Mi capita spesso di vedere un film che all'inizio,o per una buona prima meta',non mi convince del tutto e che poi si risolleva grazie al finale,perche' e' alla luce del finale che si possono comprendere meglio alcune dinamiche iniziali.Posso dire che una cosa simile mi e' successa con "Birdsong",e alla luce di questa seconda parte ho dato un'interpretazione diversa alla prima.
Quel bagliore iniziale che tanto mi ha infastidita,quell'amore di cui ho capito cosi' poco e quel personaggio femminile che ho trovato cosi' monocorde e superficiale rispetto alla complessita' dei personaggi maschili,non rappresentano i fatti cosi' come si sono verificati,ma i ricordi di un uomo giovane gettato nell'inferno piu' buio che si aggrappa ai brandelli del se stesso che fu per non sprofondare.
E i ricordi non sono mai oggettivi,non sono onesti,dipingono un quadro migliore o peggiore di quello che e' stata la realta',e di questo quadro fallace ho sentito il fastidio,ho avvertito la mancanza di un introspezione del personaggio femminile e di un sentimento che esigevo mi fosse descritto oggettivamente comprendendo solo nella seconda parte che tutto quello che avevo visto era cio' che Stephen ricordava,voleva ricordare,aveva bisogno di ricordare...
Quelli che pensavo buchi di sceneggiatura,sono invece silenzi e misteri sottaciuti al protagonista,non sappiamo perche' Isabelle abbia deciso di lasciarlo,non sappiamo neanche perche' abbia lasciato il marito,sappiamo solo quello Stephen sapeva o pensava di sapere,la vediamo con gli occhi di un ragazzo al suo primo amore,e poi con la mente di un uomo circondato dalla morte che ha bisogno di luce e speranza almeno nei suoi sogni,quindi di Isabelle non sappiamo proprio niente...
Quando la ritrova pallida,smunta,ferita,non c'e' nulla di quell'Isabelle del sogno;lui la guarda come vedesse un fantasma,lei lo guarda con infinita tenerezza,lui la aggredisce mentre le chiede:"Why?" e lei con la stessa tenerezza risponda"You were a boy"...il sogno e' finito per Stephen e anche per noi,che nella seconda parte vediamo solo dolore e morte e cattiveria...la cattiveria che colpisce chiunque sia costretto a combattere e uccidere e rischiare la vita senza volerlo,la cattiveria che ti porta a mettere in difficolta' un amico(Weir costretto ad andare con una prostituta);che ti porta ad usare una ragazza che si vende per fame,che ti porta ad uscire un coltello e puntarglielo alla gola.Questa per me e' stata la scena piu' bella,quella piu' coraggiosa,quella che ci ha messo di fronte alla verita' che per quanto buoni,per quanto perbene possiamo essere,in guerra non esistono eroi...non ricordo di aver visto una scena cosi' in nessuna serie tv e questo e' stato davvero coraggioso da parte della BBC e mi ha riportato alla memoria un libro bellissimo "Tempo di Uccidere"di Flaiano.
I complimenti a Redmayne sono d'obbligo,perche' ha retto 2 personaggi diversi(prima e dopo la guerra)solo con l'espressivita' degli occhi senza bisogno di nient'altro e questo e' da grandi attori,ma il mio amore va anche a Mawle,a chiunque non lo conosca consiglio di vedere il bellissimo"Women in Love"sempre BBC.
Inoltre oltre a Mawle(interprete di Ben Stark)anche un altro Stark e' presente...Richard Madden nel ruolo di Weir
