Campionato della mutua o se si preferisce da BBB-Davanti si sta formando una specie di mucchio selvaggio, un po’ vincono e un po’ perdono.
Milan-Inter 0-1
http://livetv.ru/it/showvideo/86799/Cominciamo dai soloni
Ecco il velenoso Damascelli.
Pato c’è, anzi no Sembra una cartolina spedita da Parigi16 gennaio 2012, 08:00
Notte di papaveri e papere. Milionari e strafalcioni. Il papero riccastro resta nascosto nell'aria umida milanese. Parigi vale bene una messa ma Milano, anzi il Milan, è un'altra cosa, come il derby. Così doveva essere, stando alle chiacchiere di una settimana carica di storie, memorie, sondaggi, parole, parole, parole. La nebbia avvolge la città, Pato non ha la luce dei suoi giorni belli, l'amore gli scalda il cuore ma non i suoi muscoli di seta, gonfiati da una stupida cultura della palestra. La sera scivola via tra promesse e promesse, come è stata la commedia francese del brasilero, la cartolina della torre Eiffel nascosta in fretta sotto il cuscino e il poster della Madonnina stirato sul muro della stanza da letto, con una candela votiva accesa all'ultimo momento.
Non è successo nulla, forse tutto è accaduto e sta per accadere. Pato c'è ma non si vede, ogni suo respiro è fiato dorato nella nebbia meneghina, ogni suo scatto è una speranza magnifica seguita da una delusione amara, Pato dribbla, inciampa, tocca, spinge, sbuffa, sette è il numero della sua maglia ma non il voto in pagella, semmai i milioni che gli emiri di Francia gli avevano garantito per convincerlo al trasloco.
Il popolo rossonero ha fede eterna, dalla B alla Champions l'amore non è cambiato, semmai si è rinforzato, rinsaldato; se ne sono andati idoli di ogni razza e tipo, da Sheva a Kakà per dire tra gli ultimi, ma adesso, improvvisamente, imprevedibilmente, su Pato l'onda milanista non schiuma, non sale, quasi il suo addio sia segnato comunque, nonostante il volere e il sapere del presidente, con i suoi conti spicci da oste e da allenatore.
Di colpo l'icona è diventata figurina, da scambio con i compagni di giochi, l'idolo non incanta più, Pato divide, i tifosi non minacciano barricate in caso di cessione, l'urlo del Meazza, ieri sera, era riservato a tutti e a nessuno, compresi i fischi, i mormorii di chi è abituato alle brioche con la marmellata e non accetta il pane di grano duro. Quella storia con Barbara ha aggiunto malelingue e perplessità, secondo usi e costumi di un paese pettegolo con gli altri e mai con se stesso.
Il papero agisce ma non reagisce, si muove appena, macchinoso, impacciato, timido, non carica, trotta non galoppa, i minuti volano, il diavolo aspetta invano.
Arriva, invece, perfido, il segnale che sembra destino, entra nella cronaca di una notte moscia, finalmente una "P". Ma non la sua, di Pato, del Papero, ma quella del Principe, Diego Milito, lo sberleffo argentino al brasiliano.
Lo stadio rossonero ha freddo, i gradi pesanti del termometro non c'entrano, erano smaltiti da grappe e caffè fumante, piuttosto quel bambino non dà calore, è assente, diafano, non pervenuto. Il bambino? Era Rivera, chiedo scusa a Gianni anche se oggi fa il ballerino datato al sabato sera mentre uno dei suoi eredi pesta i piedi sul prato che fu il teatro grandioso dell'alessandrino.
Coincidenze, il calcio è anche questo, favola romantica e cronaca vera assieme, Pato deve averlo capito in questa settimana che poteva cambiare la sua vita e quella di due squadre. E che ha cambiato un derby senza cambiare questo ragazzo di ventidue anni, sostituito da un ragazzino di Savona con il cognome egiziano, un faraone per una sfinge fischiata.
Non basta un comunicato, non servono le parole di circostanza, le promesse di amore sono quelle dei marinai. Il Milan è altro, Milano anche. Parigi sta sotto il cuscino.
