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Autore Topic: New wave, trends odierni del ns amato football  (Letto 12649 volte)
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diamantinom

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« Risposta #285 il: Venerdì 13 Gennaio 2012 13:51 13 »

Caso Pato
Di Stefano Olivari

I tifosi del Milan dovrebbero esultare per il mancato arrivo di Carlos Tevez in rossonero, ma questo non toglie che questa vicenda unita al fumoso gran rifiuto di Pato nei confronti del Paris Saint Germain sia stata dal punto di vista mediatico la più grande sconfitta di Adriano Galliani in oltre un quarto di secolo di gestione del Milan. Più anche della squadra ritirata a Marsiglia nel 1991, quando non fece altro che eseguire ordini dall’alto.
La prima parte del discorso nasce dalla storia di Tevez, ormai consolidata visto che si tratta di un giocatore di quasi 28 anni: grande talento e forza fisica, campione capace di fare anche il gregario (di questo girone fanno parte anche Rooney ed Eto’o) e per questo amato da tanti allenatori, ma che ha sempre creato all’interno delle squadre problemi di ogni tipo mettendosi sempre nelle condizioni di farsi cedere più o meno alle sue condizioni. Di fatto un Tevez continuo lo si è visto solo al Boca e nello stranissimo (per l’incredibile vicenda MSI, trascinatasi anche al West Ham fra multe e polemiche) periodo al Corinthians, poi in Inghilterra ha spesso giocato bene ma chissà perché chi lo ha conosciuto lo ha poi anche messo sul mercato senza problemi. Se a questo poi si somma il fatto che Ibrahimovic aveva fatto pervenire il suo sgradimento, al punto di preferire la convivenza (teorica, vista la propensione all’infortunio) con Pato, si può dire che il Milan sia più vicino allo scudetto senza Tevez di quanto lo sarebbe stato con lui.
Volendo una volta tanto (ma è l’ultima, giuriamo) parlare di calcio, è incredibile come Milan, Inter e tanti altri grandi club siano ancora nel 2012 schiavi della logica dell’attaccante-figurina, per far sognare i tifosi, quando sul mercato 85 milioni di euro (per Tevez si parlava di 15 lordi a stagione per 4 anni, oltre a i 25 necessari per il riscatto) potrebbero essere spesi in maniera molto più sicura per giocatori che fanno la differenza: vogliamo dire De Rossi, senza fare i creativi?
La seconda parte del discorso, quella riguardante Galliani e questa trattativa in generale, è molto più scivolosa perché ogni esponente della galassia Milan ha una teoria diversa. Partiamo dall’aspetto più importante: Silvio Berlusconi non è mai stato un tifoso dell’operazione Tevez, a meno che non si trattasse di un grande affare, e più la trattativa andava avanti meno era convinto (anche perché nel frattempo, con Monti a gestire lo spread e i sindacati, aveva trovato il tempo di chiedere consiglio a terzi). Affare non sarebbe stato, visto che il City non ha ceduto al solito giochetto. Questa volta le cene con camicia bianca aperta e foto sorridenti non hanno funzionato, come era prevedibile visto che la società cedente non era con l’acqua alla gola. Anzi meditava (e medita) di fare causa a Tevez…
Poi c’è lo pseudo-rifiuto di Pato nei confronti del PSG, venduto dai soliti noti come un atto d’amore verso il Milan e verso Barbara. Il partito dell’amore, la squadra dell’amore, ormai è un genere giornalistico a parte… mettiamo che sia stato così, ma allora perché questo amore è esploso solo in extremis? Dopo l’accordo verbale con Leonardo e il via libera dato dalla stessa figlia del presidente…la spiegazione più logica è che per far saltare un’operazione in cui non credeva il Berlusconi vero abbia usato il quasi-genero, a costo di far fare a Galliani una figura atroce. In tutta questa storia il ruolo di Allegri è stato marginale: antipatizzante di Pato, ha sperato tiepidamente in Tevez ma soprattutto in un prolungamento del contratto che anche se arriverà sarà più una garanzia per il suo futuro personale che di allungamento del suo ciclo milanista.
Conclusione? Il Milan ha risparmiato soldi che magari impiegherà presto per un altro campione e Galliani è stato pubblicamente sconfessato per la prima volta in tanti anni, solo chi considera stupidi i lettori può pensare che questa vicenda non lasci strascichi. Ci sono poi i retroscena dei retroscena, da vicende privatissime a un gran consigliere berlusconiano nell’ombra (ma nemmeno tanto) che ha dato referenze negative su Tevez, ma la sostanza non cambia. L’amministratore delegato è stato sacrificato sull’altare dell’indecisione dei suoi datori di lavoro. E’ pagato anche per questo, ma di sicuro non l’ha presa bene.


