allora, sperando di non annoiarvi, un po' di analisi tecnica. scene iniziali. b. al colloquio sembra determinata, sa perché si trova lì. superate le esitazioni, risponde a una vocazione profonda nel personaggio. smart, tenacious, innovative thinker, ha basato la sua vita prevalentemente sull'aspetto professionale (e non solo per paura, come dirà jim). si è sempre vista, considerata, pensata come una detective, e questa opportunità rappresenta il coronamento delle sue indubbie qualità. dunque sembra proprio che abbia deciso. ma mentre siede, due fulminei secondi di primo piano sul suo viso angosciato. dunque, indizi contraddittori, è decisa o no?
è la volta di c., ed è alexis ad annunciare il tema della puntata, "i can't let fear win". sempre lei "it's not i'm going away forever" e c., profetico e preoccupato pensa a b "no, but it sounds like someone has...". (e qui un fan comincia a preoccuparsi...)
terza scena, il ritardo di b. un finto sorriso, sì, tutto bene. e si va al cadavere. altri due fulminei secondi di primo piano su b., tesa e preoccupata. per tacere delle infinite frasi fuori contesto, e primi piani di b. nella scena del colloquio coi genitori della ragazza trovata uccisa "it'not her", e b. che si chiede chi è veramente, chi vuole diventare. e nel seguente dialogo con c. allude a sé stessa "maybe she just broke under the pressure of being perfect. or maybe she just decided she needed a change". eloquente, e l'angoscia del fan aumenta. raggiungendo il primo violento picco quando c. le chiede dov'era stata quella mattina, e b. si limita a "my phone has been off". primo piano di b., forse preoccupata, forse imbarazzata, forse entrambe le cose

.
ma quando c. ha l'intuizione del wi-fi, e lei lo segue aiutandolo a svilupparla, sono minuti magnifici, pieni di brio, intelligenza, complicità. (cavolo, quanto si completano bene 'sti due!). e all'invito di c. a cena da lui, lei sorride, distesa e rasserenata. per la prima volta nell'episodio. secondo me ha deciso di parlargli, e non vuole più partire. ma arriva la perfida gates, con elogi e raccomandazioni, a incasinare di nuovo tutto "this could be your last case".
b. appare smarrita, come se la situazione che ha messo in moto le sia sfuggita di mano.
in realtà è soprattutto paura, hai ragione Dia, di dover scegliere. perché b. è un personaggio alla continua ricerca di sé stessa, un mistero insolubile mica solo per c.

intendo dire, questo è uno show sofisticato, elegante, artisticamente di altissimo livello. il pattern non potrebbe mai e poi mai essere un banale "amore o lavoro", da soap opera. qui la questione s'intreccia con la self-definition del personaggio di gran lunga principale dell'opera, il giallo nei gialli. chi è kate beckett? è lei stessa che vuole saperlo, per poter scegliere. è la b. che era diventata e si era abituata ad essere prima che arrivasse c. a graffiare sui suoi muri, o è quella che si è intravista qua e là fino ad "always"? conflitto interiore sempre più lacerante, che giustifica le continue oscillazioni del personaggio. i pochi momenti di armonia con c. sono quelli legati alle indagini, in cui b. si rende sempre più conto dell'importanza di lui., e forse di essere felice anche come "just an homicide cop". gli avvenimenti però incalzano, e b. sembra sempre più presa nella rete degli eventi che lei stessa, ahimè, ha lanciato. e gli eventi trascinano i due all'ultima scena. impossibile immaginare con certezza che cosa b. abbia deciso di dire a c.(lo scopriremo a settembre). le scene precedenti si possono interpretare in diversi modi. personalmente credo lei si sia sentita tentata di lasciarsi dagli eventi, ma dia a questo incontro un'importanza decisiva. credo abbia deciso di restare e voglia parlare, confidarsi, che sia seriamente tentata di lasciar cadere definitivamente tutti i muri. per diventare, compitamente e felicemente, "just an homicide cop" . ma per questo ha bisogno che c. le sorrida, la ascolti, la incoraggi. le sia accanto, insomma. per poter essere quell'altra kate, che lei stessa non ben conosce, ha bisogno di lui. per vincere la paura.
lei sorride, titubante, ma lui la gela. distante, sguardo fisso nel vuoto. i due siedono sì sulle altalene, simbolicamente così importanti nello show, ma altrettanto simbolicamente in direzioni opposte. e poi le parole aspre di c., i primi piani di b., tutto sembra chiaramente annunciare la rottura. che però non arriva, anzi , mega twist, arriva la proposta. eppure l'espressione di lui in soggettiva, il focus sul suo viso, poi sull'anello, la musica angosciante, e il viso di b., tutto appare stonato, sbagliato, diverso da come dovrebbe essere. il classico anticlimax. ma come, il momento tanto atteso, e così sapientemente preparato con scene, dialoghi, allusioni in tutte le serie precedenti, si realizza così? non è possibile. dunque dobbiamo immaginare che sia, da parte del beffardo am, una specie di assaggino semiamaro del dolce sontuoso che continua a prometterci. la proposta vera ci sarà, un giorno, e sarà di sicuro memorabile. ma non ora.
per il momento b. ha ricevuto due proposte, entrambe serie e definitivamente impegnative, delle quali l'una esclude l'altra. a chi dei due dirà "yes"?
a nessuno dei due, forse. ma come?
come dice am, it's complicated

il povero c., Dia, hai ragione ad essere clemente con lui. ha le sue paure da vincere, fatto del suo meglio, non si può pretendere troppo da lui. che sarebbe quello famoso, quindi dà il nome alla serie, ma la sua funzione è solo quella di affiancare attivamente nel suo viaggio alla scoperta di sé il personaggio principale, kate beckett.
a me, complessivamente, la puntata non è piaciuta per l'eccesso di angoscia. troppo dramma intimista, e troppo poco divertente. mi aspetto almeno, quale dolcetto in vista d'una season 6 complicated, una premiere scintillante come " a deadly affair".