Neal Caffrey è uno dei personaggi più affascinanti delle serie tv degli ultimi due anni. Bello, stylish, geniale, scaltro, sempre sorridente e disponibile. Un perfetto truffatore. L'accoppiata con Peter Burke (Tim DeKay), agente dell'FBI, è perfetta pensando che è inquadrata in un mondo di furti d'arte, falsari, ladri di gioielli. Stiamo parlando di White Collar, il crime dramedy giunto alla seconda stagione (dal 14 marzo ogni lunedì alle 21,50 su Fox) sulla divisione FBI omonima dedita ai crimini “bianchi”, quelli finanziari, aziendali, che prevedono frodi, riciclo di denaro e traffici illeciti.
A interpretare Neal è Matt Bomer, 33 anni, texano, noto in precedenza per il ruolo di Bryce Larkin in Chuck.
White Collar è un buddy show classico, ma sembra esserci una chimica speciale fra i due protagonisti, il truffatore Neal Caffrey e l'agente dell'FBI Peter Burke.Nasce forse dal rapporto che io e Tim DeKay abbiamo dentro e fuori il set. Chi ci incontra insieme e non ci conosce non vede molte differenze dalla relazione che hanno i nostri personaggi sullo schermo. Continuiamo a scherzare e a beccarci con ironia tutto il tempo. Alla fine però siamo molto diversi e quello che ci lega è l'amicizia e il rispetto reciproco.
Rispetto e fiducia sono due dei concetti fondamentali di White Collar.Non è facile immaginare un rapporto di fiducia fra un criminale e un uomo di giustizia. Possono certo diventare amici ma sono consapevoli che la loro natura rimarrà sempre la stessa. Fra Neal e Peter è una continua partita a poker. Sanno di dover sempre giocare le carte giuste per convincere l'altro.
D'altra parte un truffatore non è una persona di cui in genere ci si potrebbe fidare.Sono d'accordo, però Neal ha una grande umanità, e nelle persone l'umanità può superare la natura.
Ha mai pensato che tipo di truffatore potrebbe essere stato lei?Non ho certo le qualità di Neal... magari. Però se solo ne avessi il 5%, sarei in possesso del 5% di opere d'arte che ha trafugato lui, e non è poco, con solo il 5% di probabilità di essere messo dentro... (ride).
Comunque molto del fascino di White Collar nasce dall'ambientazione newyorkese.New York ha un'energia che nessun altra città possiede. Ci sono angoli nascosti che nascondono meraviglie. Russell Fine, il direttore della fotografia, con le riprese dal basso è riuscito a celebrarne l'incredibile architettura.
Si vede che si trova a suo agio nella Grande Mela... In questa seconda stagione si mette anche a cantare.È vero, in duetto con Diahnn Carroll, “One for my baby (and one more for the road)”... [2x13 Countermeasures - ndt]
Con una serie così versatile e la moda crescente dei cross-over, con quale tv show di USA Network (il network su cui White Collar va in onda in America) vorrebbe interagire?Di sicuro con Burn Notice, perché ci sono molte affinità.