.
Kate Bush - The Man With The Child In His Eyes (1979 Xmas Special) (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Man With The Child In His Eyes
Kate Bush - Wow - High Quality (Intégration désactivée, limite atteinte)
Wow
Kate Bush - Breathing - Official Music Video (Intégration désactivée, limite atteinte)
Breathing
Babooshka - Kate Bush (Intégration désactivée, limite atteinte)
Babooshka
Kate Bush - December Will Be Magic Again - Snowtime Special (Intégration désactivée, limite atteinte)
December Will Be Magic Again
Kate Bush - Sat in Your Lap - Official Music Video (Intégration désactivée, limite atteinte)
Sat in Your Lap
Kate Bush - Running Up That Hill - Official Music Video (Intégration désactivée, limite atteinte)
Running Up That Hill
Kate Bush - Hounds of Love - Official Music Video (Intégration désactivée, limite atteinte)
Hounds of Love
Kate Bush The Big Sky (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Big Sky
Peter Gabriel & Kate Bush -Don't Give Up (Intégration désactivée, limite atteinte)
Peter Gabriel & Kate Bush -Don't Give Up
Kate Bush - The Sensual World (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Sensual World
Kate Bush - Rocket Man (Wogan) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Rocket Man
Kate Bush - Rubberband Girl - Official Music Video (Intégration désactivée, limite atteinte)
Rubberband Girl
Kate Bush, The Man That I Love. (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Man That I Love
Kate Bush - King of the Mountain - Official Music Video (Intégration désactivée, limite atteinte)
King of the Mountain
Kate Bush - Deeper Understanding - Official Video (Intégration désactivée, limite atteinte)
Deeper Understanding 2011


Bonnie Tyler


Bonnie Tyler, born Gaynor Hopkins (Swansea, 8 giugno 1951), gallese.

Dotata di una potente voce rauca, dal timbro particolarmente riconoscibile, Bonnie Tyler comincia la sua carriera verso la metà degli anni settanta, colpendo il pubblico con la sua voce potente, stridula, rauca e graffiante, riscuotendo un discreto primo successo nel 1975, col singolo My My Honeycomb .La Tyler pubblica il suo primo album nel 1977, intitolato The World Starts Tonight. Il long playing non ottiene che un modesto, contenuto successo, che non impedisce però alla cantante di partire per una lunga tournée, con cui attraversa l'Europa continentale.
Nel 1977, alla Tyler vengono diagnosticati dei noduli alle corde vocali, ad uno stadio così avanzato da rendere necessaria un'operazione immediata, che la costrinse a non potere nemmeno parlare per sei settimane. Un giorno, durante la convalescenza, accidentalmente lanciò un grido, che aggiunse al suo timbro vocale il distintivo tono rauco. Inizialmente, si pensò che questo significasse la fine della sua carriera di cantante. Invece, cosa che sorprese lei per prima, il singolo successivo la rese una star di fama internazionale: intitolato "It's a Heartache". L'album Natural Force venne ripubblicato per il mercato statunitense, con il nuovo titolo It's a Heartache (come il singolo).

All'inizio degli anni ottanta, incaricherà il produttore dei Meat Loaf, Jim Steinman, di scrivere le sue canzoni, e i brani Total Eclipse of the Heart e Faster Than the Speed of Night, cantati in coppia con lo stesso Steinman, conquisteranno le platee di tutto il mondo, vendendo milioni di dischi. Il brano diventa una hit mondiale, raggiungendo il Numero 1 in 18 paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Australia, Giappone, Germania, Canada e USA (dove resta in vetta per 4 settimane). Faster Than the Speed of Night entra nella classifica inglese direttamente al Numero 1, assicurando alla Tyler un posto nel Guinness dei primati come prima artista femminile britannica in assoluto a poter vantare un album entrato direttamente al Numero 1 nella relativa classifica britannica.
Anche Holding Out for a Hero, scritta per la colonna sonora del film "Footloose" sarà un grande successo.
Con Total Eclipse of the Heart, Bonnie ottiene anche una nomination per il Grammy Award come «Migliore Performance Vocale Femminile Pop». Nel 1984, la cantante esegue il pezzo ai Grammy Awards, ricevendo un'altra nomination per il Grammy come «Migliore Cantante Femminile Rock» per "Here She Comes", una canzone che fa parte della colonna sonora della restaurazione del 1984 dello storico film "Metropolis”.
Da questo momento si procede stancamente , Steinman non c’è + o quasi, ed oggi Bonnie è quasi dimenticata.