Nel mondo del calcio, dipinto cosi’ cinico, brutale, freddo e attaccato ai soldi, per una volta tanto ha vinto l’amore.
Una storia sentimentale a lieto fine che commuove gli amanti delle soap opera, dei romanzi rosa e di tutti coloro che mettono al primo posto i sentimenti.
Proprio quei sentimenti dei quali non ha tenuto conto adriano galliani che si e’ recato a londra per trattare l’acquisto di tevez con il city portandosi appresso oltre che l’avvocato esperto in contratti anche il “si” del campione argentino.
Il “si” di tevez, dimenticandosi del “si” di pato.
A colloquio con mac beath, chief esecutivo e con marwood che cura gli interessi dello sceicco mansur, proprietario del club di manchester, aveva raggiunto un accordo per l’acquisto del cartellino di tevez per poco piu’ di ventitre milioni di sterline, circa ventisette milioni di euro.
Pronti tutti al brindisi quando e’ arrivata unachiamata di quelle che “non si possono rifiutare” e galliani ha interrotto i festeggiamenti che stavano per iniziare dicendo freddamente: “scusate, devo rientrare a milano”.
Berlusconi silvio, un uomo definito affarista dal cuore di pietra, si e’ lasciato dominare dai sentimenti e ha detto: per pato niente parigi, una citta’ che vale bene una messa. Ma non un trasferimento che avrebbe lasciato dolore sotto tutti i punti di vista.
E il milan, una societa’ nella storia del calcio, ha pubblicato nel proprio sito un comunicato di un calciatore che esprime la sua volonta’ di rispettare un contratto rimettendoci almeno una decina di milioni di euro.
Non siamo al “bacio della maglia ” di kaka’ all’epoca del “no al city” , ma ben oltre.
Il network televisivo di sky ha raccolto le dichiarazioni di galliani al ritorno da londra, ma quando l’amministratore delegato del milan ha detto: “mi ricordo del no di vialli e arrivo’ van basten” nessuno dei giornalistri presenti ha replicato che quella frase rappresenta una storica e colossale bugia.
Quando ci fu il no di vialli non arrivo’ van basten, ma galderisi…
Ma nessuno, per ignoranza o paura ; di ritorsioni come quelle messe in atto nei confronti di sportmediaset per la storia di paparesta e allegri sul rigore di domenica scorsa gliel’ha fatto notare.
E dunque tevez non e’ stato acquistato.
Ci sono soldi, sceicchi, ex presidenti del consiglio, calciatori miliardari, una ricchissima ereditiera: tutti gli ingredienti per una di quelle storie che per decenni tengono in sospeso i  telespettatori americani: un “dallas” dei tempo moderni, piu’ che un “romanzo popolare” come avevo pensato in un primo momento.
Adesso mancano ancora tante puntate.
Tevez accettera’ un altra destinazione o preferira’ rimanere altri mesi fermo con la possibilita’ di non firmare piu’ contratti milionari come quello che il milan gli aveva preparato?
O finira’ con berlusconi che prima delle 19 del 31 gennaio comunichera’ al mondo intero che l’amore dei tifosi rossoneri l’ha costretto a tirar fuori quei trenta milioni che non arriveranno nelle classe del milan per il no di pato di finire in quel posto triste, orribile e pieno di favelas come tutte le metropoli del suo paese.
Sarebbe un finale con baci, abbracci e lacrime.
Ma l’inter fara’ qualcosa?
A moratti mancava il “si” di tevez, ma adesso tutto potrebbe cambiare perche’ per tevez si aprirebbero scenari niente affatto rosei: rimanere al city con una possibile causa di lavoro con richiesta di risarcimento danni per aver violato sette punti del contratto.
Chissa’, forse qualcuno cambiera’ idea: o berlusconi che dovra’ tirar fuori (come sempre ha fatto) una trentina di milioni, o tevez che dovra’ scordarsi il suo: no al milan o da nessuna parte”.
L’unica cosa sicura e’ la figuraccia planetaria che ha fatto galliani.
(Francorossi.com)
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« Risposta #286 il: Sabato 14 Gennaio 2012 16:44 16 »

‘Cazzo papà stai vendendo il mio fidanzato ? A quel frou frou di Rio ?’
‘Ma veramente…
‘Ma veramente un cazzo. Questa è una comunicazione firmata Alex, mandala a Milan Channel. Poi telefona a quello scemo che è a Londra. Poi chiama Alex…’

Potrebbe anche essere andata così.

‘Football meets soap opera at San Siro and Ranieri  adds to the fascination of the soap opera.
And once the derby is out of the way, something suggests that the Pato story, and the Tevez story, are not finished yet. ’ (guardian)

Silvio et Barbara unis contre le PSG
Si le soleil est précieux, en Italie, la famille l'est tout autant. Pour Pato, c'est le clan des Milanais qui l'a emporté. Sans compter que l'arrivée très compromise de Tévez a compliqué l'affaire, il est évident que l'attaquant brésilien n'était pas enclin à quitter comme ça sa blonde dulcinée, enracinée à Milan. Et pour cause. Pato s'est amouraché d'une certaine Barbara Berlusconi, dirigeante dans le club de son père, que l'on ne présente plus. Silvio, qui tient à sa fille et à son AC Milan plus que tout, a donc rassuré son futur gendre en lui préconisant de rester en Lombardie. Au Milan, on ne transige pas avec les ordres du Cavaliere. Et le PSG se retrouve le "bec" dans l'eau. Deux revers pour Paris, une victoire pour Victoria et Barbara... (Equipe)

‘…en la negativa de Pato a llegar a París tuvo mucho impacto la figura de su suegro, el propietario del club y ex primer ministro italiano, Silvio Berlusconi, padre de Barbara, su novia.’ (Marca)


Questo ciò che si dice all’estero della vicenda. Da noi stan tutti schisci. La parola d’ordine è : il City ha aumentato le richieste e Berlusconi ha detto no, cioè era una mera questione di quattrini (da parte dell’uomo + ricco d’Italia, quello che cacciò fuori di tasca sua 90 miliardi di lire x prendere Rui Costa). Il servo è contento, all’apparenza. BB lo tratta educatamente, ma lo sguardo è freddo e attento e promette in futuro guai a non finire e cioè una pedata nel culo. Forse adesso sarà meno incazzata.

Alexandre Rodrigues da Silva, meglio noto come Alexandre Pato (born a Pato Branco sud del brasile, 2 settembre 1989).

« Pato era già un potenziale campione a 16 anni, al tempo delle giovanili. Si vedeva che era "diverso". Lui doveva imparare ancora quasi tutto. Ma aveva colpi. Ha forza fisica, di testa è bravo, ha personalità. »
(Paulo Roberto Falcão).
Il 2 agosto 2007, all'età di 17 anni, su insistenza di Leonardo è stato acquistato dal Milan per 22 milioni di euro, la cifra più alta mai pagata per un minorenne.

