Il doppiaggio è una mania tutta italiana... molti Paesi europei (tipo quelli nordici come Svezia e Norvegia) mandano la versione originale coi sottotitoli. Tra l'altro si risparmierebbero molti soldi così, e si avrebbe una quasi contemporaneità (ma anche contemporaneità vera e propria, tanto gli script gli arriverebbero prima).
Non è una mania tutta italiana. Sei vai in francia o germania anche lì molte trasmissioni sono doppiate, lo stesso vale per la spagna. A differenza di noi il sottotitolo ha preso più piede, è vero, ed è usato più regolarmente, anche in tv.
Portogallo, Svezia, Norvegia, Islanda, sono tutte realtà non comparabili con l'Italia. Lo stato più grande è il portogallo che ha 10 milioni di abitanti, un sesto rispetto a noi, per non parlare degli altri paesi che avete citato. Sono completamente diverse tutte le strutture scolastiche, le abitudini, la cultura rispetto a noi. il confronto quindi è impari, anche se ammiro i paesi nordici e per certe cose dovrebbero essere d'esempio. Senza tener conto che sfido ad essere in sincronia con il labiale con lingue come l'islandese o il norvegese, l'effetto sarebbe veramente ridicolo.
I soldi che verrebbero risparmiati facendo il doppiaggio non sarebbero poi tanti, visto quanto poco vengono pagati i doppiatori ed in più si lascerebbero diverse persone senza lavoro (anche se poi chi guadagna veramente sono sempre i soliti, a volte i più bravi). Inoltre non si può cambiare da un giorno ad un altro l'abitudini di una popolazione. Quello a cui si dovrebbe puntare è un'affermazione del sottotitolo come realtà alternativa al doppiaggio e far si che mano a mano si affermi in un lento cambiamento. La superiorità per certi versi del sottotitolo è dimostrata da quante sempre più persone guardano le cose sottotitolate non soltanto per motivi temporali ma anche per il piacere di avere un contenuto che sia il più fedele possibile all'originale. Se adesso telecom, in controtendenza ha proposto un serial come lost in "anteprima" per coprire una fetta di mercato non ancora coperta (il fandom più estremista, quello che vuole tutto e subito), quindi per motivi temporali, se è sufficientemente lungimirante si renderà conto che proporre un "contenuto a scadenza" a prescindere dal prezzo è completamente controproducente. Un fan vuole "possedere" il proprio serial. E' ovvio che al momento il discorso è più complesso di quanto sembri, a causa molto probabilmente delle forza in gioco. Diritti di noleggio e vendita sono due cose distinte (per quanto ne so). Quindi vedremo come evolverà la situazione. Apprezzabile in ogni caso questa iniziativa che quasi sicuramente non rimarrà isolata e porterà probabilmente ad una piccola rivoluzione. La telecom in questo momento è precursore con i suoi pro ed i suoi contro. Di strade ce ne da fare. L'importante è che venga riconosciuto il valore dei sottotitoli e che questi si affermino con il tempo: magari un giorno, non troppo lontano, i nostri figli, i nostri fratelli minori, potranno imparare l'inglese e le altre lingue anche dalla tv, per osmosi.