La commedia non è finita. Si replica, fino a giugno
Lo stravagante ormai Franco Rossi
Il derby. Una lezione di calcio, niente di piu’, niente di meno.Il milan devastato dal caso pato, un giocatore che tre giorni prima era stato venduto e che nella partita chiave di questa prima parte della stagione, e’ stato mandato in campo a miracol mostrare.
Se l’ha imposto berlusconi c’e’ un allegri che dovrebbe ridursi lo stipendio visto che la formazione la fa un altro.
Se invece ha deciso lui di farlo giocare, allora e’ berlusconi che deve ridurgli lo stipendio per aver fatto scendere in campo un giocatore che ormai e’ un sopportato: dai compagni e dallo stesso tecnico.
Ranieri per insegnare calcio ad allegri non ha fatto nessuna mossa geniale, non ha schierato julio cesar a centrocampo o pazzini in diofesa, ma si e’ limitato a confermare la squadra che nelle utlime gare aveva dato prova di grande equilibrio.
Nel calcio la presunzione , se non si e’ maradona o pele’ o garrincha, si paga.
Allegri ha mandato in campo una squadra senza capo ne’ coda.
Il caso boateng non e’ inferiore, per danni procurati, al caso pato.
Gli ha cambiato ruolo solo perche’ berlusconi aveva detto che deve giocare in mediana e non come trequartista?
Emanuelson e’ stato mandato in campo senza una logica ne’ tecnica ne’ tattica ed e’ uscito dalla partita senza esservi mai entrato.
Ibrahimovic e’ sembrato indispettito dalla presenza di pato e adesso per allegri, galliani e la societa’ il problema di risolvere certi attriti si impone come il primo da risolvere.
L’inter esce rinforzata dal derby e arrivare nelle prime tre diventa un traguardo raggiungibile.
La difesa e’ stata perfetta nei due centrali e in mezzo al campo ha stupito (e lo dico con ammirazione) la prova di zanetti: infaticabile per dinamismo e copertura tattica.
In attacco praticamente assente pazzini, si e’ visto un milito micidiale nello sfruttare l’errore di abate.
Certo che se arrivasse tevez….
La juve si ritrova sola in testa, anche con aiuti arbitrali piuttosto evidenti, ma in questo e’ un po’ simile al milan.
I primi due posti per la classifica finale sono prenotati, mentre per il terzo e’ tornata in corsa l’inter.
Ripeto: certo che se arrivasse tevez…
Il travet Franco OrdineIl derby di Milano torna nelle mani dell'Inter dopo lungo e meritato inseguimento. Il Milan resta fulminato nella notte del possibile sorpasso sulla Juve. Decide Diego Milito, uno dei "rieccoli" di casa Moratti, riapparso giusto in tempo per prendere la mira col Parma e scaldare il piedino magico al cospetto del Milan.
Ibra e Pato invece restano a guardare, come le belle statuine. Dominati dalla difesa interista che nella circostanza si mostra degna di miglior fama. Claudio Ranieri manda di traverso il contratto appena firmato ad Allegri: già l'anno scorso, con la Roma, sempre a San Siro, procurò lo stesso scossone alla sua panchina. A questo punto fa meno freddo ad Appiano Gentile.
Con meno cinque dal Milan e meno sei dalla capolista Juventus, l'Inter può sentirsi a tutti gli effetti rientrata in corsa per partecipare al volatone della Champions e magari strizzare l'occhio a una remontada di quelle storiche. Mai dire mai se i vecchi guerrieri dell'era Mourinho si rimettono la corazza e l'elmetto. Il Milan soffre ancora gli scontri diretti, come accaduto in avvio di stagione con Napoli e Juventus. Allora ci fu una giustificazione legittima: squadra dimezzata dalle assenze e da una preparazione fisica precaria. Questa volta no. E sul successo dell'Inter c'è poco da discutere. Mentre invece sulla resa di ieri sera del Milan specie nella confezione del gioco d'attacco c'è da registrare una bella, netta regressione. La presenza di Pato nel derby non procura alcuna scossa ai rossoneri. Anzi il Papero subisce forse la grande attesa e i riflettori puntati sulle sue azioni. Poche le giocate utili alla causa firmate nella sua apparizione. Gli altri, è bene ripeterlo, non han combinato di meglio.