Non è una prima punta ma tutti i suoi allenatori , con l’eccezione di Leonardo che lo capì meglio, lo schierano come centravanti posizione dove annaspa x carattere e scarsa fisicità. E’ un tiratore (merce rara di questi tempi) anche se nel bagaglio tecnico dispone di quasi tutto.
Ha avuto due disgrazie , essere allenato da idioti e infortuni a ripetizione negli ultimi due anni muscolari , questi grazie alla sagacia degli staff medici del milan, tra i peggiori del pianeta.
Il primo a bastonarlo fu Dunga : alle Olimpiadi di Pechino 2008 lo escluse dalla formazione titolare preferendogli tal Sóbis (di cui si son perse le tracce). Poi Dunga farà ammenda paragonandolo a Ronaldo.
Poi avremo quell’imbecille di Ancelotti che gli preferiva Borriello. Tutte queste storie della grande amicizia tra i due son di facciata (infatti Pato l’ha mandato a quel paese nella querelle Tevez-PSG-City). Ancelotti è uno che come tutti noi si porta dietro il peccato originale. Ma ne ha altri due eccellenti : avere perso un campionato con la Juve a poche giornate dal termine con 9 punti di vantaggio, e aver perso a Instabul col Liverpool dopo aver chiuso il 1’ tempo in vantaggio di 3-0. Invece di guardare stolidamente la nave affondare sarebbe bastato chiedere ad un paio dei suoi di azzoppare Gerrard.
Leonardo cercò di trovargli una posizione di maggior libertà schierandolo sulla fascia sx e fece bene.
Ai ns giorni si è imbattuto in un deficiente toscano, tal Massimiliano Allegri. Allegri scarso centrocampista come giocatore esordì nel Livorno nel 1985 e finì la carriera con la Aglianese nel 2003 dopo aver cambiato negli anni 14 maglie. Da notare che nel marzo 2001 venne squalificato per un anno della Commissione Disciplinare in seguito alla condanna per illecito sportivo relativo alla partita di Coppa Italia Atalanta-Pistoiese del 20 agosto 2000 con l'accusa di aver pilotato, insieme ad altri sette giocatori di entrambe le formazioni, il risultato in seguito a forti somme scommesse dagli stessi attraverso amici e parenti. Tre mesi dopo la sentenza venne annullata. Come allenatore il palmaresse riporta il Sassuolo e il Cagliari. Come diavolo sia finito ad allenare il Milan è un mistero, bisognerebbe chiedere a Galliani o meglio a Cellino.

In privato Allegri è sempre stato di temperamento ribelle e vivace. il 12 maggio del 2008, intorno alle 10 di mattina nei pressi di Livorno è alla guida della sua auto vicino a villa Corridi. Lo precede una veicolo che andava lentamente e così l'allenatore si lancia in un sorpasso azzardato, incurante della doppia striscia continua. Lo vedono però i militari della stazione di Ardenza, che sono lì per un controllo, e quindi lo fermano, contestando l'infrazione, per cui è prevista la multa di 36 euro. Allegri all'inizio sembra tranquillo, poi inveisce contro i carabinieri. A uno di loro, in base all'accusa, dice: «Tu stai zitto terrone. Io ti faccio perdere il posto». E ancora: «Dimmi come ti chiami e dove abiti, e sotto casa ti mando qualcuno».
«Le Br non facevano così male con voi. Io vi faccio perdere il posto».
Sopraffatto dalla collera, addirittura simula di essere stato colpito dai militari e si butta a terra. Tanto che i carabinieri stanno per chiamare il 118. Ma subito dopo, sbollita la rabbia, Allegri dice che aveva fretta perché stava andando a trovare un parente malato. Cioè è pure scemo. Saran 4500 euro di sanzione e non è ancora finita. Pare che quella del maggio 2008 non è stata la prima "licenza" che Allegri si è preso contro le forze dell'ordine. Nel luglio 2005 il giudice monocratico del Tribunale di Livorno lo aveva condannato a 3 mesi di reclusione e 3.400 euro di multa per ingiurie contro i vigili. Pena poi sostituita con 900 euro di sanzione.
Nelle interviste dopo partita, e non solo adesso, si mostra di buon carattere, in perfetto stile Milan. Misurato. Parole buone x tutti.
Voleva lasciare l’isola e farsi un nome e naturalmente arraffare quattini. Al Milan al tempo dei contatti non c’era lo slavo, ma ci sarebbe andato prima a nuoto e poi a piedi.

La sua concezione del calcio è modesta. Vuole fisicità. Non gli piacciono quelli troppo tecnici. Meglio i Nocerino e i Prince Boateng. A livello internazionale le sue conoscenze sono pressoché nulle , non s’informa né prepara le partite. La sconfitta col Tottenham (che giocava senza Bale) in casa è un chiaro esempio.
Il campionato scorso è stato vinto nel momento in cui lo slavo si era messo da parte. Prima Pato (nel derby) poi successivamente il vecchio Seedorf han concluso la corsa.
Per lui davanti son tutti trequartisti : Robinho (che è un fantasista di buona corsa ma poco concreto) Cassano (altro fantasista che si è buttato fisicamente negli anni via) Boateng (che è un centrocampista ruvido e cattivello). E son tutti intercambiabili Pato compreso , che è fondalmente un finisseur. Non lo è El Sharavi costato una cifra, giocatore che sta azzerando. Cioè se non corri su e giù non vali granché. Merkel era uno che correva e quindi valeva, salvo poi sbolognarlo.
Ibra , di questi tempi una specie di colosso di Rodi, che smista e smista ma il centroavanti lo fa poco e segna prevalentemente su rigore, è la sua ancora. Se come pare a giugno lo vendono a chi diavolo si attaccherà ?
A centrocampo si è disfatto di Pirlo, Conte dovrebbe baciargli il culo ogni volta che lo incontra.
Le scenette con Dinho , player da 5’ sono state una cosa indecente, anche se ispirate da qualcuno.

Adesso dopo la gustosa storia Pato-Tevez gli han dato il contentino del contratto. Giusto x evitare che anche i suoi giocatori lo spedissero affanculo. Però deve ricordarsi che Papi è uno specialista del licenziamento in diretta, contratto firmato o no. Il derby e il confronto con l’Arsenal in champions chiariranno un poco le cose.

Tornando ad Alexandre. Deve trovarsi una posizione adatta in campo. Teoricamente potrebbe rincorrere pure Lui. Non lo facevano Henry (cacciato dopo due mesi da Ancelotti) e il suo sodale di Monaco Trezeguet, ma poi chi avrebbe avuto il coraggio di dire al franco-argentino di farlo ?

Al momento è tutto difficile x Pato , spogliatoio compreso, ma c’è la maestra che lo tiene tonico e lo rafforza, a cena, nello shopping, sotto le coltri di seta. E poi il ragazzo è orgoglioso e giovane. Il tempo è dalla sua parte. Avrebbe solo bisogno di un coach intelligente e di un team medico decente. Non credo si perderà. E poi la famiglia che conta è dalla sua parte.

