A me sono piaciute molto alcune cose, molto meno altre.
Un po' telefonato il finale, e francamente brutta la rappresentazione delle fate come Spiriti degli Alberi.
Non per essere leziosa a tutti i costi, ma uno degli elementi di magia di Peter Pan sono proprio le fate.
Cito Barrie:
You see, Wendy, when the first baby laughed for the first time, its laugh broke into a thousand pieces, and they all went skipping about, and that was the beginning of fairies.Insomma, dei vecchietti barbuti colorati con l'uniposca argentato non possono sostituire le fate di Barrie.

Inoltre, l'attore che hanno scelto per fare Peter secondo me non aveva un briciolo della simpatia birichina di Jeremy Sumpter nel 2003:
Syfy:

Peter Pan del 2003

Insomma, mi è sembrato poco adatto al ruolo, e i pantaloni troppo corti lo rendevano ridicolo.
Invece mi è piaciuto molto il modo in cui hanno inventato il motivo dell'odio tra Uncino e Peter, e il fatto che Uncino si "ritrovi" capo dei pirati, ma nasca come commerciante d'armi senza scrupoli.
All'inizio ce lo fanno vedere quasi come una figura dickensiana, a capo di una cricca di monelli di strada che si dedica ai furtarelli. Anche Peter stile Oliver Twist non mi è dispiaciuto come trovata, sebbene la vera storia di Peter e di come sia finito a Neverland sia molto più bella, più poetica e infinitamente più triste...
Ma del resto l'opera di Barrie è talmente bella e complessa che finisce sempre per essere banalizzata (dai giornalisti cretini con l'abusatissima storia del complesso di Peter Pan o da chi la mette in scena).
Morale della favola: vedetevi film e miniserie per passare un paio d'ore, ma sempre meglio leggersi tutte le versioni di Peter Pan e godersele su carta.
