Quello per cui redman è grato
Giovedì, negli Stati Uniti, è il Giorno del Ringraziamento e io voglio prendere spunto da una serie di post che tutti i redattori di un blog che adoro leggere, TV Squad, scrivono in questo periodo dell’anno: “What I’m thankful for”, ovvero “Quello per cui sono grato” o “Quello per cui ringrazio”, fate vobis. Ovvero una lista di cose che hanno reso l’anno solare televisivo piacevole e quelle cose che, arrivando a breve, faranno essere il prossimo spettacolare. Quindi bando alle ciance e cominciamo.
Jack is back!
Dopo 18 mesi di assenza dal piccolo schermo, domenica sera abbiamo potuto finalmente assistere ad un nuovo episodio di 24. Redemption è stata una bellissima sorpresa, non solo perché questo tv movie era effettivamente ben fatto, ma anche perché era totalmente diverso da ogni episodio della serie che abbiamo mai visto e allo stesso modo estremamente godibile. Era sicuramente più un film cinematografico che un telefilm: uno svolgimento più lento, un giusto mix tra azione e un parlato di sostanza, meno colpi di scena e una storyline molto interessante e attuale.
Certo, era un prequel e questo si è visto chiaramente nel finale molto aperto. Come dice la stessa nuova Presidente “E’ solo l’inizio del viaggio” e infatti ci lasciano con lei che pronuncia il suo discorso di insediamento e Jack che torna negli USA per affrontare la commissione parlamentare.
I soliti complimenti vanno a Jon Cassar, che ha diretto magnificamente. Particolarmente apprezzabile la scelta dei colori, sia per quanto riguarda le scene africane che quelle a Washington. La fotografia della settima stagione, che comincerà a gennaio, sarà proprio quella che abbiamo potuto apprezzare nelle scene del film girate nella capitale. E quindi come non essere grati per questo antipasto? E come non essere grati per uno dei ritorni più attesi da un anno e mezzo a questa parte? Gennaio è vicino, finalmente!
Sangue vero
Chissà se qualche testone di Mediaset o Sky si permetterà mai di pensare veramente a dare un titolo del genere alla migliore nuova serie della stagione televisiva americana: True Blood . Sono estremamente grato ad Alan Ball per aver tirato fuori questo coniglio dal suo cilindro di genialità. La terza serie più vista nella storia di HBO, la serie con la crescita, in percentuale, di spettatori più alta nella storia di HBO, più dei Soprano. Gli abbonati al canale via cavo più famoso del mondo hanno premiato questa meravigliosa prima stagione, conclusasi domenica sera, intensa, ricca di spunti di riflessione e con quel giusto pizzico di comicità grottesca.
Ora non resta altro che attendere la seconda stagione, in arrivo il prossimo autunno. E anche di questo non posso che essere grato: con una scrittura così e un cast davvero all’altezza della situazione, si potrebbe andare avanti per anni.
Le luci del venerdì sera
Sì, sono grato a DirectTV, che ha creduto in Friday Night Lights tanto da partecipare alla sua produzione e far sì che potessimo godere di questa meravigliosa terza stagione. Dopo il disastro dello scorso anno, avevo seri dubbi che la serie si potesse riprendere e invece abbiamo potuto godere, fino a questo momento, di otto episodi uno più bello dell’altro. Lo spirito del Texas è tornato sui nostri schermi, con il solito gusto che caratterizza tutti i prodotti di Peter Berg, regista extraordinaire , cantastorie innovativo.
E quindi grazie, grazie per aver dato a Smash e a Street due uscite perfette per i loro personaggi, dopo che questi erano andati alla deriva di storie e caratterizzazione per tutta la seconda stagione. Grazie per Julie e Matt, perché, se non ha senso guardare un telefilm solo per le coppie, non ha senso non essere affascinati dalla dolcezza di questi due personaggi, dall’alchimia tra i due attori nelle scene intime, con i loro sguardi che ti fanno davvero credere che si amano. Grazie per Eric e Tami Taylor, per i quali non c’è bisogno di scendere nei particolari. I motivi sono evidenti a tutti.