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« Risposta #287 il: Domenica 15 Gennaio 2012 12:44 12 »

DERBY DA ARENA
di Franco Ordine - 15 gennaio 2012, 11:11

Chissà se i giornalisti cinesi, con interprete al seguito, hanno capito qualcosa. Sono arrivati in sala-stampa a San Siro per ascoltare Allegri, tastare il polso al Milan, seguire il test sul prato rizollato e invece si sono ritrovati dinanzi a un clima quasi surreale.
Già perché il derby numero 277 è rimasto dietro le quinte, appena qualche accenno, una risposta, due al massimo sull’argomento. «Ci sarà grande tensione, servirà concentrazione, la sfida può essere un crocevia per loro, se vincono tornano in corsa per lo scudetto» la convinzione di Allegri. Poco derby e molto altro, allora. E cioè Pato e i rapporti tra Allegri e Pato, il nodo del contratto sciolto e il ribaltone del mercato, con un benvenuto a Cassano, rivisto in campo ieri a San Siro, «magari potremo riaverlo per il finale di campionato» il pronostico che è una specie di esorcismo dinanzi alle ripetute sventure (ultima quella di Gattuso, 4 mesi di cure sbagliate) che hanno colpito il gruppo.

Chissà se i giornalisti cinesi hanno capito qualcosa, certo è risultato molto istruttivo sulla discussa questione Pato prendere nota dell’intervento di Silvio Berlusconi: «Ho deciso di tenere Pato perchè lo ritengo un giocatore di grande talento. L’intera operazione non mi convinceva nè dal punto di vista tecnico nè da quello economico. É una scelta che ho preso in totale autonomia. Sono convinto sia la cosa migliore per il Milan». Evidente lo scopo: ribadire in modo solenne l’estraneità della figlia Barbara alla vicenda.
 
Dopo Berlusconi, Allegri ha messo in fila una serie di riflessioni da mandare a memoria. Eccole:
1) «Quando ho letto i giudizi di Pato sono caduto dalle nuvole perché non ho rapporti freddi con lui ma una relazione basata sul rispetto professionale e umano»;
2) «Non ho mai chiesto di cedere Pato e ora che è rimasto sono contento per lui e per il Milan»;
3) «In questi giorni non ho mai notato un atteggiamento mentale non consono, altrimenti a Bergamo non lo avrei schierato titolare»;
4) «Lo considero un campione, può e deve fare molto meglio, se uno può fare 6 deve fare 6, se può fare 100, deve fare 100. Quando è stato bene, ha sempre giocato, poi è normale che ogni tanto vada in panchina, è capitato ad altri, impossibile giocare 50 partite in una stagione»;
5) «Tevez avrebbe dovuto rimpiazzare Cassano, se la società ha cambiato indirizzo, chiedete spiegazioni a Galliani».

Chissà se i giornalisti cinesi hanno capito qualcosa ma anche la firma del contratto (2 milioni più premi) è stata girata e rigirata, nonostante il catenaccio di Allegri disponibile solo a riferire del cordialissimo colloquio telefonico con Berlusconi, seguito all’accordo biennale. «Non è mai stato un problema, ne abbiamo parlato dopo Cagliari, dovevamo trovare il tempo per farlo, la vicenda Pato non ha accelerato i tempi»: sull’argomento è stato più semplice per Allegri imporre la propria linea. «Sono felice di continuare il lavoro portato avanti da un anno e mezzo».
Più attraente il passaggio successivo: «Qualcuno mi ha definito il “liquidatore”, invece sono riconoscente alla vecchia guardia che mi diede una mano tra Bari e Palermo e sono contento di aver contribuito a ringiovanire il Milan senza perdere di vista i risultati». Il derby canonico è cominciato appena Allegri si è messo ad allenare. Perché c’è stato il panico per Thiago Silva (indolenzimento muscolare, in dubbio) e non è mancato il brivido per un colpo al ginocchio di Ibra, prima di regalarsi un gran gol, imitato più tardi da Pato.
A proposito: giocherà lui titolare. E da stanotte le polemiche ricominceranno.

E’ chiaro che BB deve risultare immacolata. Peraltro la stessa si è tirata furbescamente fuori dalle polemiche.
Allegri è un personaggio di Collodi. Se fa giocare Pato dall’inizio sarà solo x paura.
Ranieri è sicuramente un incapace ma se i suoi giocatori non ne approfittano stasera si dimostreranno + incapaci di Lui.

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« Risposta #288 il: Lunedì 16 Gennaio 2012 13:18 13 »

Campionato della mutua o se si preferisce da BBB-
Davanti si sta formando una specie di mucchio selvaggio, un po’ vincono e un po’ perdono.

Milan-Inter 0-1
http://livetv.ru/it/showvideo/86799/

Cominciamo dai soloni
Ecco il velenoso Damascelli.

Pato c’è, anzi no Sembra una cartolina spedita da Parigi

16 gennaio 2012, 08:00

Notte di papaveri e papere. Milionari e strafalcioni. Il papero riccastro resta nascosto nell'aria umida milanese. Parigi vale bene una messa ma Milano, anzi il Milan, è un'altra cosa, come il derby. Così doveva essere, stando alle chiacchiere di una settimana carica di storie, memorie, sondaggi, parole, parole, parole. La nebbia avvolge la città, Pato non ha la luce dei suoi giorni belli, l'amore gli scalda il cuore ma non i suoi muscoli di seta, gonfiati da una stupida cultura della palestra. La sera scivola via tra promesse e promesse, come è stata la commedia francese del brasilero, la cartolina della torre Eiffel nascosta in fretta sotto il cuscino e il poster della Madonnina stirato sul muro della stanza da letto, con una candela votiva accesa all'ultimo momento.

Non è successo nulla, forse tutto è accaduto e sta per accadere. Pato c'è ma non si vede, ogni suo respiro è fiato dorato nella nebbia meneghina, ogni suo scatto è una speranza magnifica seguita da una delusione amara, Pato dribbla, inciampa, tocca, spinge, sbuffa, sette è il numero della sua maglia ma non il voto in pagella, semmai i milioni che gli emiri di Francia gli avevano garantito per convincerlo al trasloco.
Il popolo rossonero ha fede eterna, dalla B alla Champions l'amore non è cambiato, semmai si è rinforzato, rinsaldato; se ne sono andati idoli di ogni razza e tipo, da Sheva a Kakà per dire tra gli ultimi, ma adesso, improvvisamente, imprevedibilmente, su Pato l'onda milanista non schiuma, non sale, quasi il suo addio sia segnato comunque, nonostante il volere e il sapere del presidente, con i suoi conti spicci da oste e da allenatore.

