[info & news] Cos'è la "Fringe Science"?

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline webmistress (aka superbiagi)

  • The Boss
  • *
  • 27279
  • Sesso: Femmina
  • You don't want to wake the dragon!
    • subsfactory
[info & news] Cos'è la "Fringe Science"?
« il: Giovedì 05 Giugno 2008 23:50 23 »
La scienza di confine (dall’inglese fringe science) è per sua stessa definizione, quella serie di controverse teorie o discutibili ricerche scientifiche che si pongono ai confini della corrente principale delle discipline accademiche convenzionalmente riconosciute. Quella di “scienza di confine” è una frase utilizzata per descrivere qualsiasi indagine scientifica in un campo di studio ben definito ed istituzionalizzato, che si allontana significativamente dalle teorie accettate dalla corrente principale (in inglese mainstream) di quei ricercatori o che sono eterodosse rispetto a teorie ortodosse che sono alla base o comuni a molte altre discipline scientifiche.

Tradizionalmente, il termine “scienza di confine” viene utilizzato per descrivere teorie inusuali e modelli per la scoperta che comunque si basano su principi scientifici stabiliti come validi. Queste teorie possono essere difese da scienziati che sono autorità riconosciute dalla vasta comunità scientifica (tipicamente grazie alla pubblicazione di studi approvati con la metodica peer review da scienziati di pari grado di reputazione), ma spesso questo non è sempre il caso. Spesso la corrente principale di ogni scienza commetterà errori o piccole imprecisioni, ma per lo più il campo basico e comune di queste scienze si accorda a standard accettati, e la sua tipica caratteristica ad opporsi a cambiamenti profondi, da luogo ad approfonditi e ponderati giudizi collettivi come reazione a proposte rivoluzionarie. Alcune tra le odierne teorie ampiamente condivise (come ad esempio in planetologia e geologia la “tettonica a placche”) vennero classificate al loro apparire come scienza di confine (o pseudoscienza) e rimasero sotto una cattiva luce, anche per molti decenni.

I confini categorici tra la scienza di confine e la pseudoscienza sono ampiamente messi in disputa. La scienza di confine è vista da molti scienziati come razionale ma piuttosto improbabile. Il consenso scientifico può dilazionare l’accettazione di una “scienza di confine” valida per un certo numero di ragioni, che include l’incompletezza dei dati presentati o la presenza di evidenze contraddittorie. Semplicemente, la scienza di confine può essere una protoscienza che non è stata ancora accettata dalla gran maggioranza degli scienziati. Uno scienziato “di confine” può eseguire osservazioni “al limite” ed arrivare a conclusioni “azzardate” pur seguendo i cardini del metodo scientifico.

Storicamente l’accettazione della “scienza di confine” da parte degli scienziati della corrente principale è dipesa dalla qualità delle scoperte che sono state fatte da quelli stessi scienziati o da l’intero comparto (ad. es la fisica nucleare), dalle premesse di base, dal significato ultimo dei sui risultati, dai traguardi e possibili applicazioni pratiche che si intravvedono. La frase “scienza di confine” è spesso considerata insultante. Questa convinzione può essere stata inspirata dalla eccentricità, dei ricercatori di punta ai confini della scienza (colloquialmente noti come scienziati pazzi).

Esempi contemporanei
Multiverso (teoria di di Hugh Everett III)

Il concetto di Multiverso viene formalizzato matematicamente nella “interpretazione a molti mondi” della meccanica quantistica, proposta da Hugh Everett III nella sua tesi di dottorato (MWI); questa interpretazione prevede che ogni misura quantistica porti alla divisione dell’universo in tanti universi paralleli quanti sono i possibili risultati dell’operazione di misura.
La teoria MWI ha un parametro di tempo condiviso. In molte delle sue formulazioni, tutti gli universi costituenti il multiverso sono strutturalmente identici, e possono esistere in stati diversi, con identiche leggi fisiche e valori delle costanti fondamentali. Gli universi costituenti sono inoltre non-comunicanti, nel senso che non può esservi un transito di informazioni tra di essi, anche se nell’ipotesi di Everett possono influenzarsi reciprocamente .
Il grande fisico svedese Niels Bohr liquidò questa teoria, che prevede la contemporanea coesistenza di tutte le soluzioni della funzione d’onda dell’elettrone, definendola come “una forma di teologia”, preferendo l’interpretazione di Copenhagen, che prevede il “collasso della funzione d’onda” al momento dell’osservazione.
Attualmente la teoria del Multiverso ha ricevuto nuove conferme dal punto di vista matematico.

fonte: wikipedia
« Ultima modifica: Mercoledì 23 Novembre 2011 17:48 17 da vale_bun »
"Una tenera HelloKitty con manie omicide sotto i circuiti da cyborg" (cit. Liunai)

Webmistress della nobile casata Subsfactory, la prima degli admin, la non bocciata, regina dei subber, dei MS e dei syncher, regina dei barbecue, Khaleesi della grande famiglia dei Revver, protettrice dei SIP, Mistress regnante dei server WordPress, distruttrice di utonti, madre dei binge.