Bonnie Tyler - My! My! Honeycomb (Intégration désactivée, limite atteinte)
My My Honeycomb
Bonnie Tyler: The World Starts Tonight (Intégration désactivée, limite atteinte)
The World Starts Tonight
Bonnie Tyler It's A Heartache (Intégration désactivée, limite atteinte)
It's a Heartache
Bonnie Tyler - Faster Than The Speed Of Night (Intégration désactivée, limite atteinte)
Faster Than the Speed of Night
Bonnie Tyler Live Total Eclipse of the Heart 1984 Grammy's (Intégration désactivée, limite atteinte)
Total Eclipse of the Heart 1984
Bonnie Tyler - Learn to Fly (Intégration désactivée, limite atteinte)
Learn to Fly
Here She Comes (Metropolis) / Bonnie Tyler (Intégration désactivée, limite atteinte)
Here She Comes (Metropolis)

Sally Oldfield

Sally Oldfield (Dublino, agosto 1947) è una musicista e cantante britannica di origini irlandese. È sorella di Mike Oldfield notevole compositore piuttosto atipico.
Verso la fine degli anni sessanta registra, insieme al fratello Mike (il duo si intitola "Sallyangie"), un raro LP di musiche originali di stampo folk, Children of the Sun, edito dalla Transatlantic. Oltre ad alcun singoli tratti dall'album prosegue la sua attività di musicista collaborando nei primi album del blasonato fratello Mike (in particolare Tubular Bells, Hergest Ridge, Ommadawn, Incantations, Tr3s Lunas e Tubular Bells 2003). Nel 1978 Sally pubblica Water Bearer, album di gradevole impianto folk che contiene, tra l'altro l'hit Mirrors.
La sua attività è proseguita stancamente.
 
You set my gypsy blood free (Sally Oldfield) (Intégration désactivée, limite atteinte)
You set my gypsy blood free
Sally Oldfield - Morning of my Life (Intégration désactivée, limite atteinte)
Morning of my Life
Sally Oldfield - Easy (Intégration désactivée, limite atteinte)
Easy
Sally Oldfield Mirrors (Intégration désactivée, limite atteinte)
Mirrors
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« Risposta #12 inserito:: Sabato 06 Agosto 2011 23:38 23 »

Sade Adu

Born Helen Folasade Adu (Ibadan, seconda città della Nigeria, 16 gennaio 1959), è una cantante britannica.
Nata da padre nigeriano e madre britannica, poco dopo la sua nascita la famiglia si trasferì in Inghilterra vivendo prima a Clacton-on-Sea quindi, dal 1984, a Camden Town presso Londra.
La sua carriera musicale è cominciata come cantante di due gruppi funk britannici, Arriva e Pride, prima di dar vita al gruppo che porta il suo nome, presentato per la prima volta nel 1984 durante lo show The Tube di Channel 4.
Sade è apparsa in film quali Absolute Beginners (1986)
Il suo è un canto rilassante, di classe, un misto di jazz & soul. Abbastanza stancante alla lunga. Ogni tanto rispunta.

Sade - Smooth Operator (Intégration désactivée, limite atteinte)
Smooth Operator
Sade - The Sweetest Taboo (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Sweetest Taboo
Sade - Nothing Can Come Between Us (Intégration désactivée, limite atteinte)
Nothing Can Come Between Us
Sade - By Your Side (Intégration désactivée, limite atteinte)
By Your Side
Willow - 21st Century Girl (Intégration désactivée, limite atteinte)
21st Century Girl 2011

Tanita Tikaram

Tanita Tikaram (Münster, 12 agosto 1969) songwriter britannica.
Di origini indiane, figiane e malesi (suo padre era un ufficiale dell'esercito britannico), la Tikaram nasce a Münster (Nord Reno-Westfalia), in Germania occidentale, ed in seguito si trasferisce con la famiglia a Basingstoke, nel Regno Unito.
Il suo album di debutto del 1988 Ancient Heart, preceduto dal singolo Good Tradition, consegue un vero successo, e prelude ad un tour mondiale. Il video dell'enigmatica Twist in my Sobriety (il secondo singolo, in assoluto il più conosciuto), realizzato in bianco e nero in un'area rurale del Sudamerica da Gerard de Thame, vince numerosi premi. I successivi singoli tratti dall'album sono Cathedral Song e World Outside Your Window.
L'album seguente, The Sweet Keeper, vede la Tikaram guadagnare i consensi della critica.
La sua voce sensuale è accompagnata dalla chitarra acustica, con il risultato di un sound suggestivo e vellutato. Il successo arriva quando Tanita non è ancora ventenne, ma il suo stile nel corso degli anni diverrà sempre più sofisticato e meno radiofonico. Insomma c’è e non c’è.