Sul primo errore del Milan, maturato in avvio di ripresa, nemmeno dieci minuti, l'Inter costruisce la sua orgogliosa rivincita inseguita con pazienza d'accordo ma anche con ostinazione. E appena Abate sbava un rinvio lasciando via libera a Milito, ecco il rospo farsi principe e trovare col suo piattone l'angolo scoperto di Abbiati. Allegri corre ai ripari con l'azzardo: Emanuelson terzino al posto di Zambrotta e dentro Robinho che comincia a sbattere l'uovo senza servire mai lo zabaione. Ranieri, dal suo canto, non se ne sta a guardare e corregge subito lo schieramento rifugiandosi nel 4-4-2 che è come allacciare le cinture prima di una possibile turbolenza (Chivu per Alvarez impalpabile e più tardi Sneijder per Milito). Con il meglio dell'artiglieria rossonera schierata, il Milan vede poco la porta di Julio Cesar e anzi tocca a Nagatomo sprecare l'occasione per inchiodare il derby e restituirlo alla sua parte, in attesa da troppo tempo. Le migliori esibizioni al tiro dei milanisti, rimasti imbottigliasti dentro la ridotta di Lucio e Samuel, arrivano da un bel destro di Seedorf, intervenuto nel finale. Di Ibra e Pato (poi sostituito da El Shaarawy) nessuna traccia, nessuna notizia di rilievo.
Servirebbe una scintilla per accendere il derby e dargli luce, una luce abbagliante che invece resta ai lati di San Siro mai nascosto dalla nebbia che avvolge il resto della periferia. La scintilla iniziale è la punizione arcobaleno di Maicon che Thiago Motta, di testa, gira alle spalle di Abbiati con potenza e precisione: l'assistente Copelli è il primo a sollevare il dubbio, non per Thiago partito in mezzo al mucchio, semmai per altri due neroazzurri, Samuel tra questi, rimasti oltre la linea della difesa rossonera. Perciò Orsato non tradisce alcun dubbio e anzi lascia scorrere il derby dominando tutti gli scontri, feroci e non, con qualche fischio autorevole, imponendo un metro inglese.
Il Milan perde troppi palloni prima di mettersi di buzzo buono e di apparecchiare per il pallido Pato un paio di occasioni finite male. Lo squillo di tromba milanista arriva sul gong con Van Bommel che schianta la traversa (ma c'è Ibra in fuorigioco davanti a Julio Cesar). L'Inter non riesce ad addentare la difesa milanista ritrovandosi alla fine della prima frazione con una succosa palla-gol finita sui piedi di Alvarez ma all'argentino trema il piedino. L'arrembaggio finale del Milan, con poca testa e nessuna lucidità, finisce sullo steccato nerazzurro che torna a salutare la curva e a far festa per le vie di Milano. Da oggi si ricomincia. E ricomincia forse un altro campionato.
E’ stata una partita bruttina. Inter schierata con un 8-2. Un po’ meglio che nella notte di Barcellona dove sfoggiò un perentorio 10-0 ed approfittò dell’assenza di Iniesta.
Milan schierato alla non si sa , abbastanza allo cazzo.
Secondo passettino di Allegri verso il licenziamento.
Nuovo trequartista (Emanuelsson), un cadavere (Zambrotta), un palo della luce (a luce spesso spenta) semovente (Ibra), uno non pervenuto (Pato). Centrali che han perso la memoria.
Dall’altra parte Ranieri cerca di non far troppi danni.
Il goal va raccontato. I centrali presi in contropiede non si sa dove erano. Forse su Zanetti. Al centro va a tamponare Abate (terzino dx) che liscia. Milito si avventa e lascia partire un tiretto angolato. Abbiati sta a guardare non riducendo la distanza, alza una gambetta ed il giochino è fatto.
Pato ha giocato neanche male x 60’ con Ibra abbastanza evanescente e al largo dai guai , per far qualcosa ha dovuto svariare a dx e sx , almeno tre movimenti da fuoriclasse e un assist a Van Bommel che ha centrato la traversa. Però va detto che all’inizio si è mangiato un goal.
Da notare un’entrata di Lucio a piedi uniti su Ibra, ma qui non siamo in England. Neanche un’ammonizione.
Un goal interista annullato. Forse è il nuovo calcio. Due in fuorigioco e un terzo che entra.