Di colpo l'icona è diventata figurina, da scambio con i compagni di giochi, l'idolo non incanta più, Pato divide, i tifosi non minacciano barricate in caso di cessione, l'urlo del Meazza, ieri sera, era riservato a tutti e a nessuno, compresi i fischi, i mormorii di chi è abituato alle brioche con la marmellata e non accetta il pane di grano duro. Quella storia con Barbara ha aggiunto malelingue e perplessità, secondo usi e costumi di un paese pettegolo con gli altri e mai con se stesso.

Il papero agisce ma non reagisce, si muove appena, macchinoso, impacciato, timido, non carica, trotta non galoppa, i minuti volano, il diavolo aspetta invano.
Arriva, invece, perfido, il segnale che sembra destino, entra nella cronaca di una notte moscia, finalmente una "P". Ma non la sua, di Pato, del Papero, ma quella del Principe, Diego Milito, lo sberleffo argentino al brasiliano.

Lo stadio rossonero ha freddo, i gradi pesanti del termometro non c'entrano, erano smaltiti da grappe e caffè fumante, piuttosto quel bambino non dà calore, è assente, diafano, non pervenuto. Il bambino? Era Rivera, chiedo scusa a Gianni anche se oggi fa il ballerino datato al sabato sera mentre uno dei suoi eredi pesta i piedi sul prato che fu il teatro grandioso dell'alessandrino.
Coincidenze, il calcio è anche questo, favola romantica e cronaca vera assieme, Pato deve averlo capito in questa settimana che poteva cambiare la sua vita e quella di due squadre. E che ha cambiato un derby senza cambiare questo ragazzo di ventidue anni, sostituito da un ragazzino di Savona con il cognome egiziano, un faraone per una sfinge fischiata.
Non basta un comunicato, non servono le parole di circostanza, le promesse di amore sono quelle dei marinai. Il Milan è altro, Milano anche. Parigi sta sotto il cuscino.
La commedia non è finita. Si replica, fino a giugno

Lo stravagante ormai Franco Rossi

Il derby. Una lezione di calcio, niente di piu’, niente di meno.


Il milan devastato dal caso pato, un giocatore che tre giorni prima era stato venduto e che nella partita chiave di questa prima parte della stagione, e’ stato mandato in campo a miracol mostrare.
Se l’ha imposto berlusconi c’e’ un allegri che dovrebbe ridursi lo stipendio visto che la formazione la fa un altro.
Se invece ha deciso lui di farlo giocare, allora e’ berlusconi che deve ridurgli lo stipendio per aver fatto scendere in campo un giocatore che ormai e’ un sopportato: dai compagni e dallo stesso tecnico.
Ranieri per insegnare calcio ad allegri non ha fatto nessuna mossa geniale, non ha schierato julio cesar a centrocampo o pazzini in diofesa, ma si e’ limitato a confermare la squadra che nelle utlime gare aveva dato prova di grande equilibrio.
Nel calcio la presunzione , se non si e’ maradona o pele’ o garrincha, si paga.

Allegri ha mandato in campo una squadra senza capo ne’ coda.
Il caso boateng non e’ inferiore, per danni procurati, al caso pato.
Gli ha cambiato ruolo solo perche’ berlusconi aveva detto che deve giocare in mediana e non come trequartista?
Emanuelson e’ stato mandato in campo senza una logica ne’ tecnica ne’ tattica ed e’ uscito dalla partita senza esservi mai entrato.
Ibrahimovic e’ sembrato indispettito dalla presenza di pato e adesso per allegri, galliani e la societa’ il problema di risolvere certi attriti si impone come il primo da risolvere.

L’inter esce rinforzata dal derby e arrivare nelle prime tre diventa un traguardo raggiungibile.
La difesa e’ stata perfetta nei due centrali e in mezzo al campo ha stupito (e lo dico con ammirazione) la prova di zanetti: infaticabile per dinamismo e copertura tattica.
In attacco praticamente assente pazzini, si e’ visto un milito micidiale nello sfruttare l’errore di abate.
Certo che se arrivasse tevez….
La juve si ritrova sola in testa, anche con aiuti arbitrali piuttosto evidenti, ma in questo e’ un po’ simile al milan.
I primi due posti per la classifica finale sono prenotati, mentre per il terzo e’ tornata in corsa l’inter.
Ripeto: certo che se arrivasse tevez…

Il travet Franco Ordine

Il derby di Milano torna nelle mani dell'Inter dopo lungo e meritato inseguimento. Il Milan resta fulminato nella notte del possibile sorpasso sulla Juve. Decide Diego Milito, uno dei "rieccoli" di casa Moratti, riapparso giusto in tempo per prendere la mira col Parma e scaldare il piedino magico al cospetto del Milan.
Ibra e Pato invece restano a guardare, come le belle statuine. Dominati dalla difesa interista che nella circostanza si mostra degna di miglior fama. Claudio Ranieri manda di traverso il contratto appena firmato ad Allegri: già l'anno scorso, con la Roma, sempre a San Siro, procurò lo stesso scossone alla sua panchina. A questo punto fa meno freddo ad Appiano Gentile.

Con meno cinque dal Milan e meno sei dalla capolista Juventus, l'Inter può sentirsi a tutti gli effetti rientrata in corsa per partecipare al volatone della Champions e magari strizzare l'occhio a una remontada di quelle storiche. Mai dire mai se i vecchi guerrieri dell'era Mourinho si rimettono la corazza e l'elmetto. Il Milan soffre ancora gli scontri diretti, come accaduto in avvio di stagione con Napoli e Juventus. Allora ci fu una giustificazione legittima: squadra dimezzata dalle assenze e da una preparazione fisica precaria. Questa volta no. E sul successo dell'Inter c'è poco da discutere. Mentre invece sulla resa di ieri sera del Milan specie nella confezione del gioco d'attacco c'è da registrare una bella, netta regressione. La presenza di Pato nel derby non procura alcuna scossa ai rossoneri. Anzi il Papero subisce forse la grande attesa e i riflettori puntati sulle sue azioni. Poche le giocate utili alla causa firmate nella sua apparizione. Gli altri, è bene ripeterlo, non han combinato di meglio.
Sul primo errore del Milan, maturato in avvio di ripresa, nemmeno dieci minuti, l'Inter costruisce la sua orgogliosa rivincita inseguita con pazienza d'accordo ma anche con ostinazione. E appena Abate sbava un rinvio lasciando via libera a Milito, ecco il rospo farsi principe e trovare col suo piattone l'angolo scoperto di Abbiati. Allegri corre ai ripari con l'azzardo: Emanuelson terzino al posto di Zambrotta e dentro Robinho che comincia a sbattere l'uovo senza servire mai lo zabaione. Ranieri, dal suo canto, non se ne sta a guardare e corregge subito lo schieramento rifugiandosi nel 4-4-2 che è come allacciare le cinture prima di una possibile turbolenza (Chivu per Alvarez impalpabile e più tardi Sneijder per Milito). Con il meglio dell'artiglieria rossonera schierata, il Milan vede poco la porta di Julio Cesar e anzi tocca a Nagatomo sprecare l'occasione per inchiodare il derby e restituirlo alla sua parte, in attesa da troppo tempo. Le migliori esibizioni al tiro dei milanisti, rimasti imbottigliasti dentro la ridotta di Lucio e Samuel, arrivano da un bel destro di Seedorf, intervenuto nel finale. Di Ibra e Pato (poi sostituito da El Shaarawy) nessuna traccia, nessuna notizia di rilievo.