Tanita Tikaram - Good Tradition (Intégration désactivée, limite atteinte)
Good Tradition
Tanita Tikaram - Twist in my Sobriety (Intégration désactivée, limite atteinte)
Twist in my Sobriety
Tanita Tikaram - Cathedral Song (Intégration désactivée, limite atteinte)
Cathedral Song
Tanita Tikaram - Lovers in the City (Intégration désactivée, limite atteinte)
'Lovers in the City'
The Cappuccino Song / Tanita Tikaram (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Cappuccino Song
TANITA TIKARAM my love (Intégration désactivée, limite atteinte)
My love

Discografia

Ancient Heart (1988)
The Sweet Keeper (1990)
Everybody's Angel (1991)
Eleven Kinds of Loneliness (1992)
Lovers in the City (1995)
The Best of Tanita Tikaram (1996)
The Cappuccino Songs (1998)
Sentimental (2005)

Nel periodo ci son stati alcuni gruppi pop e rnb femminili. Gran successo x le Spice Girls (5 ragazzotte discretamente intonate e una di queste , la + furba, ha stregato il calciatore Beckam giusto come può farlo una vera strega).
Spice Girls : Viva Forever.LIVE.HQ.1998.(Last Time Together) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Spice Girls performing Viva Forever

Sinéad O'Connor

Born Sinéad Marie Bernadette O'Connor (Dublino, 8 dicembre 1966) songwriter irlandese.
Sinéad, nata a Dublino da famiglia numerosa (suo fratello, Joseph O'Connor è uno scrittore di successo), è una delle voci più affascinanti degli anni ottanta e novanta, artista dalla spiccata personalità, che deve la sua fama sia alla musica ma anche al suo essere anticonformista; celebre il suo look fuori dal comune (ha spesso i capelli rasati a zero) e alle sue opinioni controverse.
Sinéad impara a suonare la chitarra e a comporre canzoni mentre frequenta la scuola. All'età di 14 anni si unisce al gruppo irlandese In Tua Nua col quale debutta come autrice nel brano Take my hand che diventa un successo nel 1984 .

Nel 1985 Sinéad si trasferisce a Londra per lavorare al suo primo album. The Lion and the Cobra, scritto e prodotto dalla stessa Sinéad viene pubblicato nel 1987 ed è un immediato successo di pubblico e critica, nell'album appare anche una giovane Enya che nel brano Never get old recita in gaelico alcuni passi della Bibbia. Sull'onda del successo del disco Sinéad intraprende un tour attraverso l'Europa e gli Stati Uniti
Il 1989 vede inoltre il debutto di Sinéad come attrice nel film Hush-A-Bye-Baby.
In campo musicale il suo successo maggiore rimane legato al singolo Nothing Compares 2U, del 1990, e incluso nell'album I Do Not Want What I Haven't Got. Il brano è una struggente ballata romantica e raggiunse i vertici delle classifiche mondiali. Prince, nel 1985, l'aveva composta e affidata ai Family che la inclusero nel loro unico disco, rivelatosi un totale insuccesso. La O'Connor, dopo cinque anni, spinta dal suo manager, reinterpreta a suo modo il brano, altrimenti destinato a rimanere sconosciuto.

Sempre tra il 1990 e il 1991 ha una relazione col celebre cantante Anthony Kiedis membro del gruppo Red Hot Chili Peppers, il quale le dedica la canzone I Could Have Lied (contenuto nell'album Blood Sugar Sex Magik), ma, nonostante questo amorevole gesto, Sinéad pianta senza un reale motivo l'eccentrico signor Kiedis (all'epoca solo un giovane Punk Rocker), andandosene con un aereo da Los Angeles.
Nel 1992 dopo essersi rifiutata di cantare l'inno americano strappa una foto del papa in diretta.
Frank Sinatra dichiarò ufficialmente di volerla prendere a calci nel culo.
Nel mese di ottobre dello stesso anno, infatti, mentre cantava War di Bob Marley al Saturday Night Live cambiò inaspettatamente le ultime parole del testo per riferirsi esplicitamente al problema della pratica della pedofilia denunciata contro alcuni esponenti della Chiesa di Roma negli Stati Uniti d'America, diciamo in anticipo sui tempi. Al termine della canzone immediatamente strappò davanti alle telecamere una foto di Papa Giovanni Paolo II dicendo con fermezza "combattete il vero nemico". Nel 1997, la O'Connor durante un'intervista ha pubblicamente chiesto scusa al Papa per tale gesto.
La cantante partecipa al concerto presso il Madison Square Garden dedicato ai trent'anni di carriera di Bob Dylan ma, salita sul palco, il pubblico comincia a insultarla per via delle sue posizioni provocatorie. La O'Connor aspetta in silenzio che il pubblico si calmi, poi perde le staffe, fa segno di non avere alcuna intenzione di cantare e comincia a recitare arrabbiata la canzone War di Bob Marley. Il pubblico rimane ammutolito mentre lei esce e viene abbracciata da un comprensivo Kris Kristofferson.
Sinead O'Connor: il Vero Nemico è il Vaticano (War - 1992) - Sub Ita 1/1 (Intégration désactivée, limite atteinte)