Offline Fausto Intilla

  • 1
  • Sesso: Maschio
    • Oltre l'Universo Olografico
Re: Cos'è la "Fringe Science"?
« Risposta #1 il: Sabato 07 Giugno 2008 13:23 13 »
L'ipotesi di Everett (o "interpretazione a molti mondi"),impone numerose restrizioni al procedimento di quantizzazione.Tale ipotesi,suggerisce anche di imporre particolari restrizioni alle condizioni inerenti alla funzione d'onda dell'Universo;restrizioni che non appaiono naturali nelle altre interpretazioni.Secondo queste ultime,l'Universo odierno è costituito da un unico "ramo" generato nel lontano passato dalle forze a cui è dovuta la riduzione della funzione d'onda.Di conseguenza,nelle interpretazioni diverse dall'ipotesi di Everett,gli effetti quantistici della gravità consistono,almeno attualmente,nel generare piccole fluttuazioni attorno a un Universo essenzialmente classico.Questo punto di vista della cosmologia quantistica (sviluppato in profondità da J.V.Narlikar),porta a modelli cosmologici distinti da quelli suggeriti dall'ipotesi di Everett.Un'analisi dettagliata di ciò che un osservatore vedrebbe,mostra che vi sono delle differenze tra i modelli basati sull'ipotesi originale di Everett e quelli di Narlikar,anche se al giorno d'oggi l'evoluzione sarebbe descritta con ottima approssimazione da un Universo di Friedmann classico in entrambi i casi.
I due tipi di modelli differiscono enormemente in prossimità della singolarità iniziale,e ciò può portare a differenze osservabili tra quelli basati sull'ipotesi di Everett e quelli basati sulla riduzione della funzione d'onda.L'esistenza di queste differenze permette di ovviare alla critica principale mossa all'ipotesi di Everett dai suoi oppositori;critica esposta in modo molto conciso da Shimony:"Dal punto di vista di qualunque osservatore - o più esattamente,dal punto di vista di ogni "diramazione" di un osservatore - la diramazione del mondo da lui osservata si evolve in modo stocastico.Poichè tutte le altre diramazioni sono inaccessibili alle sue osservazioni,l'interpretazione di Everett ha esattamente lo stesso contenuto empirico - nel senso più ampio possibile - di una teoria quantistica modificata in cui sistemi isolati di tipo opportuno subiscono occasionalmente "salti quantici" che violano l'equazione di Schrödinger.Pertanto Everett ottiene l'evoluzione continua dello stato quantistico globale al prezzo di una violazione estrema del principio di Occam (...)"
L'ipotesi di Everett però non viola il principio di Occam.
Quando il sistema osservato è piccolo,l'Universo,inteso nel senso corrente di tutto ciò che esiste,non si scinde.Solo l'apparato di misura si scinde.Se decidiamo che è l'Universo a scindersi,esso consiste di tutti gli Universi classici permessi dal dominio,in cui la funzione d'onda dell'Universo non è nulla.Solo in apparenza quindi,questa è una violazione del principio di Occam;poichè uno dei problemi presenti a livello classico consiste nel considerare il fatto evidente che tra tutti i punti dello spazio dei dati iniziali delle equazioni di Einstein,uno solo è stato "realizzato".È un problema comune a tutte le teorie classiche.A livello classico,per risolvere questo problema si devono porre le condizioni iniziali sullo stesso piano delle leggi fisiche.Si devono inoltre introdurre ulteriori leggi fisiche per implicare la riduzione della funzione d'onda.Adottando l'ipotesi di Everett non si deve invece ricorrere a nessuna legge nuova,perchè in questo caso tutti i punti nello spazio dei dati iniziali corrispondono a Universi classici realmente esistenti.In definitiva quindi,la cosmologia fondata sull'ipotesi di Everett,amplia l'orizzonte ontologico per "risparmiare" sulle leggi fisiche.Applicare l'interpretazione di Copenhagen,alla cosmologia quantistica (e dal punto di vista dinamico,il collasso della funzione d'onda da essa postulato),appare quindi addirittura ridicolo.È assai probabile che in un futuro,a mio avviso non troppo lontano,l'ipotesi di Everett (interpretazione a molti mondi) sostituirà sia quella statistica che quella di Copenhagen.

Fausto Intilla
"La fisica tende a seguire le mode, e i guru della scienza indicano la direzione verso la quale devono andare le idee" - Michael Duff