Il pubblico non sa bene se uccidere Pato o qualcun altro, per intanto lo fischia e affanculo anche BB e che Papi vada in galera. Aggiungiamoci anche la perla di Allegri che fa uscire Pato a 10' dalla fine in modo che si becchi tutti i fischi possibili.
Alla fine Ranieri gongolava. Aspetta di incontrare il Chelsea e poi gongolerai di meno.
Alla fine il mancato bolscevico livornese mostrava contegno. Aspetta di incontrare l’Arsenal che x derelitto che sia è squadra che corre e picchia.
Moratti (assente dallo stadio) in serata continuava ad emettere orgasmi, anche telefonici. Tevez ? Fanculo anche a Lui. I suoi prodi bastano e avanzano anche se Alvarez (un mezzo brocco) ha dovuto prevalentemente aiutare in difesa e ha pure sparacchiato sulle gambe di Abbiati una facile palla, ciccata dalla difesa rossonera.
Papi non l’ho visto e nemmeno la sua preferita di famiglia.
http://www.youtube.com/watch?v=zUJvVD3CQQ8
(andare al minuto 5’50... Crudeli : Abate è da impalare)
I rimanenti incontri della giornata sono state le solite minchiate. Juve che pareggia lamentando un rigore non ricevuto, però al cagliari ne son stati negati ben due. Gran goal di Cossu.
Udinese che perde a Genova. Roma bloccata dalla pioggia. Buona opportunità stasera x il Napoli.
Finale:Ieri sera, c’erano alcuni striscioni interisti veramente orrendi dedicati a Gattuso e Cassano, che inneggiavano alle loro rispettive malattie.
Durante e nel post su una pay tv si sono sentiti noti commentatori usare strumentalmente il nome di Abate a scopo di dileggio per l’errore. Sembrano due situazioni diverse, invece sono figlie della stessa sub-cultura.
(Libeccio)Versante inglese declassato da AAA a A+Typical Spuds ...
This year? No
Next year? No
Sometime? Nohttp://livetv.ru/it/showvideo/86510/Tottenham – Wolverhampton 1-1
Eppure il coach, una specie di riedizione di Zeman, però pieno di pinte di birra, continua a dire che vinceranno la Premier.
'Hear hear, well played swans, spurs were lucky to come away with a point and arsenal not so lucky...
'Oh. Ok. Bloody well played Swansea. You rock, Swansea! Yes, Swansea is more Arsenal than Arsenal.Per la cronaca lo Swansea è l'unica squadra gallese della 1' League
http://livetv.ru/it/showvideo/86732/Swansea – Arsenal 3-2
No ambition
No desire to win anything
Tactically lacking
Bling faith in garbage players
Cheap
Stubborn
Full of excuses
Defeatist mentality
Mid-table team mentalityWenger adesso è divenuto un guardone malinconico.
L’utd si sbarazza di una squadra di muertos. Il negretto Welbeck è divenuto un acchiappa rigori che Gengis Khan (al secolo mr Rooney) si fa parare (secondo a fila). Scholes è stato riesumato ancora e fa pure goal anche se gioca male.
Finita la crisi ? Non credo.
http://livetv.ru/it/showvideo/86513/Manchester Utd – Bolton 3-0
Se stasera Il City non vince Mancini andrà scuoiato vivo secondo i dettami islamici.
Versante spagnolo (una AA-)Real a fatica. Benzema sembra toccato dall’ arcangelo Gabriele o qualcosa del genere.
Barca indecente in difesa. Risolve Sanchez con classe. Quest’anno gira discretamente male. Tra l’altro Iniesta viene messo giù in area ma viene cartellinato giallo x una lurida simulazione che non c’era.
http://livetv.ru/it/showvideo/86813/Barcellona - Betis Sevilla 4-2
Francia ovvero tripla C.Il PSG passeggia grazie a Pastore e l’ex maiale di Torino inneggia.
http://livetv.ru/it/showvideo/86543/Tra l’altro il Lille è stato sgonfiato a Marsiglia
L'ex capitano della nazionale brasiliana Socrates è morto questa mattina, in seguito all'aggravarsi dell'infezione intestinale dovuta ad abuso di alcool.