L'album del 1994 Universal Mother non ottiene particolari consensi, e in realtà anche gli album successivi non arriveranno mai più a toccare il picco di popolarità dei primi album, anche per via del diradarsi delle apparizioni pubbliche della cantante e alla scarsa promozione dei suoi lavori.
Nei tardi anni novanta la cantante è stata ordinata prete da un movimento cattolico indipendente, decidendo di farsi chiamare Madre Bernadette Mary, annunciando nel 2003 di avere intenzione di abbandonare l'industria discografica. Pur continuando a esibirsi, nel 2005 dichiara in una intervista rilasciata a Interview che la sua missione è di "salvare Dio dalla religione."[5]
Il 4 ottobre 2007 durante l'Oprah Winfrey Show, la O'Connor ha dichiarato di aver tentato il suicidio il giorno del suo trentatreesimo compleanno a causa dei disturbi dei quali soffrirebbe da circa 4 anni.

Sinead è forse  la + dotata delle singers in circolazione. Ma si è creata una montagna di problemi, da sola.
Best song la cover di Elton John di ‘Sacrifice.’

Sinéad O'Connor - She moved through the Fair - Sult 1997 (Intégration désactivée, limite atteinte)
She moved through the Fair
Sinead O' Connor - Jackie (Intégration désactivée, limite atteinte)
Jackie
Sinead O'Connor - Silent night ( with lyrics) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Silent night
Sinead O'Connor -Oro Se Do Bheatha Bhaile (Intégration désactivée, limite atteinte)
Oro Se Do Bheatha Bhaile
Sinead O'Connor -The Moorlough Shore (Intégration désactivée, limite atteinte)
The Moorlough Shore
Sinead O'Connor - John I Love You performance (1994)(HQ) (Intégration désactivée, limite atteinte)
John I Love You
Sinead O'Connor & Shane MacGowan - Haunted (ZANG 65) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Sinead O'Connor & Shane MacGowan - Haunted
Sinead O' Connor - My Lagan Love (Intégration désactivée, limite atteinte)
My Lagan Love
Sinéad O'Connor - Nothing Compares 2U (Intégration désactivée, limite atteinte)
Nothing Compares 2 U
One MOre Day - Sinead O'Connor (Intégration désactivée, limite atteinte)
One More Day
Sinead O'Connor - Sacrifice (Intégration désactivée, limite atteinte)
Sacrifice
Sinéad O'Connor : Chiquitita (ABBA) 1998 (Intégration désactivée, limite atteinte)
Chiquitita

Discografia in studio

1987 - The Lion and the Cobra
1990 - I Do Not Want What I Haven't Got
1992 - Am I Not Your Girl?
1994 - Universal Mother
1997 - Gospel Oak (EP)
1997 - So Far...The Best Of Sinéad O'Connor
2000 - Faith and Courage
2002 - Sean-Nós Nua
2003 - She Who Dwells in the Secret Place of the Most High Shall Abide Under the Shadow of the Almighty
2005 - Collaborations
2005 - Throw Down Your Arms
2007 - Theology
2011 - Home

Per gli appassionati c’è da tempo in giro un box di 8 cds non ufficiale che ce la presenta in tutto il suo fulgore.
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« Risposta #13 inserito:: Sabato 06 Agosto 2011 23:41 23 »

Gabrielle

Gabrielle, born Louise Gabrielle Bobb (Londra, 16 aprile 1970), è una cantante britannica.