Servirebbe una scintilla per accendere il derby e dargli luce, una luce abbagliante che invece resta ai lati di San Siro mai nascosto dalla nebbia che avvolge il resto della periferia. La scintilla iniziale è la punizione arcobaleno di Maicon che Thiago Motta, di testa, gira alle spalle di Abbiati con potenza e precisione: l'assistente Copelli è il primo a sollevare il dubbio, non per Thiago partito in mezzo al mucchio, semmai per altri due neroazzurri, Samuel tra questi, rimasti oltre la linea della difesa rossonera. Perciò Orsato non tradisce alcun dubbio e anzi lascia scorrere il derby dominando tutti gli scontri, feroci e non, con qualche fischio autorevole, imponendo un metro inglese.

Il Milan perde troppi palloni prima di mettersi di buzzo buono e di apparecchiare per il pallido Pato un paio di occasioni finite male. Lo squillo di tromba milanista arriva sul gong con Van Bommel che schianta la traversa (ma c'è Ibra in fuorigioco davanti a Julio Cesar). L'Inter non riesce ad addentare la difesa milanista ritrovandosi alla fine della prima frazione con una succosa palla-gol finita sui piedi di Alvarez ma all'argentino trema il piedino. L'arrembaggio finale del Milan, con poca testa e nessuna lucidità, finisce sullo steccato nerazzurro che torna a salutare la curva e a far festa per le vie di Milano. Da oggi si ricomincia. E ricomincia forse un altro campionato.

E’ stata una partita bruttina. Inter schierata con un 8-2. Un po’ meglio che nella notte di Barcellona dove sfoggiò un perentorio 10-0 ed approfittò dell’assenza di Iniesta.
Milan schierato alla non si sa , abbastanza allo cazzo.
Secondo passettino di Allegri verso il licenziamento.
Nuovo trequartista (Emanuelsson), un cadavere (Zambrotta), un palo della luce (a luce spesso spenta) semovente (Ibra), uno non pervenuto (Pato). Centrali che han perso la memoria.

Dall’altra parte Ranieri cerca di non far troppi danni.
Il goal va raccontato. I centrali presi in contropiede non si sa dove erano. Forse su Zanetti. Al centro va a tamponare Abate (terzino dx) che liscia. Milito si avventa e lascia partire un tiretto angolato. Abbiati sta a guardare non riducendo la distanza, alza una gambetta ed il giochino è fatto.
Pato ha giocato neanche male x 60’ con Ibra abbastanza evanescente e al largo dai guai , per far qualcosa ha dovuto svariare a dx e sx , almeno tre movimenti da fuoriclasse e un assist a Van Bommel che ha centrato la traversa. Però va detto che all’inizio si è mangiato un goal.
Da notare un’entrata di Lucio a piedi uniti su Ibra, ma qui non siamo in England. Neanche un’ammonizione.
Un goal interista annullato. Forse è il nuovo calcio. Due in fuorigioco e un terzo che entra.
Il pubblico non sa bene se uccidere Pato o qualcun altro, per intanto lo fischia e affanculo anche BB e che Papi vada in galera. Aggiungiamoci anche la perla di Allegri che fa uscire Pato a 10' dalla fine in modo che si becchi tutti i fischi possibili.
Alla fine Ranieri gongolava. Aspetta di incontrare il Chelsea e poi gongolerai di meno.
Alla fine il mancato bolscevico livornese mostrava contegno. Aspetta di incontrare l’Arsenal che x derelitto che sia è squadra che corre e picchia.
Moratti (assente dallo stadio) in serata continuava ad emettere orgasmi, anche telefonici. Tevez ? Fanculo anche a Lui. I suoi prodi bastano e avanzano anche se Alvarez (un mezzo brocco) ha dovuto prevalentemente aiutare in difesa e ha pure sparacchiato sulle gambe di Abbiati una facile palla, ciccata dalla difesa rossonera.
Papi non l’ho visto e nemmeno la sua preferita di famiglia.

http://www.youtube.com/watch?v=zUJvVD3CQQ8
(andare al minuto 5’50... Crudeli : Abate è da impalare)


I rimanenti incontri della giornata sono state le solite minchiate. Juve che pareggia lamentando un rigore non ricevuto, però al cagliari ne son stati negati ben due. Gran goal di Cossu.
Udinese che perde a Genova. Roma bloccata dalla pioggia. Buona opportunità stasera x il Napoli.

Finale:
Ieri sera, c’erano alcuni striscioni interisti veramente orrendi dedicati a Gattuso e Cassano, che inneggiavano alle loro rispettive malattie.
Durante e nel post su una  pay tv si sono sentiti noti commentatori usare strumentalmente il nome di Abate a scopo di dileggio per l’errore. Sembrano due situazioni diverse, invece sono figlie della stessa sub-cultura. (Libeccio)


Versante inglese declassato da AAA a A+

Typical Spuds ...
This year? No
Next year? No
Sometime? No

http://livetv.ru/it/showvideo/86510/
Tottenham – Wolverhampton 1-1

Eppure il coach, una specie di riedizione di Zeman, però pieno di pinte di birra, continua a dire che vinceranno la Premier.

'Hear hear, well played swans, spurs were lucky to come away with a point and arsenal not so lucky...
'Oh. Ok. Bloody well played Swansea. You rock, Swansea! Yes, Swansea is more Arsenal than Arsenal.


