LIFE ON MARS
Personaggi principali:Sam Tyler (John Simm)
Gene Hunt (Philip Glenister)
Annie Cartwright (Liz White)
Ray Carling (Dean Andrews)
Chris Skelton (Marshall Lancaster)
Trama:Il protagonista della serie è l'ispettore capo della polizia di Manchester Sam Tyler, il quale, in seguito ad essere stato investito nel 2006 mentre cercava di ritrovare la sua compagna di lavoro (e d'amore), si risveglia nel 1973. Qui, si ritrova sotto il comando del burbero Gene Hunt, capo indiscusso del dipartimento, grande bevitore e dai metodi investigavi "all'antica". Preso subito per matto a causa della sua storia sul salto temporale di 33 anni, Sam inizia a ritagliarsi una forte amicizia (e non solo) con Annie, una delle poche poliziotte donne dell'epoca, ampiamente screditata, mai considerata e spesso soprannominata "senza-palle". Il suo compito è quello di consolare i parenti delle vittime, nonostante sia un'ottima psicologa. Inoltre, gli altri due colleghi sono agli antipodi: Ray è il classico poliziotto burbero, menefreghista, con ambizioni di carriera che vive all'ombra dell'ispettore Hunt (quindi il cattivo e l'antipatico della situazione), mentre Chris è quello che inizia a seguire e far suoi i metodi investigativi di Sam (registrare gli interrogatori, delimitare una scena del crimine con una corda, ecc). L'intera story-line della serie (composta da due stagioni di 8 episodi l'una) si basa sulla ricerca della verità di Sam: è pazzo? tornato indietro nel tempo? morto? in coma? ed ogni episodio porta in dota degli indizi e dei tasselli che completano all'ultima puntata il quadro generale (non vi dico come finisce perchè DOVETE VEDERLA!).
Moltissimi i temi trattati che mettono in risalto quanto 33 anni di differenza siano come vivere in due mondi diversi, o, come dice il titolo, vivere su un altro pianeta: si passa dalla discriminazione razziale all'uso in larga scala di prime droghe all'epoca sconosciute (eroina), dal modo di vestirsi e comportarsi alla ricerca del passato di Sam che diventerà cruciale in puntate altamente emozionanti.
Infatti, Sam nel 1973 aveva 5 anni, l'età nella quale il padre, per motivi apparentemente a lui sconosciuti, sparì, lasciandolo solo con la madre.
Sam col passare del tempo (e delle puntate) entra sempre più in sintonia con tutti i personaggi, riuscendo a cambiare molti modus operantis e a fare propri vecchi istinti che la polizia del 2006 aveva perso.
Una serie davvero ben fatta, emozionante e per nulla scontata. Non a caso i cari vecchi americani l'hanno appena ripresa creando il remake in onda in queste settimane con stesso titolo e story-line pressochè identica (anche se con l'avanzare degli episodi, sembra ci possa essere un significativo distacco.... staremo a vedere)
Una nota di merito particolare va alla colonna sonora, assolutamente magnifica. Oltre all'omonima canzone di David Bowie che dà il nome alla serie e ne fa da filo conduttore, segnalo nel primo episodio la leggendaria "Baba O'Riley" degli Who quando Sam ritrova il vecchio negozio di vinili dove andava quand'era giovane. Per il resto, da Elton John agli Stones passando per tutta la musica che negli anni '70 diventò leggenda, ogni amante della musica dovrebbe vedere questa serie per capire quanta emozione può sempre dare una canzone inserita sempre al punto giusto.
Consigliata per chi: guarda serie poliziesche; adora Ritorno al Futuro, Butterfly Effect, Donnie Darko e la teoria del caos; ama la vera musica; "pensa che non sia tutto qua"; sa apprezzare i ricordi non bollandoli come "inutili" o "tristi"; vorrebbe vivere negli anni '70.