Il suo singolo di debutto "Dreams" è uscito nel giugno 1993. Il singolo è entrato nella classifica nazionale inglese direttamente al secondo posto, diventando la numero uno la settimana successiva e rimanendo in vetta per tre settimane.
Usando un sample di "Knockin' on Heaven's Door" di Bob Dylan, il singolo Rise diventa il secondo numero uno inglese per Gabrielle nel 2000. Anche l'album omonimo raggiunse la vetta e rimase in classifica per 87 settimane.
Altri singoli di successo sono stati "Give Me A Little More Time", "Walk on By", "If You Ever" - in duetto con East 17 e "Out of Reach" tratto da Il diario di Bridget Jones.
Nel 2007 è uscito un nuovo singolo, "Why". Gabrielle è una singer di classe anche se si propone poco.
Album

1993: Find Your Way
1996: Gabrielle
1999: Rise
2001: Dreams Can Come True, Greatest Hits Vol. 1
2004: Play to Win
2007: Always

Gabrielle Dreams With Lyrics (Intégration désactivée, limite atteinte)
dreams
Gabrielle-Rise (Intégration désactivée, limite atteinte)
rise
Should I stay - Gabrielle (with lyrics) (Intégration désactivée, limite atteinte)
Should I stay
Gabrielle - If You Ever (with East 17) (Intégration désactivée, limite atteinte)
If You Ever (with East 17)

Joss Stone

Joss Stone (born Joscelyn Eve Stoker; 11 April 1987) is an English (Dover) soul and R&B singer–songwriter and actress. 24 anni.Bianca.
Joss apparsa sulle scene musicali a 16 anni, ha sempre mostrato forza e intensità, nonostante ci fosse ai tempi chi insisteva che essendo così giovane non sapesse cosa stava facendo.
 I critici dissentivano, definendola una cantante che possiede una "vena ricca, profonda, piena di soul," come ha scritto il New York Post, "contrariamente a qualsiasi cantante della sua generazione."
"Newsweek" scrive: "La Stone sa cantare in tono triste, profondo, di gola, alzare la sua voce in modo soave, o darci dentro come si deve."
Ha fatto 4 album finora di valore. Negli USA la stanno adottando. Viene etichettata come un prodotto nu soul, in realtà è molto di più.
Nel febbraio 2006, si è unita a Stevie Wonder, John Legend e India.Arie per lo show pre-partita del Super Bowl XL, mentre nella serata dei Grammy Awards del 2006 è apparsa con Legend e Van Hunt cantando un medley di successi della star del soul Sly Stone. La loro cover di "Family Affair", che appare nell’album di tributo agli Sly Stone Family ha vinto un Grammy Award nel 2007.
«I am Joss Stone and I am a vegetarian».
Grandissima promessa x il rnb.

Joss Stone - You Had Me (Intégration désactivée, limite atteinte)
"You Had Me"
Joss Stone - Fell In Love With A Boy (Intégration désactivée, limite atteinte)
Joss Stone - Fell in Love with a Boy
Joss Stone - Son of a Preacher Man (Intégration désactivée, limite atteinte)
Joss Stone performing Dusty Springfield's 'Son of a Preacher Man' live
Joss Stone new single baby baby baby (Intégration désactivée, limite atteinte)
Joss Stone - Baby Baby Baby live
Jeff Beck and Joss Stone - People Get Ready [2007] (Intégration désactivée, limite atteinte)
Jeff Beck and Joss Stone performing People Get Ready
Joss Stone & James Brown Men's World (Intégration désactivée, limite atteinte)
Joss Stone & James Brown Men's World live. Qui James (R.I.P.)

Joss tiene il palco come nessun’altra inglese. E’ brava bella e simpatica. Il maggior difetto è il cantare scalza come faceva il suo idolo Dusty Springfield.
Il giorno che si prenderà un ‘infezione forse smetterà.

Amy Winehouse


Amy Jade Winehouse (Londra, 14 settembre 1983 – Londra, 23 luglio 2011) songwriter di neanche grande talento e fisicamente pure modesta.
Ha debuttato nel mondo della musica pubblicando, nel 2003, per l'etichetta discografica Island, l'album di debutto Frank, che riscuote un buon successo di pubblico e critica. Il vero successo arriva nel 2007, con l'uscita del secondo album Back to Black, che trainato da singoli come Rehab, Love Is a Losing Game e l'omonima traccia Back to Black ha scalato le classifiche mondiali.
Contemporaneamente, l'artista ha fatto spesso parlare di sè per severi problemi legati a droga, alcool e disordini alimentari che l'hanno portata a ritardare la realizzazione del suo terzo album fino alla prematura morte, avvenuta nella sua casa in circostanze poco chiare.
Amy dopo il successo effimero ha giocato a far l’americanina e si è bruciata. Qui viene citata giusto x completezza.

Amy Winehouse - Back To Black (Intégration désactivée, limite atteinte)
Back To Black. (C) 2006 qui al suo meglio

rest and peace amy Sad
Registrato

Αθήνα , Πραξιτέλης : Αφροδίτη ο Κνίδιος (400 circa B.C.)
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