Per la cronaca lo Swansea è l'unica squadra gallese della 1' League

http://livetv.ru/it/showvideo/86732/
Swansea – Arsenal 3-2

No ambition
No desire to win anything
Tactically lacking
Bling faith in garbage players
Cheap
Stubborn
Full of excuses
Defeatist mentality
Mid-table team mentality


Wenger adesso è divenuto un guardone malinconico.

L’utd si sbarazza di una squadra di muertos. Il negretto Welbeck è divenuto un acchiappa rigori che Gengis Khan (al secolo mr Rooney) si fa parare (secondo a fila). Scholes è stato riesumato ancora e fa pure goal anche se gioca male.
Finita la crisi ? Non credo.
http://livetv.ru/it/showvideo/86513/
Manchester Utd – Bolton 3-0

Se stasera Il City non vince Mancini andrà scuoiato vivo secondo i dettami islamici.

Versante spagnolo (una AA-)

Real a fatica. Benzema sembra toccato dall’ arcangelo Gabriele o qualcosa del genere.
Barca indecente in difesa. Risolve Sanchez con classe. Quest’anno gira discretamente male. Tra l’altro Iniesta viene messo giù in area ma viene cartellinato giallo x una lurida simulazione che non c’era.
http://livetv.ru/it/showvideo/86813/
Barcellona - Betis Sevilla 4-2

Francia ovvero tripla C.
Il PSG passeggia grazie a Pastore e l’ex maiale di Torino inneggia.
http://livetv.ru/it/showvideo/86543/

Tra l’altro il Lille è stato sgonfiato a Marsiglia

L'ex capitano della nazionale brasiliana Socrates è morto questa mattina, in seguito all'aggravarsi dell'infezione intestinale dovuta ad abuso di alcool.
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« Risposta #289 il: Martedì 17 Gennaio 2012 12:10 12 »

Ranieri, se mister zeru tituli è l’elogio della normalità
di Tony Damascelli - 17 gennaio 2012, 08:00

Immaginate la scena, due anni fa: l'Inter va in vantaggio con un gol regolare di Thiago Motta ma l'arbitro annulla. Immaginate la scena, sempre due anni fa: l'Inter vince il derby e a fine partita i nerazzurri festeggiano sotto la curva. Dove si sarebbe trovato, in queste due scene, due anni fa, Josè Mourinho? Dove stava, due anni dopo, Claudio Ranieri? In disparte, cioè al posto suo, sereno, quieto, o "saggio" come lo definisce il suo datore di lavoro, Moratti Massimo. Il signor zeru tituli continua ad allenare senza urlare al popolo, senza insultare i rivali, senza minacciare gli arbitri, senza eccitare lo spogliatoio. La cosa più difficile è essere normali, a Claudio Ranieri riesce benissimo, direi naturale.
Dicono che sia un perdente di successo, immagine che era stata creata per Sven Goran Eriksson un altro che non sputava rabbia e sentenze ma allenava e basta, con fortune colossali, d'accordo. In verità Ranieri Claudio qualcosuccia ha portato a casa: una coppa di Spagna con il Valencia, una supercoppa europea e un intertoto con lo stesso club, una coppa Italia e una supercoppa con la Fiorentina, roba piccola per i frequentatori del billionaire calcistico ma onori che vanno letti e studiati come il secondo posto ottenuto con il Chelsea, non ancora di Abramovich, con la Juventus non più di Agnelli, con la Roma non più dei Sensi. Finalmente gli è capitata tra le mani una società solida, definita, con un proprietario che non vende, che non dismette, anche se Ranieri Claudio sa di essere di passaggio, comodo, utile ma troppo ordinario in un circo dove clown e animali attirano spettatori ignoranti.
Ranieri non cambia, capisce ma non si adegua, sa che il football è sport strano, lo ha frequentato in campo e deve ringraziare un mito interista, Helenio Herrera, che lo trasformò in difensore: «ogni tanto tocca menà».
Ogni tanto, appunto, torna a dialogare nella sua lingua madre che è il romanesco testaccino, in verità Roma lo ha trattato da Gaio Giulio, cioè Cesare, prima celebrandolo poi pugnalandolo, perché il progetto americano (!?) non prevedeva professionisti datati ma roba fresca, di moda e di lingua foresta, per stupire la platea. Ranieri ha preso su e ha proseguito, come aveva fatto a Londra e a Torino, portandosi appresso la buona creanza nel dire e nel fare, merce rarissima che porta però la gente a ritenerlo un signore bolso, piatto, scontato. Basterebbero un paio di cene per capire e scoprire una realtà diversa, non una verità perch´ mister zeru tituli non è depositario di sentenze definitive, non spaccia football, non insegna tattica, però la conosce, la frequenta, la applica all'insaputa di chi lo considera un medico della mutua che sa affrontare l'influenza ma non malattie più serie. La sua normalità è un valore aggiunto, la sua educazione è un segno distintivo in via di estinzione. Ha preso in mano una scolaresca indisciplinata, compreso il preside, ha sistemato i banchi, ordinato i libri e i quaderni, ha ripristinato gli orari di lezione e oggi l'Inter è di nuovo una squadra di football e non un insieme di milionari appagati, alla ricerca del tempo e dei punti perduti. Si riparla di scudetto, parola scomparsa dal vocabolario nerazzurro, ubriaco di castigliano (manita, triplete).

Qualcuno sostiene che trattasi di caso, prima o poi l'Inter si sarebbe rialzata, pronta alla remontada (ci risiamo).
Strano che l'impresa non sia riuscita del tutto ad altri tre colleghi che lo hanno preceduto, inutile citarli. Strano anche che il popolo nerazzurro non si scaldi per questo signore che forse non corre sotto la curva, non gesticola, non offende, ma si limita ad allenare. Vanno capiti, hanno bisogno della battaglia, del tumulto, sono vedovi del Rodolfo Valentino di Setubal, sventolano fazzoletti zuppi di lacrime e nostalgia. Ma cerchino di non esagerare. Se a Ranieri salta la brocca, gli tocca menà.