Il dottore e i suoi viaggi
L’Inghilterra, spesso sottovalutata, è patria di grandi serie televisive. Il tocco britannico, tra l’altro, è fantastico e completamente diverso da quello americano, molto più simile agli altri prodotti europei ed italiani, ma lì le serie raggiungono un livello qualitativo inimmaginabile da noi, che apprezziamo solo Squadra Speciale Cobra 11 e le fiction religiose di Rai Uno (a quanto la serie su San Crispino?).
L’estate scorsa ho avuto il piacere, dopo il consiglio di molti, di vedere la nuova serie di Doctor Who , cominciata nel 2005. Sono rimasto folgorato dalla sua bellezza. Non si tratta di un capolavoro nel senso assoluto del termine, ma di un prodotto talmente coinvolgente che facevo fatica a vedermi meno di due episodi al giorno.
Storie fantastiche, mondi straordinari, la magnifica interpretazione di David Tennant con le sue giacchette e le sue All Star, il suo Allons-y , le sue facce. E poi la stupenda complicità con Martha Jones e con Donna, la platonica storia d’amore con Rose e l’infinita lotta con i Dalek, i nemici numero 1 del Dottore.
Quindi sono grato alla BBC e a Russel T. Davies, la prima per aver deciso di riprendere questa storia, il secondo per averlo fatto così bene. E anche se la quinta stagione non arriverà prima del 2009, grazie per lo speciale di Natale, che non vedo l’ora di gustarmi.
Altre cose per cui sono grato
Grazie alla CW per aver riportato il personaggio di Kelly Taylor in televisione e per la mia dose settimanale di Sophia Bush , anche se in una serie che non si può proprio più guardare.
Grazie agli sceneggiatori , per aver scioperato e aver fatto capire che senza di voi non si va da nessuna parte; e la bassezza di questa stagione televisiva ne è la piena dimostrazione. Grazie anche per il lavoro che fate e per le emozioni che siete in grado di regalarci.
Grazie alla CBS che crede ancora nelle commedie e ogni settimana ci fa ridere con How I Met Your Mother e The Big Bang Theory e che, da gennaio, ci continuerà a far ridere con Rules of Engagement.
Grazie a Sci-Fi Channel per aver deciso di chiudere Battlestar Galactica con la quarta stagione nel 2009, perché il pensiero di questa serie che salta lo squalo è un incubo. Almeno così saremo sicuri di aver “solo” quattro stagioni, ma quattro stagioni stupende e che hanno rivoluzionato il modo di fare fantascienza.
Grazie a Tina Fey , per 30 Rock, per l’imitazione di Sarah Palin, per la tua genialità. Un giorno verrai ricordata come una delle più grandi autrici televisive della storia.
Grazie a Subsfactory , al suo staff e ai suoi utenti, perché in questo mondo web 2.0, dove abbondano i punti di ritrovo, ma c’è una forte mancanza di vera integrazione, non è facile trovare un posto dove sentirsi a casa, ma soprattutto appagati del lavoro che si svolge con tanta passione.
E quello per cui NON sono grato?
Beh, qualcosa c’è sicuramente. Prima di tutto non-grazie alla ABC per aver cancellato Dirty Sexy Money e poi non-grazie alla FOX per aver deciso di spostare, da gennaio, Terminator: The Sarah Connor Chronicles nello slot della morte del venerdì sera. Dopo avergli dato la fiducia di una stagione completa, perché spostarlo nella fascia oraria dove tutti gli show vanno a morire?
E voi? Di cosa siete grati? Cosa vi ha dato soddisfazione in questo 2008 che si va a concludere? E per cosa siete eccitati in prospettiva 2009? Fatemelo sapere nei commenti.
Per qualsiasi cosa, potete sempre scrivermi a redman@subsfactory.it .
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