Per me Ranieri è un signore di facciata. Qualche rotella non gli funziona bene ed è una costante. Come diceva Mou è un rincoglionito che entra ed esce da confusioni mentali.
A Valencia teneva Romario in panchina se non in tribuna. A Torino se la prese con Del Piero. A Roma con Totti fece peggio. A parte aver gettato via uno scudo con la Samp, non riuscendo a gestire il vantaggio. Ma quel Brocco di Burdisso lo allenava e schierava Lui. La cosa grave è aver messo in panchina nella finale di coppa Italia Francesco, portandolo ad un livello mentale omicida. Cacciato anche là. Aver vinto quest’anno due partite con goal di Ranocchia e Nagatomo non è proprio un vanto. Aver l’altra sera riesumato lo spirito catenacciaro di Mourinho pure. L’inter avrà ancora una crisi nel prosieguo x esaurimento fisico di molti dei suoi giocatori. E’ furbo nella sua signorilità. Forlan non sa dove farlo giocare.
Schnejder. Credo speri ardentemente se ne vada fuori dalle palle anche se Moratti giura che non accadrà. A Ranieri non piacciono i fuoriclasse, gli fanno ombra.Mancano ancora 14 gg. Vedremo.

Circa Damascelli commenta un lettore ‘.. ex vedovo moggiano e ovviamente anti-Mourinho... onore a ranieri, certo, sempre dato perdente..’

In England Mancini ha evitato insulti sanguinosi in arabo. Ha vinto con dei poveracci che nel secondo tempo han messo il City con le spalle al muro. Silva è rientrato da casa sua nelle Canarie ma fisicamente al momento ha l’autonomia di mezzora.

I media lo detestano. Adesso lo detestano anche  giocatori come Roo e Gerrard. Ieri sera ha sventolato nuovamente un cartellino rosso immaginario. Roo lo ha mandato virtualmente x la seconda volta a cagare.
Magari la FA lo sanzionerà x comportamento antisportivo.

Golletto di Dzeko con Aguero che assomiglia sempre + a Robinho. Ieri sera ha scartato l’intera difesa del Wigan poi si è trovato vicino a Dzeko che, timoroso di venire dribblato pure Lui, ha passato il pallone al portiere. I suoi players sembrano bolliti. Il fine mese ci dirà come stan le cose. Il Tottenham sta x fare visita. E poi ci sarà  il ritorno in Carling Cup a Liverpool, dove tra l’altro aspettano con ansia omicida l’Utd x l’ FA. Se quelli del City giocano così saran cazzi amari.
http://livetv.ru/it/showvideo/86879/
Wigan-City 0-1


« Ultima modifica: Martedì 17 Gennaio 2012 12:48 12 da diamantinom » Loggato

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« Risposta #290 il: Mercoledì 18 Gennaio 2012 13:05 13 »

Roberto Mancini could face FA action over imaginary red cards
Manchester City manager Roberto Mancini could be spoken to by the Football Association if he continues to pressure referees to dismiss opposition players.
Adesso Roberto x tre quarti d'Inghilterra è un' ipocrita.

Insomma sarà meglio che d’ora in avanti tenga le mani in tasca.

‘Well he is an Italian and 9/10 of them cheat to win. Sorry 99/100 of them cheat to win. It's their "culture"’. (questo è un asshole xché da 2000 anni non riusciamo a imbrogliare nessuno)

Mou confidenze
:
“Se metto Ramos a terzino destro mi criticate perché sta facendo il fenomeno in mezzo alla difesa. Se lo lascio lì mi criticate perché dovevo metterlo a destra. Se metto Coentrao a destra mi criticate perché è mancino. Se uso Diarra mi criticate perché dovevo metterlo in mezzo a campo. Se sposto Pepe a metà campo mi criticate perché dovevo lasciarlo dietro. Se lo lascio dietro mi criticate perché dovevo spostarlo più avanti. Se uso il ‘trivote’ mi date del difensivista, se non lo uso mi dite che dovevo coprirmi di più. Se uso Higuain mi criticate perché Benzema sta giocando alla grande. Se scelgo Benzema mi criticate perché Higuain si merita la maglia per quanto fatto a Maiorca. Allora dico una cosa: andate al cinema, poi guardate il risultato e quindi riparleremo della formazione”.
E poi : ‘ Nessuno tocchi Cristiano Ronaldo’  che dev’essere un nuovo Caino scemo.

Stasera vedremo cosa ci spara il portoghese.
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« Risposta #291 il: Giovedì 19 Gennaio 2012 01:50 01 »

Real Barca 1-2, in attesa del secondo leg.
http://livetv.ru/it/showvideo/87065/
http://www.youtube.com/watch?v=kwuqxfskkxs

Mourinho no optó por el plan A, ni por el B. Sacó el C. El muro de Mou funcionó en el primer tiempo. Un tiro a puerta, un gol.
Lamentable show de Pepe .Primero, fingiendo una inexistente agresión de Cesc. Poi passeggiando su una mano di Messi a terra x un fallo. Un fantasma en el gol de Puyol, un animal en las agresiones a messi.

In effetti non è stata una gran partita. Real a difendersi in 11 x almeno 70’ sperando in qualche fortunoso contropiede. Messi un po’ sottotono ma suo è il gran assist del 2’ goal. Benzema e Higuain ectoplasmi. CR sparito nel 2’ tempo. Migliore in campo al solito Iniesta. Questo piano C ha fallito miseramente.


'El real madrid cf es una vergüenza por culpa de los portugueses. Coentrao, Pepe, Carvalho y Mourinho.
'A Mou se le apareció un día la Virgen con los árbitros de la semifinal de Champions contra el Barça (Gol en fuera de juego de Milito en el de ida y penalty no pitado a Alvés y gol legal anulado a Bojan) y ganó una champions escandalosa.
'Otro baño a los neanderthales. Otra vez con el culo roto.
'Cristiano, felicidades
'Mourinho cagón!
¡¡¡¡¡¡JOSE MOURINHO!!!!!! JOSE MOURINHO!!. jose mournho!! jose mourinho... jo-se mou-rinho... jos...
'Florentino donde está la excelencia que prometias?
'Un nuevo ridículo de mourinho. Ozil y Kaká en el banco, madre mía, nunca jamás vi jugar al madrid en su casa con quien sea a defenderse, que se larguen todos los malditos portugueses del equipo, incluyendo a Mou …que traigan a Bielsa urgente… que verguenza por Dios....

Fuori dal coro

'Messi y el Barça son lo que son, porque en la Masía está lo más avanzado en hormonas, tratamientos con plasma sanguíneo, complejos vitamínicos para cojer musculación ...etc
'Pepe es dios

« Ultima modifica: Giovedì 19 Gennaio 2012 02:03 02 da diamantinom » Loggato

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